venerdì, 04 dicembre 2009
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lunedì, 30 novembre 2009
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martedì, 24 novembre 2009

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domenica, 22 novembre 2009

Il ghiaccio si confonde
con il cielo, con gli occhi
e quando il buio si avvicina
vorrei rapire il freddo
in un giorno di sole
che potrebbe tornare in un attimo solo.

Forse stanotte,
se avro' attraversato
la strada che non posso vedere
poi in un momento
copriro' le distanze
per raggiungere il fuoco
vivo sotto la neve.

I nostri occhi impauriti
nelle stanze gelate,
al chiarore del petrolio bruciato
e oltre il muro il silenzio,
oltre il muro solo ghiaccio e silenzio.

Aspettero' questa notte pensandoti,
nascondendo nella neve il respiro,
poi in un momento diverso dagli altri
io copriro' il peso di queste distanze...
di queste distanze... di queste distanze...
Di queste distanze...

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sabato, 21 novembre 2009

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mercoledì, 11 novembre 2009

Deux heures que tu parles pour ne rien dire.
Rien à branler de tes délires
T'as lu tes livres t'y as rien compris
Tout le monde s'en fout de tes conneries
Tout le monde s'en fout mais toi t'insistes
Des idées à la con t'en as toute une liste
Crypto-marxo-motocycliste
La lutte des classes dans la mort du Christ

Refrain :
L'homme moderne, le mec branché, assez parlé.

Chaussettes roses blouson de pédé
Mon pauvre ami tu auras du succès
T'en as de la classe dans ton vestiaire
La face bronzée même en hiver
Avec ta femme, ce n'est pas difficile
Liaison ouverte ça va tranquille
À force de l'abreuver de tes conneries
Elle s'est payée la chaude-pisse de ton meilleur ami.

Refrain

T'es très sceptique, tu ne crois à rien
T'analyses tout c'est très malin
T'aurais mieux fait d'analyser
Par qui ta femme se faisait baiser
T'aurais mieux fait de penser à ça
Peut être que tu n'aurais pas le sida
Liaison ouverte c'est bien marrant
Voilà que tu pries le dieu des cons.

Refrain

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domenica, 01 novembre 2009


Anna ha diciotto anni e si sente tanto sola
ha la faccia triste e non dice una parola
tanto è sicura che nessuno capirebbe
e anche se capisse di certo la tradirebbe

e la sera in camera prima di dormire
legge di amori e di tutte le avventure
dentro nei libri che qualcun altro scrive,
che sogna la notte, ma che di giorno poi non vive

e ascolta la sua cara radio per sentire
un po' di buonsenso da voci piene di calore
e le strofe languide di tutti quei cantanti
con le facce da bambini e con i loro cuori infranti

ma da qualche tempo è difficile scappare
c'è qualcosa nell'aria che non si può ignorare
è dolce, ma forte e non ti molla mai
è un'onda che cresce e ti segue ovunque vai.....

E' la musica, è la musica ribelle
che ti vibra nelle ossa, che ti entra nella pelle
che ti dice di uscire, che ti urla di cambiare
di mollare le menate e di mettersi a lottare

Marco di dischi lui fa la collezione
e conosce a memoria ogni nuova formazione,
e intanto sogna, di andare in California
o alle porte del cosmo, che stanno su in Germania

dice: "qua da noi in fondo la musica non è male,
quello che non regge sono solo le parole".
Ma poi le ritrova ogni volta che va fuori
dentro i manifesti o scritte sopra i muri.....

E' la musica, è la musica ribelle
che ti vibra nelle ossa, che ti entra nella pelle
che ti dice di uscire, che ti urla di cambiare
di mollare le menate e di metterti a lottare.
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domenica, 01 novembre 2009


Le bon vin nous a rendus gais, chantons, oublions nos peines, chantons.
Mais nos peines n'avait oublié pas notre compagnie.
Oui, buvons, faisons l'amour, mais surtout la guerre!
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domenica, 01 novembre 2009
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mercoledì, 28 ottobre 2009

Il 9.9.09 è uscito "nightbook" l'ultimo album di Ludovico Einaudi.
Il 6 dicembre suona a Roma all'auditorium. Chi non viene è uno stupido e grezzo antifa.

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domenica, 25 ottobre 2009


Produzioni - Black Shirts Records 2009
registrazioni - U-Boot 37
videomontaggio - Cinearma
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domenica, 25 ottobre 2009
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domenica, 25 ottobre 2009

Sessantasette anni fa la drammatica epopea di El Alamein

“Scrivo in ricordo della battaglia di El Alamein iniziata venerdi 23 ottobre 1942, alle 20.45. Nomi carichi di storia antica scompaiono accanto a nomi meno illustri. Le fanterie della Pavia avevano un secolo, o poco più, ma risalivano ai reggimenti savoiardi dai nomi transalpini; la Brescia era nata dai volontari delle cinque e dieci giornate, la Bologna dagli arruolamenti veneti e romagnoli del 1859.
Non ne rimane nulla delle divisioni corazzate adolescenti Ariete e Littorio, nulla della Folgore paracadutista e neonata, che ha pagato il diritto alla fine con il più pesante tributo.
Catastrofe ingiusta, umiliazione di impotenza, simile all’angoscia del formicaio travolto dall’inondazione. Formicaio italiano è il deserto con pochi tedeschi. Ma rivivono anche pagine meno gloriose : le occasioni perdute, le deficienze dei comandi italiani e certi immeritati onori attribuiti al maresciallo Montgomery che  sconfisse Rommel a El Alamein.
La vera morte della Folgore è cominciata alle ore 2 del 3 novembre, con l’ordine notturno, improvviso, inatteso : abbandonare la linea Deir Alinda – Deir El Munassib – Quota 125 – Haret el Himeimat, quindici chilometri a ponente.
Il nemico non incalza subito, ma già al 4 le artiglierie tempestano le nuove posizioni. Alle 14 il tiro è sospeso, compaiono tre autoblindo con potenti altoparlanti che offrono l’onore delle armi e le lodi per il valore dimostrato, ma chiedono la resa e minacciano l’annientamento. I paracadutisti rifiutano e sparano. Il ripiegamento è ripreso. I pezzi sono trainati a braccia, molti camminano scalzi, si combatte per aprirsi la strada, crescono le perdite : si abbattono nella sabbia i feriti, i morti, gli assetati che non possono più camminare. All’inizio di ogni sbalzo molti non si rialzano più. All’alba del 6, nella regione di Deir el Serir, il IV battaglione viene annientato. Ormai il nemico è molto più avanti. Gli avanzi della divisione si stringono attorno ai battaglioni II, VII e IX. Il II è ridotto a 4 ufficiali e 40 uomini. Scorte esaurite, munizioni finite. Non un drappo bianco, non un braccio è stato alzato. La truppa passa in riga piangendo : ma è il pianto dei forti. Il ten. col. Mario Zenninovich, di antica famiglia dalmata, comandante del II battaglione, presenta la divisione schierata al colonnello Luigi Camosso, comandante del 187° reggimento, e, dopo l’attenti, dà la forza : ufficiali 32, truppa 272.
Il nemico rende l’onore delle armi ai prigionieri. Sono le 14,35 di venerdi 6 novembre 1942. I tre reggimenti, 185° artiglieria, 186° e 187°, vennero decorati di medaglia d’Oro al Valor militare.“


Arrigo Curiel c.c.IX Btg. 187° Rgt Divisione Folgore


Questa lettera è stata pubblicata sul quotidiano triestino Il Piccolo di venerdi 23 ottobre nella rubrica Segnalazioni, dedicata agli interventi dei lettori, da uno degli ultimi reduci dei giorni di El Alamein. Merita rilievo e rispetto questo Leone (vivo) della Folgore, la cui testimonianza, intrisa di un’epica vera e virile, traduce la realtà ed i valori di una generazione, o almeno della parte migliore di essa, la quale a sua volta generò la nostra. Nelle parole semplici di questo Junger de noantri, ormai quasi novantenne, non c’è retorica, ma dramma . Il tempo sembra non aver spento quel fuoco interiore che oggi, chi tenta di rimanere ancora vivo, continua a cercare.

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martedì, 20 ottobre 2009
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lunedì, 19 ottobre 2009


Vorresti farmi creder che non son fascista io?
Che non credo in quei valori: famiglia, patria, Dio?
Eppure me ne frego, non pigliateci per scemi
Noi vogliamo fuoriuscire da quei due fottuti schemi!

Quella stessa famiglia che ti vuole incatenato
In uno stato antifascista non vuol esser disturbata
Non ti abbiamo educato per avere un fuorilegge
Non ci piacciono i tuoi giri, tienitelo bene in mente!

Io ti odio, reazionario!
Io ti odio, reazionario!

Vogliam parlare dello stesso dio che ti ha creato?
Devozione ed umiltà è per tenerti schiavizzato
Quel branco di pretaglia marcio fino nel midollo
Ha sempre umiliato la nazione e chi ha lottato!

Patria, ma quale patria? Non c'è più patria
L'ultimo suo respiro è stato nel '43
Savoiardi, partigiani, bastardi americani
Non siam disposti ad esser servi di politicanti infami!

Io ti odio, reazionario!
Io ti odio, reazionario!

Eja, eja, alalà!
Eja, eja, alalà!
Eja, eja, alalà!
Eja, eja, alalà!

Eja, eja, alalà!
Eja, eja, alalà!
Eja, eja, alalà!
Eja, eja, alalà!
postato da: dallaltraparte alle ore 22:32 | Permalink | commenti (1)
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