mercoledì, 11 novembre 2009

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“11 Novembre, Gabriele nel cuore degli italiani”, è il tam-tam di internet che negli ultimi giorni sta spopolando su facebook e blog per ricordare il giovane Gabriele Sandri nel secondo anniversario dall’uccisione sull’ Autostrada del Sole, avvenuta per mano dell’agente di Polizia Luigi Spaccarotella.

Era l’11 Novembre 2007 e per non dimenticare sono allo studio una serie di appuntamenti e iniziative in molte città italiane. Soprattutto dopo la sentenza di primo grado, in cui il poliziotto condannato ha visto derubricarsi il capo d’imputazione da omicidio volontario in omicidio colposo. Forse anche per questo oggi l’immagine del giovane Gabbo viene adottata come simbolo dell'ingiustizia. Ma ora un percorso di ricordo ne intende preservare la memoria.
 
INFO: www.gabrielesandri.it
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categoria:ultras, in memoriam
mercoledì, 23 settembre 2009
Durante una partita di calcio in Russia un tifoso entra in campo, realizza un rigore e si fa il giro di campo salutando romanamente. Così si fa!

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categoria:ultras
martedì, 14 luglio 2009

Lo ha deciso il tribunale di Arezzo malgrado tutte le testimonianze avessero inchiodato l'agente Spaccarotella al suo folle gesto omicida. Contro ogni prova la Corte ha voluto optare per un “omicidio colposo” accettando la tesi, ridicola, della difesa, e smentita da ogni teste, per la quale l'omicida non aveva mirato a Gabriele Sandri. Ed ha condannato il reo a sei anni che non sconterà.
Peccato che, ammesso che le cose stessero così, l'accusa non avrebbe dovuto essere trasformata in omicidio colposo ma in strage. Difatti un pazzo che spara da una parte all'altra dell'autostrada senza mirare ha enormi probabilità di centrare un guidatore che procede a 130 km/h ed essere causa di incidenti di auto a catena. Può annientare in un attimo intere famiglie. Spaccarotela doveva, in tal caso, essere condannato non a 14 anni (tetto massimo del rito abbreviato per omicidio volontario), bensì a 20 (tetto massimo del rito abbreviato per il reato che si configura realmente accettando la tesi della difesa e rifiutando tutte le prove).
Sapevamo tutti che Spaccarotella non sarebbe stato imprigionato mai perché sappiamo tutti come va la “giustizia”. Sappiamo  che c'è sempre in Italia qualcuno che può essere assassinato impunemente. Trent'anni fa erano i fascisti, oggi sono i tifosi.
Che schifo!

Gabriele Adinolfi

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categoria:ultras, il vostro mondo
martedì, 14 luglio 2009


L'AGENTE: "PIANGO DI GIOIA"
«Piango di gioia. Ho fatto bene a credere nella giustizia»: lo ha detto l'agente Luigi Spaccarotella parlando al telefono con il proprio avvocato Federico Bagattini e commentando la sentenza che lo ha visto condannato a sei anni per omicidio colposo per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri.

IL PADRE DI GABBO: VERGOGNA PER L'ITALIA «È una vergogna per tutta l'Italia», così Giorgio Sandri, padre di Gabriele, ha commentato la condanna a sei anni per l'agente Luigi Spaccarotella. I giudici hanno derubricato il reato da omicidio volontario a colposo.

Incredibile la faccia tosta di Spaccarotella che nonostante l'enorme ingiustizia si permette di affermare alla stampa parole così scandalose e prive di tatto per la tragedia che ha provocato.

SOLO DISPREZZO PER LUI!    GIUSTIZIA PER GABRIELE!
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categoria:video, ultras
lunedì, 29 giugno 2009

Sciarpa - U.S. Fiumana

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categoria:immagini, consigli per gli acquisti, ultras
giovedì, 11 giugno 2009

"Siamo fieri ed orgogliosi di partecipare ad un grande sogno". Così, Marco Racca commenta la nascita degli "Uscocchi - Legione Fiumana" supporters ufficiali della Fiumana Calcio, la squadra che è nei desideri di tutti gli italiani di origine dalmata istriana.
"In attesa che una conferma definitiva sulla fondazione della società - precisa Marco Racca, portavoce degli "Uscocchi" - ci siamo assunti l'onore di un impegno a 360 gradi, perchè la rifondazione della Fiumana è per noi importante, motivo di orgoglio e, soprattutto, uno dei giusti passi per rendere onore ai popoli esiliati da Istria e Dalmazia".
"Gli Uscocchi nascono - continua Racca - proprio per dare un segno tangibile che dietro il progetto vi sono già moltissime persone in Italia pronte a sostenere attivamente questo sogno".
"E' pronto - conclude Marco Racca - tutto quanto necessario per onorare la passione verso la Fiumana. Una passione cha nasce dal sogno di pochi, ma che vede migliaia di persone pronte a poter tifare la loro vera squadra del cuore".
E' in allestimento il sito web www.uscocchifiumana.org, che conterrà le news sugli Uscocchi e sulla società... e la possibilità di "tesserarsi" agli Uscocchi, dimostrando coi numeri che migliaia di persone sono pronte a sostenere questa società.

USCOCCHI - LEGIONE FIUMANA
www.uscocchifiumana.org

nos@uscocchifiumana.org

Portavoce: 339.25.66.039

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categoria:ultras, militanza
sabato, 23 maggio 2009

Manovre in borsa tra football e consob; ottosettembrismi de noantri; tanto per dare l'idea di dove siamo arrivati

Così romanews.eu a proposito del ventilato cambio di proprietà dell'A.S. Roma

Nel comunicato l'unico socio di Fioranelli citato è l'imprenditore Volker Flick, il ramo austriaco della famiglia Flick, ex proprietaria della Mercedes, un numero uno nel campo delle ristrutturazioni aziendali, quello che in questa vicenda viene indicato come quello che si esporrà di più da un punto di vista economico, "anche perché per lui l'aspetto economico non è un problema". Insomma, pare che non sappia dove metterli. Il resto, per ora, non è ancora entrato ufficialmente nella cordata, dall'imprenditore Massimo Pica a una società di marketing leader in Europa, per finire alla Hpp, la società specializzata nella costruzione degli stadi in Germania. Il progetto per la nuova Roma sarebbe già pronto, con tanto di mercato e, pure, il nuovo stadio, "sarà un modello per tutti", un impianto autoenergetico e con tutto quello che potete immaginare. Ci sarebbero i soldi per fare tutto, dall'acquisto della Roma, agli investimenti sul mercato, allo stadio. Filtra anche qualche nome sui possibili nuovi arrivi a Trigoria. Al momento, meglio tacerli, perché "abbiamo una rosa di grandi giocatori da comprare, una rosa da paura". Per ora, preferiamo non spaventarvi.”

E così rieccoci con il tormentone stagionale. Lo scorso anno a Roma la telenovela si aprì con il bluff di un Soros - peraltro del tutto all'oscuro della presunta trattativa – che sarebbe sbarcato rockerduckescamente nella capitale. Che si tratti di uno dei principali speculatori e responsabili agghiaccianti di quel dissesto mondiale che pagano ogni giorno milioni e milioni di persone non parve preoccupare più di tanto la tifoseria che, purché qualcuno le consenta di “vincere per rendita” (e non per passione, impegno e merito) si venderebbe anche l'anima; posto che qualcuno un'anima l'abbia ancora.

Era una pagliacciata, dietro l'immagine sbandierata dell'ignaro Soros c'era invece un avvocato, Tacopina, che dopo aver promesso mari e monti ripiegò sull'acquisto, molto meno caro, del Bologna che con una fuga all'ultimo minuto lasciò poi in braghe di tela obbligandola ad improvvisare il mercato con i risultati che tutti abbiamo oggi sotto gli occhi.

Ora appare Vinicio Fioranelli a comprare la Roma “per conto di un gruppo anonimo” (di speculatori, non di mecenati...). La tifoseria che vuol vincere grazie al denaro ereditato dal superenalotto e che preferisce illudersi invece che ragionare, già scalpita, e il comunicato sugli acquisti mirabolanti cade a fagiolo per eccitarla. Nessuno si sofferma a fare invece alcune considerazioni elementari e preoccupanti. Che soni poi tre: Fioranelli è ex socio di Cragnotti (il presidente nemico della rivale Lazio!) e quindi non si può dargli credito di fede romanista; la proprietà Cragnotti - con l'aiuto di Fioranelli - ha fatto vincere qualcosa ai biancocelesti ma li ha soprattutto condotti al fallimento rischiando di cancellare il club dal calcio italiano; malgrado la richiesta ufficiale di Rossella Sensi, Fioranelli si è rifiutato di fare il nome di chi c'è dietro questa manovra che la società giallorossa ha eufemisticamente definito “oscura”.

Potremmo aggiungere che l'unico nome che trapela, quello del Flick della Mercedes, è stato più volte smentito dallo stesso imprenditore tedesco; il che non è vincolante, perché a volte in simili trattative si smentisce il vero, ma lascia dubbiosi: e se fosse la stessa storia di dodici mesi fa quando si parlava di Soros?

Tutto questo non tanto per trattare della Roma, che non interessa tutti quelli che ci seguono, quanto del fatto di costume.

Assistiamo ad un evento preciso: un gruppo di anonimi affaristi pretende di acquisire la società senza che si sappia chi sono i finanziatori e gestori dell'acquisizione e vuol farlo tramite le pressioni bancarie sulla presidenza. Potrebbe anche trattarsi di un club potente che con poche mosse ridurrebbe la Roma a sua squadra B come è accaduto più volte al Torino con la Juventus. O potrebbero essere degli emiri, tipo quelli che hanno in mano l'Arsenal e lo hanno ridotto all'unico club britannico senza giocatori inglesi. Un club che non vince mai niente ma valorizza i giocatori e li vende costantemente; con grande gioia e guadagno appunto degli emiri e solo egli emiri.

Potrebbe anche accadere una cosa diversa cioè che, benché sia molto improbabile, la cordata finisca col fare il bene della Roma; ma non ci risultano molti successi calcistici non ottenuti da vertici societari radicati nella città e nella tradizione del club acquisito e pertanto non vediamo bene come l'italo-svizzero cragnottista possa essere portatore di buone novità.

Certo, non si può escludere, ma come si può dare per scontato ciò che è razionalmente molto ma molto difficile? Ciò che una lettura anche elementare dei fatti dovrebbe portare praticamente ad escludere?

Ed eccoci allora alle questioni socio-culturali centrali della vicenda che palesano la massificazione isterica dei consumatori collettivizzati.

Una tifoseria dovrebbe allarmarsi e vigilare se una cordata pretende di acquisire il suo maggior bene dal momento che tale cordata nasconde il suo volto, copre le sue intenzioni ed è rappresentata da un consocio del presidente del suo club nemico e che per giunta, ha contribuito a una gestione societaria, che si è rivelata catastrofica. Se queste sono le garanzie...

Invece che fa la tifoseria? Si schiera apertamente per gli ignoti che non si vogliono mostrare e contro una società che è stata l'unica, dicasi l'unica esterna alla grande concentrazione finanziario-politica, a garantire per anni un buon risultato calcistico senza con ciò pagarne i costi in crolli e/o retrocessioni. Incondizionatamente la massa isterica segue le falene dei Soros, dei Tacopino, dei Fioranelli, insomma degli zii d'America che poi si rivelano al massimo dei cugini saltimbanchi. Alza la voce e pretende di vincere con potere, soldi e inganno. In quanto tifa le è dovuto vincere. L'individualismo massificato nella logica del consumatore. E si comporta con vera e propria idrofobia canina nei confronti di chi finora, a sue spese e con cervello, è riuscita a darle soddisfazioni e anche qualche titolo (uno scudetto, una coppa italia e due supercoppe). E' una sensazione fantastica; si capiscono e si toccano le reazioni emotive del 1943, quando sbarcarono gli angloamericani e i Fioranelli o i Soros avevano altri nomi (De Gasperi, Badoglio, o Lucky Luciano). Per carità: non pretendo fare equiparazioni irriverenti, ma i meccanismi mentali sono gli stessi. Ora come allora la massificazione isterica produce canaglia; ora come allora ci sono i burattinai e i burattini; ora come allora fanno più rumore e creano più imbarazzo i burattini dei burattinai.

Quello che bisogna sottolineare è un dato di fatto. Se a suo tempo queste dinamiche riguardavano la presa politico-economica-culturale di una nazione da invadere, ora le invasioni – e tutte le dinamiche psicologiche e le prostrazioni culturali che vi corrispondono – riguardano ognuno degli aspetti del nostro quotidiano. Anche il calcio, e sotto qualunque bandiera.

Gabriele Adinolfi

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categoria:ultras, il vostro mondo
venerdì, 08 maggio 2009
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categoria:immagini, ultras
giovedì, 07 maggio 2009
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categoria:immagini, ultras
giovedì, 07 maggio 2009
postato da: dallaltraparte alle ore 13:00 | Permalink | commenti
categoria:immagini, ultras
martedì, 05 maggio 2009


I Warriors Ultras sono nati nel novembre del 1980, ad opera di alcuni ragazzi allora tutti sedicenni, nel momento in cui la febbre rosanero aveva ormai contagiato l'intera città. L'intenzione del gruppo era quella di affiancare l'allora gruppo leader, il Commandos Aquile, cercando soprattutto di agevolarlo nel difficile compito di raggruppare ed organizzare i numerosi tifosi che una città come Palermo offre.

All'inizio ci fu la partecipazione di diversi giovani che si avvicinarono al gruppo incuriositi e successivamente si fecero coinvolgere e ne entrarono a fare parte. Nacquero cosi un po' di problemi con il Commandos, trattandosi prevalentemente di problemi di stampo politico, considerando che in quel periodo si faceva politica più attivamente.

I Warriors erano di destra e il Commandos era di sinistra, poi anni dopo il Commandos si sciolse e cosi rimasero i Warriors, conservando tuttora gli ideali di destra. Prima il gruppo prese il nome di The Warriors per lo spirito battagliero e caparbio simile a quello del cult-movie i Guerrieri della notte. Inoltre il nome esprimeva la radicalità e la fede. Il primo simbolo che compari sullo striscione fu il teschio con l'elmetto, seguito dal guerriero con la spranga, dal 1990 guida ideologica del gruppo.
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