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«È partita domenica scorsa la nuova missione de l’Uomo Libero in Birmania. L’obiettivo dei nostri volontari è duplice: verificare le condizioni del villaggio di Kow Hla Mee, fondato da l’Uomo Libero a cavallo tra il 2008 e 2009, e porre le basi per la seconda fase del progetto Terra e Identità: la costruzione di ulteriori 30 abitazioni, di una scuola e di una clinica, grazie anche al contributo della Regione Trentino Alto Adige». Queste le parole di Walter Pilo, presidente dell'associazione l'Uomo Libero che da anni opera con missioni di solidarietà nel Paese vessato dalla giunta militare. «Il progetto Terra e Identità» spiega il presidente Walter Pilo «serve a sostenere la popolazione dei Karen, una minoranza etnica che rivendica la propria autonomia, oggetto da parte dei militari di Rangoon di una repressione feroce, che nel giro di sessant'anni ha provocato migliaia di vittime. I Karen vivono in condizioni di estrema povertà, come fuggiaschi» continua Pilo «Nonostante la tragica situazione dell’annullamento delle libertà sia di recente tornata alla ribalta con il processo nei confronti del Premio Nobel Aung San Suu Kyi, gli stupri, le violenze, gli omicidi e i rastrellamenti da parte della soldataglia birmana continuano. Nei giorni scorsi i nostri volontari hanno avuto in prima persona la sventura di assistere una giovane madre ferita da soldati birmani mentre allattava il figlio di due mesi e che ora lotta tra la vita e la morte.
Chi volesse sostenere l'Uomo Libero può collegarsi al sito dell'associazione (www.luomolibero.it) e acquistare uno dei prodotti i cui ricavati vengono interamente devoluti al progetto “Terra e identità” in favore dei Karen: t-shirt, prodotti di artigianato e i libri 'Karen' e 'Non solo Don Camillo'.

Maglietta LA MUVRA , Gruppo Escursionistico Montano
Colori Nero, Verde militare.
Taglie s, m, l ,xl.
Prezzo €15 (piu spese di spedizione. €2 prioritaria, €4 raccomandata)
"Uccidi gli italiani" era la parola d'ordine dei paracadutisti britannici durante l'operazione Husky che diede inizio, nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1943, all'assalto alla Fortezza Europa. Nel dopoguerra fu accreditata l'immagine di un'occupazione quasi pacifica della Sicilia, una marcia trionfale dei liberatori acclamati dalla popolazione. Le cose andarono diversamente, e queste pagine raccontano, ora per ora, la battaglia di Gela: l'accanita e determinata resistenza dei reparti italiani impegnati contro le forze da sbarco statunitensi, le incertezze e gli errori dei tedeschi, la violenza, spesso cieca e brutale, delle truppe del generale Patton. Un affresco non abbastanza conosciuto di quella lontana estate che determinò la crisi del fascismo e pose le premesse per l'armistizio dell'8 settembre.
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La maglietta dell'evento "tana delle Tigri" ad Area 19 Postazione nemica Estirpe Imperial Hate for Breakfast Spqr Ultima Frontiera Zetazeroalfa, La paura appartiene alle prede. Disponibili taglie: xs-s-m-l-xl.
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Una lettura imprescindibile. Mario la Ferla, edizioni Stampa Alternativa. 211 pagine, 14 euro

Che Guevara fu amato dalla destra radicale prima ancora di essere ucciso e di divenire leggenda? Assolutamente sì. Lo attesta senza alcun possibile equivoco il saggio-inchiesta di Mario La Ferla, giornalista de L'Espresso, “L'altro Che”, stampato per i tipi di “Stampa Alternativa”. Partendo dal ricordo tributato al Comandante da Gabriele Adinolfi nel quarantennale della sua uccisione, La Ferla si addentra nella passione per Guevara che allora accomunò Peron, Bolzoni, il Bagaglino, i Reduci della Rsi, Giano Accame e L'Orologio ben prima che Jean Cau ne cantasse la figura.
Un libro assolutamente avvincente che ha il raro pregio di mettere a fuoco, nella sua autenticità, il mondo nazionalrivoluzionario che visse tra la fine degli anni Cinquanta e l'esaurirsi della rivolta generazionale e che si nutrì del sogno di liberazioni nazional-popolari. Un'importante testimonianza storica che ci restituisce l'immagine reale di quella generazione così spesso “avanguardista”, come la definisce lo stesso La Ferla. Una generazione di cui abbiamo troppo spesso recepito lo stereotipo stravolto impostoci dalla vulgata comunista e ripetuto pappagallescamente da molti che vennero dopo e che ignoravano chi li precedette. Ignorandoli dettero troppo spesso per vero quello che la propaganda avversa aveva distorto e, posizionandosi in tal senso, lo avvalorarono stolidamente e incoscientemente. Invece la generazione nazionalrivoluzionaria che si espresse negli anni del Rock, dell On the Road, della Contestazione e della sfida agli imperialismi aveva molto da dare e molto da dire. Come La Ferla conferma in modo esauriente. Una lettura appassionante e davvero imprescindibile.
Tratto da Noreporter.org