


Requisiti per partecipare:
1) scrivere 12 punti da trattare con lo Stato (o chi per lui) RIGOROSAMENTE INATTUABILI
2) spedire rigorosamente fotocopiati, le copie autentiche verranno cestinate.
3) requisito preferenziale, che siano scritti a penna e poi scannerizzati
4) Allegare un post it compromettente per qualcuno
5) spedire anche in altre redazioni (purchè se ne parli)
cosa si vince: una scorta, bella vita, interviste, programmi, ingaggi Corona's Style e una partecipazione garantita a "L'isola dei mafiosi"
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papello n°1
papello n.2 (non c'è storia, non c'è storia)

Poesia, teatro, farsa: Casa Pound e i copioni degli Alemanno e degli Zingaretti

Erase una vez un lobito bueno: c'era una volta un lupacchiotto buono. E' il primo verso della poesia di José Goytisolo “Un mundo a revès” che significa un mondo a rovescio.
La poesia è questa: “C'era una volta un lupacchiotto buono al quale davano fastidio tutti gli agnelli, e c'erano anche un principe cattivo, una strega bella e un pirata onorato: tutte queste cose c'erano una volta quando io sognavo la terra capovolta”. Ha più di mezzo secolo ma è la poesia del giorno. Perché fuori dal sogno e dalla fiaba c'è un copione scritto con mediocrità. Assegna dei ruoli precisi: la strega è brutta, il pirata è furbo, il lupo è cattivo e gli agnelli sono buoni. E' questa la recita della vita, quella che, per averla messa a nudo, non ha lesinato a Pirandello la feroce ostilità di milioni di conformisti che mai gli hanno perdonato di aver immesso luce, vita e prospettiva sul palcoscenico. Secondo quella commedia ognuno deve avere un ruolo preciso. Magari non è cattivo, anzi è buono? Non può essere un lupo; deve chiedere scusa di esserlo stato, rinnegare il branco e i genitori e mettersi a brucare. E' cattivo? Non può essere un agnello, quindi è semmai “agnello che sbaglia”. Ognuno al suo posto rigorosamente oppure cambi squadra e pelle. E' il pelo che fa il vizio mica l'animo.
Maschere nude: così si chiama la raccolta teatrale di Pirandello, ma mettere a nudo le maschere e dimostrare che non sono le apparenze che contano ma le singole nature è anche il grande pregio e il grande delitto di Casa Pound. Lupi erano, lupi sono e lupi resteranno; ma non sbranano gli agnelli. Il copione li vorrebbe intolleranti e chiusi ma fanno cultura, propongono leggi sociali, non aggrediscono, si aprono. Sono riconosciuti ogni giorno di più dal mondo della cultura, nel loro covo non spolpano gli ossi della selvaggina, anzi invitano e ascoltano comunisti, socialisti, pidiellini, perfino ex brigatisti.
Danno tribuna a tutti, non hanno pregiudiziali e non conoscono alcun anti.
Alla vigilia della cerimoniale fiaccolata contro l'intolleranza organizzata dalle istituzioni comunali, provinciali e regionali competenti su Roma hanno addirittura annunciato la loro partecipazione non di gruppo, non con striscioni o bandiere, non per cavalcare chissà quale onda, ma in piccola delegazione perché hanno osato pensare -o ingenui lupi! - che sia giusto opporsi ad ogni spirale di violenza a ogni grettezza mentale e ad ogni discriminazione nei comportamenti.
Neanche un'ora ed ecco che i maestri di cerimonia (Alemanno, Marrazzo e Zingaretti) hanno tuonato: “non tolleriamo Casa Pound alla fiaccolata contro l'intolleranza”. Perché mai? Perché qualcuno di essi nasce agnello e qualcuno si è pentito di non essere nato così ma anzi di aver debuttato da lupo. “E' stato un errore di comunicazione” ha anzi avuto modo di comunicare urbi et orbi e soprattutto agli orbi il sindaco de noantri.
Ma come? Non vorrete mica che abbia fatto tanta fatica e tante piroette per niente. Povero sindaco, un po' di considerazione!
Agnelli e agnellizzato si sono visti irrompere nella recita, quasi come un deus ex machina, il lupo buono, ogni giorno sempre più apprezzato da chi dovrebbe odiarlo, da chi esso stesso dovrebbe odiare o sbranare. Il lupo che ha dimostrato che si può essere lupi e fieri di essere lupi senza per questo chiudersi in tane, rosi da idrofobia, temuti dai contadini, banditi.
Non sia mai: la schiuma è comprensibile, è dello stesso ordine di quello dei farisei quando si accorsero che il Nazzareno parlava al cuore del popolo e, soprattutto, che il popolo parlava il linguaggio del Nazareno.
Non si può fare, no proprio non si può. Liberate Barabba!
Anni e anni di accademia per strappare un ingaggio non possono essere svalutati dalla presenza di sei personaggi che non hanno neppure bisogno di un autore perché sono autentici, sono etimologicamente persone: da phersu, la maschera del nume che, non essendo una nullità, non ha bisogno di maschere artificiali. Essi sono; nella società dell'apparire? No, proprio non si può.
Quindi tanto peggio per gli appelli ai dialoghi, per le crociate contro le discriminazioni, per chi chiede un impegno diffuso e condiviso contro le violenze e le intolleranze. Non ci sarà condivisione per decisione presa di autorità: il lupo minacci cappuccetto rosso!
Deve restare fuori: condicio sine qua non.
E non importa se questa presa di posizione impulsiva e poco ragionata del sindaco sarà letta come incoraggiamento e avallo per chi vorrà attaccare i cattivi e magari perseverare a incendiarne sedi e locali. Roba di poco conto rispetto al grande pericolo rappresentato dalla messa in discussione del copione generale.
C'era una volta un lupacchiotto buono, quando sognavo un mondo capovolto; cioè, con i piedi per terra e non per aria come accade oggi signor sindaco e signori agnelli.
Oggi che il principe principe realmente non è ma malvagio sempre più e che gli agnellini sono molesti, ma per davvero.
Buona fiaccolata. The show must go on
Gabriele Adinolfi

Prevista una commemorazione solenne alla Camera

Per lui forse era un mito, sicuramente un modello. Fini non riesce proprio a darsi pace della scomparsa del cantante americano che prima di lui e ancor più di lui tanto ha fatto, con meticolosa ossessione, per cancellare ogni traccia di nero dalla propria immagine. Anime gemelle.
Noreporter.org
A proposito di cospirazionismo, complottismo, governi occulti e trame nell'ombra (dal titolo di un topic precedente), quella che domenica il Circolo Futurista va a presentare, con il suo contenitore web radiofonico “Il ballo di Malabarba…Malanotte!”, è una trasmissione molto inquietante…
…qualunque coscienza ascolterà, verrà scossa e turbata in modo irreversibile ed indelebile da quanto sarà detto!
Non vogliamo in questa sede dilungarci a parlare di questa delicata, e forse terminale per il suo destino, trasmissione. Quindi, appuntamento a domenica 28/06/2009 alle ore 23.59 sempre e solo su www.radiobandieranera.org
N.B.:
la LOCANDINA IN ALLEGATO, dal tono sicuramente ironico e goliardico, ha la funzione esclusiva di spezzare quella tensione che si è venuta a creare in noi dopo aver saputo e approfondito quello di cui andremo argomentando domenica.
Cordialmente.

La notte del 15 giugno il Turbodinamismo ha allestito un'esposizione permanente a cielo aperto nella Capitale.
Gigantografie di opere turbodinamiste sono state affisse su un MURO DI TRASTEVERE sito in via del Politeama, nei pressi di Piazza Trilussa, in spregio ai musei, alle astrazioni intellettuali, all'esibizione artistica che affoga nel pigro compiacimento.
Un muro di Roma che sentiamo nostro. E sentendolo nostro, semplicemente ce lo prendiamo.
Se l'arte è vita e la vita è nelle strade, allora l'arte deve vivere nelle strade.
La città viva, con la sua gente, la sua vita, il passaggio, il movimento: qui esponiamo per essere parte cosciente della centrifuga drammatica dei flussi.
Movimento aria e nasi deviati.
Noi qui oggi esponiamo non quadri, ma la Vita.
Turbodinamismo
turbodinamismo@gmail.com
stasera tra le 22.00 e le 23.00
60 sima puntata di Zona Abrasiva,
in studio Jack Marchal,
disegnatore, grafico e musicista
Nuovo video mai visto di Gaetano Saya, capo delle ronde nere e leader delle camicie grigie. Rivelazioni incredibili... www.fascinaction.org
Repubblica:
la cosa di tutti, fa pensare a marmo e acquedotti,
a città romane, costruite da gente inventiva e capace di ispirazione...
una cosa da tutti.
Repubblica:
vivere in mezzo alla merda dei cani tra gente triste e incazzata,
abbronzata da teleromanzi a episodi con muscoli sodi e intestini spastici,
gente malata, circondata da animali domestici.
Una Repubblica dove tutti scopano come conigli ma non fanno figli
perchè a trent'anni sono ancora bambini coi videotelefonini,
sempre pronti a filmarsi i pompini.
Repubblica:
la cosa di tutti, una cosa per tutti,
uomini e donne che passano ore davanti agli schermi
tutti i giorni della Repubblica
e chattano e schiattano e spremono e vengono e poi si raccontano.
Repubblica:
dove gli organi d'informazione usano i metodi del ricatto e della diffamazione;
dove i codardi pennivendoli avranno sempre l'ultima parola
e tu avrai sempre l'onere della prova.
Repubblica:
dove la legge è uguale per tutti, ma talmente tanto che per sicurezza,
per fare certezza, c'è una magistratura democratica
che s'incarica da sola di fare trasparenza.
Una Repubblica fondata sui valori della Resistenza:
sui valori della violenza, sui valori del tradimento e dell'arroganza.
Repubblica fondata sulla lotta armata fatta da banditi e disertori,
dinamitardi e bombaroli.
Repubblica, fondata da fuoriusciti e da esiliati,
gente con conti banca strani,
da mafiosi italiani riportati a casa dagli americani.
Una Repubblica fondata sulle menzogne e i tradimenti,
da gente senza scrupoli che accendeva le luci durante i bombardamenti.
Una Repubblica fondata sui valori degli epuratori,
da chi senza tante storie e con l'aiuto degli stranieri
ha fatto fuori quegli ultimi Italiani che fino alla fine hanno combattuto
Per un'Altra Repubblica
Per un'Altra Repubblica
Per un'Altra Repubblica
Per un'Altra Repubblica
Per un'Altra Repubblica
Per un'Altra Repubblica
Per un'Altra Repubblica
Per un'Altra Repubblica
SottoFasciaSemplice- Repubblica- Tratto dal CD Filo Spinato( Per Acquistarlo: http://www.latestadiferro.org/public/catalog/product_info.php?products_id=325)
La stampa sembra concentrare la sua attenzione non solo sugli aspetti militanti ma anche sulla dimensione culturale e artistica di CasaPound
Il teatrino continua. Spesso leggendo i vari Unità, Liberazione, Repubblica e gli altri giornaletti di partito abbiamo optato per un aristocratico “non ti curar di lor ma guarda e passa”, ma abbiamo il sentore che questo andazzo stia diventando pericoloso.
Tralasciando gli aspetti grotteschi e a volte comici, come il cercare di relazionare sull'Unità l'orario di inizio concerto (le 21.03) con l’inaugurazione del campo di Dachau (che si è poi scoperto essere avvenuta il 22.03) tentativo ridicolmente abbandonato tanto che nel più recente articolo si sostiene che le 21.03 sono state un omaggio alla fondazione dei Fasci di Combattimento (avvenuta tra l’altro il 23.03: la storia non è proprio il tuo forte, Mariagrazia…), tralasciando il tentativo disperato di accomunare Casa Pound al nazismo piuttosto che al Fascismo che oramai non fa più paura a nessuno (si parla di una canzone che ricorda la Marcia su Roma del ’22 fatta dalle camice brune, sempre per dare uno schiaffo alla storia), tralasciando il patetico taglio sociologico di chi non riesce ad andare oltre gli schemi che altri hanno disegnato e di voler per forza riportare tutto dentro di essi, dobbiamo dire però che questo tono da medievale caccia alle streghe o da inquisizione seicentesca può diventare una miccia accesa. Perché questo continuo additare, questa quotidiana chiamata alla vigilanza e all’attenzione nei confronti dei fascisti si accompagna ogni giorno ad agguati armati (come nei casi di Napoli, Lecce, Bologna, Firenze) aggressioni (da Piazza Navona fino all’università di Torino), minacce (Verona e Parma), attacchi incendiari e bombaroli contro le nostre sedi (il circolo futurista di CasalBertone o Cuore Nero a Milano) mai denunciati dagli stessi giornali che incitano all’antifascismo, anzi spesso giustificati e coperti proprio come avveniva negli anni ’70 quando illustri attentatori e stragisti venivano coperti dagli agganci nei palazzi della carta stampata.
Alla fine quindi il problema sono sempre i giornalisti...
No, il problema sono le ragioni che ci sono dietro certe campagne.
Tutto questo per cercare di avere almeno un argomento, l’antifascismo, come collante per chi oramai non ha più nulla da dire, tutto questo per permettere a qualcuno di rimanere aggrappato a una poltrona che gli è strappata da sotto, per permettere a qualche partitello di continuare a sopravvivere e in seconda battuta per permettere agli scribacchini di quel partito di continuare ad avere dei fondi che altrimenti sparirebbero.
Un continuo cercare di alzare la tensione ed arrivare a una situazione di scontri quotidiani che ha giovato 30 anni fa agli antenati politici di questi quattro burattinai sgangherati ma che inspiegabilmente non riesce più. Inspiegabilmente, così come inspiegabili siamo noi per voi improvvisati sociologi che proprio non riuscite a capirci e che forse ci considerate di un altro pianeta, forse proprio quel Marte colonizzato dai fascisti guzzantiani.
In cosa si esprime il vostro essere marziani?
Nella capacità di sottrarci a questa trappola.
Potrete distruggerci una sede ma la sera stessa staremmo sulle macerie ad organizzare concerti e feste per raccogliere soldi e ricostruire il tutto più bello e più grande di prima, come abbiamo fatto per il Cutty Sark di Roma, per quello di Verona o per Cuore Nero di Milano. Paradossalmente le vostre bombe, oltre a non poterci fermare o spaventare, fanno addirittura girare più persone e più soldi di prima.
Potete attaccare i nostri banchetti di distribuzione gratuita di pane, ma il giorno dopo saremo in piazza a distribuire anche la porchetta.
Potete fare conferenze all’università in cui esaltate il triangolo rosso, gli arditi del popolo e gli infoibatori, ma il giorno dopo saremo a raccogliere firme per permettere alle famiglie di avere una casa, alle madri di avere un lavoro e a noi tutti di avere un’energia alternativa e pulita a basso costo.
Potete pure sputare la vostra bile ma noi continueremo comunque nel nostro cammino, nel diffondere e creare cultura tramite in nostri libri, le nostre conferenze e soprattutto tramite quella musica di cui tanto vi interessate nei vostri giornali (vuoi vedere che alla fin fine vi piace?), che vi spaventa tanto perché non parla di amori non corrisposti, di vite fallite e di tristezze esistenziali ma perché esprime il nostro modo di essere: scanzonati, allegri, vivaci e pronti a lottare per riprenderci e difendere quello che è stato tolto agli Italiani, la giustizia sociale.
In fondo, stiamo lavorando anche per voi.
Intervista di Ugo Maria Tassinari- L'Altro