domenica, 13 dicembre 2009

restyling2020popoli20coew0.jpgGrandi ! Siete grandissimi ! Grazie di esistere !

Sentite questa, ma vi assicuriamo che è verità, e non una invenzione romanzesca.
Stenterete a crederci ma fidatevi di noi. E' tutto vero!!!
Istituto Battisti di Bolzano. Come in molti altri posti in tutta la penisola i ragazzi di CasaPound si danno da fare per raccogliere linguette di alluminio da consegnare a noi di 'Popoli' o all' 'Uomo Libero'. L'iniziativa, partita diversi mesi fa, ha la seguente logica: portando le linguette alla Prosthesis Foundation di Chiang Mai (Thailandia), si contribuisce a far assegnare ad un amputato una protesi che gli permetterà di tornare a deambulare e a riprendere una esistenza dignitosa. Le linguette vengono infatti fuse dalla stessa Fondazione oppure scambiate con alluminio lavorato (1kg di linguette per circa 800 gr. di metallo buono). Questa operazione ecologica permette di produrre protesi a prezzi molto più bassi della norma e consente alla Fondazione di assegnarle gratuitamente ai poveri mutilati, senza distinzione di nazionalità o di religione. Dal 1992 ad oggi la Prosthesis Foundation ha prodotto e distribuito circa 23.000 protesi. Un bel giorno, un istruttore di guida (Volante Rosso ?), cantautore a tempo perso, entra
nella scuola di Bolzano, si imbatte nel raccoglitore delle linguette e rischia il coccolone. Ripresosi dallo shock anafilattico antifascista chiama a raccolta gli amichetti (Cappuccetto Rosso, Scarpetta Rossa, e Bicer de Rosso) per indurli a sventare l'odioso e barbaro attentato alla democrazia. 'Inquietante' dice qualche pasdaran della 'sinistra al caviale' che si dia spazio a certe iniziative. E si mette sotto accusa il preside della scuola. Che fate? State già ridendo ? Eh, lo sapevo, gaglioffi brigatisti neri, non avete cuore, non avete un briciolo di umanità, siete i soliti fucilatori pronti a gettarsi vigliaccamente sul nemico in difficoltà. Vabbè andiamo avanti lo stesso, perché qui viene il bello. I compari, anziché rimettere l'istruttore di guida sulla strada (sdrucciolevole) abbandonata e consigliargli di ripassare la lezione sulla prova del palloncino, portano solidarietà (costa nulla da certe parti) e rincarano la dose. Uno dei tutori dell'ordine democratico si promuove esperto di questioni metalliche e sostiene l'impossibilità di trasformare l'alluminio in protesi (si, proprio così, non il piombo in oro, ma l'alluminio in protesi!). Ma allora, diciamo noi, non era più prudente, prima di fare una brutta figura, consultare semplicemente internet ?
Non era più saggio, prima di trasformarsi nei fratelli Marx (i comici intendiamo dire),chiedere alle O.U.N.F. (Organizzazioni Umanitarie Non Fasciste) che lavorano nei campi profughi in Thailandia come funziona la faccenda ? Non era più furbo chiamare la Prosthesis Foundation a Chiang Mai e farsi spiegare l'arcano ?
Un tempo, ricordo, avevo rispetto e ammirazione per quelli che si definivano 'compagni', oppure 'di sinistra'. Sono cresciuto nella mitologia del 'quelli di sinistra leggono molto', oppure del 'i compagni fanno cultura' o ancora del 'certo che sono degli intellettuali',e via sognando. Tutte cazzate. Probabilmente leggevano solo 'Caballero' e 'Il tromba'(peraltro rispettabilissime pubblicazioni 'cult' dei circoli adolescenziali del sesso fai da te), e non hanno ancora smesso di masturbarsi. Ma su dai ragazzi! Non avete più quattordici anni ! Su dai ! Relazionatevi con il mondo reale ogni tanto. Dai ragazzi fate i bravi ! Basta pippe, è ora di smetterla. Continuate a strimpellare la fisarmonica e non prendete in giro la
gente! E' finita l'epoca in cui vi bastava diffondere menzogne per essere creduti. Ci provate ancora con Indymedia (il 'Novella 2000' della sinistra pettegola e rancorosa, sedicente antagonista, irrimediabilmente delatrice, su cui scrivono coraggiosissimi compagni nascosti dietro l'anonimato) ma i risultati sono ovviamente miseri. Siete degli irresistibili comici, e vi ringraziamo di esistere. Quindi coraggio, aprite una
gioiosa cooperativa per il divertimento di grandi e piccini, una bella compagnia teatrale di paraculi e pagliacci. E lasciate le cose serie, cioè i mutilati e le protesi, a noi. Anzi: A NOI !!!(inquietante vero?).

Franco Nerozzi

P.S.
Pensare di essere artisti e non riuscire a sfondare, crea frustrazione. Pensare di essere De André e non riuscire ad esportare la propria fama(!?) al di fuori delle fredde vallate tirolesi, crea frustrazione. Comprendiamo bene, ci mancherebbe. Una pacca sulla spalla e un 'coraggio, non è poi la fine del mondo' possiamo offrirli anche noi. Con compassione. Ma sfogare le proprie delusioni esistenziali sugli altri?. Eh no, questo non si fa, bricconcelli! Al signor cantautore che giustamente vuole evitare 'che il succo dell'odio
venga instillato nei nostri figli? facciamo una proposta, questa volta senza alcuna ironia: invece di creare tensioni che hanno tanto l'aspetto di provocazioni utili a qualche nostalgico degli anni di piombo che si nutre proprio del succo dell'odio, faccia un bel concerto di beneficenza e raccolga qualche fondo per i profughi Karen. Poi vada a portare direttamente questi fondi là dove c'è necessità, venga con la Comunità Solidarista Popoli a visitare le zone di guerra della Birmania Orientale, a guardare in faccia chi muore
battendosi contro una dittatura militare, contro l'aggressione delle multinazionali e contro il traffico di droga. Gli assicuriamo che non lo prenderemo a manganellate e non gli faremo trangugiare olio di ricino. Sul serio.

Ragazza con una protesi alla Prosthesis Foundation di Chiang Mai. La foto è senza dubbio falsa, sicuramente ritoccata al computer da qualche diabolico intrallazzatore di Casa Pound per instillare
il succo dell' odio nei nostri figli. Infatti, nella realtà la ragazza sta benissimo, e fa la go-go girl in un bar di Pattaya frequentato da Camerati.

tratto da http://www.comunitapopoli.org/home.php

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categoria:politica, militanza, anti-antifa
sabato, 12 dicembre 2009

piazzafontanafp2.png

Quarant'anni di silenzio su Piazza Fontana e su tutto il resto.
 
Quarant'anni fa, il 12 dicembre 1969, nella Banca Nazionale dell'Agricoltura di piazza Fontana a Milano veniva perpetrata la prima strage della “strategia della tensione”. Non si trattava di una primizia: lo stragismo in Italia aveva già colpito al cinema Diana a Milano e in via Rasella a Roma, in ambo i casi in nome dell'antifascismo. La lunga scia di sangue non si sarebbe arrestata presto, anzi. Nei dieci anni e mezzo che fecero sguito al masscaro prenatalizio milanese, ci furono altre quattro stragi a matrice “politica”, seguite, per tredici anni, da una sfilza di stragi mafiose. Quelle, per intenderci, su cui delira oggi Spatuzza.

La strategia della tensione fu una macabra mazurka cui parteciparono, come minimo da osservatori e da giocatori di poker quando non da assassini, oltre a quelli civili e militari italiani, i servizi segreti di diverse nazioni tanto “ostili” quanto “alleate”: cechi, tedeschi dell'est e dell'ovest, bulgari, russi, libici e francesi. Gli americani lasciarono fare; i principali giocatori, quelli strategici, furono l'Inghilterra e Israele. La posta principale, oltre allo smantellamento statale (ragion per cui è improprio definirle “stragi di Stato”, sammai andrebbero chiamate “stragi di apparati istituzionali”) fu la nostra espulsione dalla politica energetica e diplomatica dal Mediterraneo. Ed è la ragione per la quale i soli politici vittime di attentati furono Mattei, Moro e, forse, più tardi Craxi.
La stessa definizione  di “strategia della tensione” data all'intera offensiva anti-italiana fu coniata dai suoi stessi registi: i servizi segreti britannici.
Sono quarant'anni che in Italia si continuano a ignorare ostentatamente tutte le innumerevoli tracce che conducono alle regie della guerra che si combatté, contro la nostra Nazione, sul nostro territorio nazionale. Ed è per questo che da quarant'anni non abbiamo alcuna verità. Tranne quelle stolide, banali e infondate dell'intellighenzia di sinistra che si crede furba, informata ed esperta e invece non è che uno dei principali elementi a sostegno delle indagini fuorvianti e destinate pertanto a perpetuare il nulla.
Noreporter.org
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categoria:storia, in memoriam, il vostro mondo, anti-antifa
martedì, 08 dicembre 2009
Venerdì mattina. Girando su Facebook, vengo a sapere che «Repubblica» – il quotidiano della Sinistra al caviale e dal buonismo sempre in canna – ha pubblicato sul suo inserto settimanale – con tanto di copertina! – un dossier su CasaPound. Esco di corsa e mi precipito all’edicola, sperando che il mio fido giornalaio non abbia esaurito il pregiato foglio. Pericolo scampato, nonostante una punta di ribrezzo per aver dovuto spendere ben 1 euro e 50 per il quotidiano dei facchini di De Benedetti. Vabbe’ dài, pe na vorta se po fà…
 

Ora, però, lo devo ammettere: sono partito prevenuto. Prima di aprire il settimanale mi son detto: «Figurati che cosa avranno potuto scrivere questi qui su CasaPound. Sono sicuro che, una volta letto, mi accorgerò di aver buttato i soldi e di essermi roso il fegato invano».

In effetti, alla fine della lettura le palle mi girano non poco. Devo dar loro atto, tuttavia, che ci sanno proprio fare: linguaggio apparentemente obiettivo e super partes, condito però da sarcasmo strisciante e frecciatine varie, sapientemente distribuite nelle non troppe pagine del dossier. Toni un po’ paternalistici e un po’ moralistici, attenta e meticolosa salvaguardia della “scientificità” del giornalismo da inchiesta, e il gioco è fatto. Quasi ti viene lo sconforto, appurando con quali specialisti della deformazione ti tocca combattere.
 

Ora, sarebbe inutile prendere le singole parti degli articoli e delle rubrichette varie per confutarle. Mi limito solo a qualche considerazione.
Innanzitutto, perché dopo Oltrenero si sentiva il bisogno di un altro dossier del genere? In effetti, le linee-guida e gli scopi del «Venerdì di Repubblica» sono più o meno gli stessi (con foto di Cosmelli e articolo di Mathieu inclusi). Forse che il vostro Oltregrigio (come lo ha ribattezzato Scianca) se lo sono filato in pochi? Forse sì: e allora vai con l’insertone di uno dei quotidiani più venduti in Italia (con tanto di copertina)!
 

Insomma: c’è una «tribù» (p. 15) che sta crescendo, che «rivendica il fascismo», che però al tempo stesso rompe e supera gli schemi e – sommo pericolo – sta mietendo numerosissimi consensi nelle scuole. E il lato politico? Si sono chieste le Vestali della Costituzione, perché CasaPound cresce? Solo per la saldezza della comunità? Solo perché ha rinnovato il linguaggio? Solo perché parla del «Che»?
In verità i Supremi Tutori della Democrazia se lo sono chiesto e l’hanno pure capito. Gli è che non ce lo vogliono dire. Eh sì, sono un po’ neghittosi e oziosi di questi tempi… Dov’è il «Mutuo Sociale»? Dov’è «Tempo di essere madri»? Dov’è, insomma, la politica, cioè il cuore di CasaPound? Be’, non crederanno mica di aver archiviato la pratica con qualche rigo, spero?!
 

Dov’è la cultura? Dov’è l’«Ideodromo», il posto dove corrono le idee?
Dov’è l’arte? Dov’è il Circolo Futurista? Dov’è il Turbodinamismo? Nulla.
 

In poche parole: ristiamo di nuovo a Oltrenero, e già Scianca ci aveva detto più o meno queste cose.
Ma allora perché? Anche a questo aveva risposto Antonini, parlandoci sempre di Oltrenero: la paura. La paura di un fenomeno che non si riesce a ricondurre negli angusti schemi convenzionali, che sono poi la garanzia del “quieto vivere democratico”. La paura di non riuscire a capire e spiegare sino in fondo un’avanguardia. Be’, comprensibile: ma, infatti, che c**** di avanguardia è quella che si fa capire da tutti (specialmente da quelli che ragionano secondo i vecchi steccati ideologici)? Non sarebbe un’avanguardia allora…
 

Ma – e qui è il succo di tutta la questione – perché aver paura e lanciare l’allarme? Forse che CasaPound, ora come ora, è in grado di contendere la supremazia ai colossi della partitocrazia italiana, di dichiarare guerra alla mafia politica, economica e culturale che in Italia la fa da padrone? No di certo!
Il motivo è un altro. In questo ci viene in soccorso Ernst Jünger che, descrivendo il funzionamento delle nuove dittature liberal-capitalistiche nel suo celeberrimo Trattato del Ribelle, ebbe a dire:
 

«Dal punto di vista tecnico, le elezioni in cui il cento per cento dei suffragi risulta conforme all’orientamento desiderato non presentano difficoltà di sorta. […] Cento per cento: ecco la proporzione ideale, che rimane irraggiungibile come tutti gli ideali. […] Nei luoghi in cui la dittatura ha ormai consolidato la propria posizione, il novanta per cento dei consensi sembrerebbe un risultato troppo modesto. Un uomo su dieci sarebbe in cuor suo un nemico: non si può pretendere che le masse accettino una cosa simile. E invece, un totale di schede nulle o di voti contrari che si aggiri attorno al due per cento sembra non solo tollerabile, ma addirittura vantaggioso. […] Gli organizzatori traggono un duplice vantaggio da quei due voti: in primo luogo essi conferiscono attendibilità agli altri novantotto in quanto attestano che ciascuno avrebbe potuto esprimersi come quel due per cento. Ogni voto favorevole acquista così valore, autenticità e validità. Per le dittature è importante dimostrare che con esse non è venuta meno la libertà di dire di no. Ed è questo uno dei più grandi complimenti che possano essere rivolti alla libertà.
Ma il nostro due per cento offre anche un secondo vantaggio: tiene vivo quel movimento incessante di cui le dittature hanno bisogno. […] Il cento per cento significherebbe l’ideale, con tutti i rischi che comporta il raggiungimento di un traguardo. […] Sempre, dinanzi allo spettacolo di una grande fraternità, bisogna chiedersi: dov’è il nemico? […] Il semplice consenso non basta alle dittature: per vivere esse hanno bisogno altresì di incutere odio e, per conseguenza, di seminare il terrore».
 

Ci sono molti modi di «incutere odio» e «seminare terrore»: uno potrebbe essere, ad es., quello di approntare un dossier, apparentemente bonario e paternalistico, che ti sciorina una realtà deformata e caricaturizzata, ma comunque convincente e allarmante.
Leggi l’insertone di «Repubblica», fai qualche smorfia, ti indigni e ti rincuori perché il tuo antifascismo brevettato e preconfezionato ha ancora un senso. Ritorni alla rassicurante tranquillità della «dittatura del sorriso» e passa la paura. Per ora…
Augusto Movimento
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categoria:politica, kulturkampf, anti-antifa, casapound palermo
martedì, 01 dicembre 2009
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categoria:immagini, anti-antifa
sabato, 28 novembre 2009

(ANSA) - NAPOLI, 28 NOV - Ancora tensione e paura a Napoli dove da tempo si ripetono aggressioni e incidenti in seguito all'occupazione di un ex convento, in salita San Raffaele, nella zona di San Carlo all'Arena, da parte degli attivisti di estrema destra di Casapound che sostengono di volerlo far diventare un centro al servizio del quartiere. Attività avversata decisamente dalla rete antifascista napoletana. Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia, la scorsa notte, alle 2, un gruppo di una cinquantina di persone a volto coperto, armate di mazze hanno tentato di sfondare il portone d'ingresso. Ne è seguito un lancio di oggetti tra le due parti. La polizia, intervenuta sul posto con le volanti, ha sequestrato i sanpietrini trovati sul posto. Nella giornata di ieri l'ultimo di una serie di momenti di guerriglia tra le due fazioni che si scambiano accuse reciproche sulla responsabilità degli incidenti. Sei le persone che sono rimaste ferite nei due schieramenti.(ANSA).

AGGRESSIONE A NAPOLI: CASAPOUND,GRUPPI SINISTRA LIBERI AGIRE V. 'AGGRESSIONE A NAPOLI: ASSALTI E LANCI PIETRE...' DELLE 10.06 (ANSA) - NAPOLI, 28 NOV - «A poche ore di distanza dall'aggressione subita nel primo pomeriggio dai ragazzi dell'H.M.O., si è consumato un altro vile attacco». Lo afferma, in una nota, il responsabile di CasaPound Italia Napoli, Giuseppe Savuto in merito agli incidenti della scorsa notte. «Lo stabile occupato da militanti dell'associazione CasaPound Italia stanotte è stato sotto assedio. Sessanta persone - sostiene Savuto - appartenenti all'area della sinistra antagonista armati di caschi, mazze, pietre e molotov hanno attentato alla vita dei militanti presenti all'interno della struttura. Gli abitanti del quartiere Materdei, terrorizzati dalla folla armata, hanno chiamato di continuo le forze dell'ordine: poco dopo è arrivata una pattuglia all'imbocco di Salita San Raffaele, che, intimidita dai manifestanti, si è dileguata». Secondo l'esponente dell'associazione di estrema destra «gli appartenenti ai gruppi della sinistra antagonista, liberi di agire, hanno sferrato il loro attacco lanciando dapprima pietre alle finestre per poi forzare il portone dell' ex convento lanciando bottiglie molotov». Savuto chiede al sindaco e alle istituzioni «di manifestare il proprio dissenso rispetto alle vili aggressioni di cui sono vittime, da più di due settimane, i ragazzi dell'H.M.O. È sconcertante - continua Savuto - che lo Stato permetta a questi loschi personaggi di compiere veri e propri atti di guerriglia urbana rischiando di ferire non solo gi occupanti, ma soprattutto le famiglie che abitano a pochi metri di distanza dall'H.M.O».

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categoria:militanza, anti-antifa, soccorso nero
venerdì, 27 novembre 2009

Quattro ragazzi dell’Hmo sono stati aggrediti da una dozzina di estremisti di sinistra con mazze, caschi e spray accecante, alle 14.00 circa del 27 novembre, nel centro affollato di Materdei, durante un attacchinaggio di manifesti.

I quattro associati dell’Hmo stavano attacchinando manifesti pubblicizzanti la festa che si terrà il prossimo sabato sera all’occupazione Hmo, con relativa inaugurazione delle attività sociali gratuite per il quartiere, quali il doposcuola e la palestra, quando una dozzina di estremisti di sinistra si avvicinano, strappano i manifesti della festa, attaccano i loro manifesti, dove si leggeva l’annullamento della festa in questione e aggrediscono i 4 ragazzi con una serie di bastonate, calci e con spray accecante.

I quattro associati dell’Hmo cercano di difendersi alla meno peggio e riescono a sottrarsi all’attacco, ma uno di loro, vittima dello spray, viene condotto immediatamente all’ospedale e delle sue condizioni ancora non si sa nulla.

“Siamo stanchi di questa situazione – afferma il responsabile di CasaPound Italia Napoli Giuseppe Savuto -  stanchi di attivarci propositivamente per il quartiere da ormai più di due mesi e ricevere questo trattamento da ragazzi come noi, che a differenza nostra non fanno altro che distruggere il lavoro altrui, mentre le istituzioni si fanno beffa di noi, non solo non mettendoci ancora in condizione di lavorare tranquillamente in questa struttura, ma addirittura permettendo ad una dozzina di teppisti di creare il panico in pieno giorno in una zona affollata di Materdei, con mazze, caschi e spray accecante, rischiando di colpire con lo spray anche qualche passante.
Di contro noi rispondiamo a questi teppisti e alle istituzioni inermi con la nostra attività – conclude Savuto -, che continuerà ad essere portata avanti imperterritamente e con sempre maggiore impegno, per il bene del quartiere e della città tutta''.

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categoria:militanza, anti-antifa
mercoledì, 18 novembre 2009

Come gli antifa hanno pubblicizzato Mediaset, Zetazeroalfa, Casa Pound e un nero per caso

 
 

E' durata qualche giorno la bufera mediatica sul Grande Fratello.
Per chi non lo sapesse si è trattato di quel che segue. Un concorrente, un salumiere veneto di nome Mauro Marin, è stato confuso dai geni dell'antifa con Atom Takemura, batterista romano del gruppo musicale Zetazeroalfa, protocellula del movimento Casa Pound.
La somiglianza tra i due in effetti c'è ma la paranoia e la patologia dei fasciofobi è davvero unica, sicché per Indymedia non solo la somiglianza è stata la chiara prova che si trattasse della stessa persona ma con la velocità del fulmine è uscita una circostanziata denuncia con tanto di certezze dietrologiche. Il gruppo di Iannone avrebbe concordato niente di meno che con Dell'Utri l'infiltrazione nella casa del Grande Fratello. Perché, poi, in tal caso si sarebbe trattato di un'infiltrazione non è dato sapere, lo si può spiegare solo in termini psicanalatici adattati alla categoria antifa.
La notizia è stata una piccola bomba. L'hanno ripresa il Corriere,  il Quotidiano, il forum del Grande Fratello, Video-mediaset, Canale 5, Striscia la notizia, Studio aperto, Gay tv, Voce d'Italia ecc.
Con la solita acefala reazione pavloviana i mediaioli hanno ripreso pari pari la tesi indymedica e si sono chiesti allibiti “come hanno fatto a entrare?” - neanche fosse la Nasa – scandalizzandosi letteralmente per il fatto che, in un luogo volutamente aperto a trans, transgender, spretati e qualsiasi altra forma piccante di facitori di notizia, potesse essere giunto il battersita di una band musicale non-conforme. E vai con il testo di Cinghiamattanza con tanto di letture psicoanalitiche da psicopatici di un testo semplice semplice e nient'affatto esoterico.
Iannone, che scemo non è, è stato al gioco e non ha rotto l'equivoco fino al punto di lasciare che dall'area si  sostenesse l'ignaro Marin che oggi se la vive senza problemi ma che in altri tempi sarebbe stato a rischio di vita per scambio di persona, un fattore che causò una decina di omicidi tre decenni orsono. Gli antifa rispetto ad allora hanno perso zanne e artigli ma in quanto a uso paranoico e distorto delle cellule grigie segnalano una straordinaria e lineare continuità.
Prima che la verità venisse ristabilita e che la bufala di indymedia si rivelasse per quella che è, si sono registrati i seguenti risultati. La campagna antifa ha fornito propaganda al Grande Fratello, ha aumentato la visibilità degli Zetazeroalfa e di Casa Pound e infine Mauro Marin è nettamente aumentato in popolarità e in teleconsensi. Quanto debba questo risultato all'essere stato preso per Atom Takemura è impossibile definire, è però certo che l'aver tanto parlato di lui gli ha giovato e che l'esser stato Nero-per-caso non gli ha minimamente nociuto. L'antifascsimo è ormai un vero boomerang.
Servirà tutto questo di lezione agli antifa? No, a loro servono  degli ottimi psicanalisti.

Gabriele Adinolfi

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categoria:musica, goliardia, anti-antifa
martedì, 17 novembre 2009

PRIMO ROUND: Qualcuno passa la notizia agli antifascisti di Indymedia che CasaPound ha infiltrato tra i ragazzi del Grande Fratello il batterista dei ZetaZeroAlfa:

http://piemonte.indymedia.org/article/6344

SECONDO ROUND: Scattano le reazioni scomposte dei media:

http://www.gay.it/channel/televisione/27535/GF-nuova-ipotesi-Mauro-e-batterista-degli-ZetaZeroAlfa.html

http://www.tgcom.mediaset.it/televisione/articoli/articolo466069.shtml?refresh_cens&fontsize=medium

http://www.padovanews.it/index.php?option=com_content&task=view&id=62330&Itemid=102

Perfino Studio Aperto ne parla

TERZO ROUND: La clamorosa smentita di CasaPound.

http://politicaesocieta.blogosfere.it/2009/11/grande-fratello-mauro-marin-neofascista-la-smentita-di-gianluca-iannone-leader-degli-zetazeroalfa.html

QUARTO ROUND: La bufala continua a mietere vittime anche dopo la smentita. A pagarne le spese sono gli antifascisti militanti che inventano falsi scoop:

http://tv.vos.it/2009/11/mauro-marin-batterista-del-gruppo-zetazeroalfa-la-bufala-del-giorno/

I FASCISTI DEL TERZO MILLENNIO HANNO COLPITO ANCORA:

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categoria:video, goliardia, anti-antifa, casapound palermo
sabato, 07 novembre 2009

Insomma, ciancimino parla, parla, parla, non sta più zitto. Dal 2004, da quando Riina disse dall'aula bunker di Firenze "dovete sentire il figlio di Ciancimino". E da allora un via vai di papelli finti, promesse ai magistrati e alle procure (che invece di arrestarlo, aspettano che sua maestà "figlio scemo del boss" si decida a parlare e a lasciare i documenti che promette da anni. Noi l'abbiamo chiamato peracottaro, inaffidabile, mafioso, e ci siamo quasi offesi quando ha querelato Ultimo che l'ha chiamato servo di Riina. Beh, noi crediamo (anzi, sappiamo per certo) che questo è l'inizio di un periodo di guerra tra mafia e antimafia, perchè chi fa il mafioso non può pretendere di fare l'antimafioso e il divo in tv. A ognuno il suo ruolo. Già troppe infiltrazioni nelle procure, non abbiamo bisogno di mafiosi bravi che ci riscrivano la storia d'Italia. Stasera sono uscite pesanti dichiarazioni del colonnello De Caprio, che non dovrebbero neanche servire per giustificare le infamie di Ciancimino, ma finchè i giudici non pensano da soli a vedere (rapporti alla mano) come si è arrivati a via Bernini, purtroppo le chiarificazioni di Ultimo sono necessarie. Basterebbe controllare i rapporti di tre mesi di lavoro dei ROS, per vedere passo passo tutta la storia, ma evidentemente è troppa fatica, ed è più comodo ascoltare un pentito sotto processo per riciclaggio e tante altre belle cosine. Anzi, facciamo così, per sicurezza, diamo la scorta al pentito e togliamola a Ultimo, che non sia mai succede qualcosa al mafioso..

Adesso in ordine: le dichiarazioni di Ultimo, la replica di ciancimino, e il commento finale.

Ultimo: Nell'udienza del 2004 nell'aula bunker di Firenze, Riina Salvatore pubblicamente esortò o meglio intimò all'autorità giudiziaria di sentire Massimo Ciancimino. Da quel momento secondo la mia esperienza, ma direi oggettivamente, Ciancimino ha assunto un ruolo strategico nell'interesse di cosa nostra, Riina ha voluto far capire ai magistrati e ai mafiosi che Ciancimino è un uomo suo e parla nel suo interesse. Evidentemente oggi persone delle istituzioni lo stanno ascoltando e legittimando, uccidendo e calpestando ancora una volta l'esempio del giudice Giovanni Falcone. Nessun mafioso, nessuna persona ci ha mai indicato il covo, l'abitazione dove abitava Riina Salvatore, ed è stato un peccato perchè avremmo risparmiato tempo e soprattutto le pagliacciate di questi anni. La verità che ho ripetuto in ogni sede è che l'arresto di Riina è stato ostacolato dalla Procura di Palermo e oggi capisco che ha dato fastidio a tutte quelle persone, che evidentemente avevano interesse a tenere in libertà Riina Salvatore, gli stessi che hanno isolato e ucciso professionalmente Giovanni Falcone, gli stessi che hanno isolato Paolo Borsellino, poi fisicamente ammazzati dai sicari di Cosa Nostra. L'arresto di Totò Riina è stato il frutto di un lavoro trasparente e limpido svolto dai miei carabinieri a Palermo, a cui hanno contribuito le dichiarazioni del collaboratore Balduccio Di Maggio. Per aver compiuto questa grave azione (cioè avere arrestato Riina e Biondino Salvatore) sono stato anche processato e assolto. Basta leggere la sentenza di assoluzione e ascoltare la documentazione delle udienze su radio radicale per rendersi conto che quell'arresto e tutte le vicende collegate si sono svolte in maniera legittima e trasparente, senza alcun inganno verso la Procura e senza alcuna trattativa. Dunque chi parla di trattativa e di accordi è solo un vile, uno dei tanti vili servi di Riina.

Deve essere chiaro che io sono manovrato solo dai miei sogni, dalla voglia ribelle di lottare per la povera gente contro ogni oppressione e contro ogni prevaricazione. L'unica trattativa che conosco è la lotta senza quartiere a Cosa Nostra e ai vili che la fiancheggiano, qualunque sia il colore degli abiti, delle divise, delle toghe e delle penne che usano. La non perquisizione alla casa di Riina è stata una scelta consapevole a cui ha aderito la Procura di Palermo che non è stata ingannata da nessuno. Infatti l'idea era quella di seguire da quel passo carraio i fratelli Sansone costruttori edili attraverso i quali volevamo individuare e disarticolare tutta la struttura corleonese anche nei suoi contatti politico-amministrativi. Come se oggi in un condomino venisse localizzato Bin Laden ed il suo luogotenente Mullah Omar. Poichè si cattura Bin Laden in lontananza, si sceglie di non perquisire la sua casa preferendo seguire dallo stesso condomino il Mullah Omar per disarticolare l'intera struttura di Al Qaeda. In conclusione mi spiace deludere i vili servi di Riina, ma nel suo arresto non c'è nessun mistero, nessun intrigo, nessuna trattativa. Semplicemente lo Stato democratico è stato più forte della mafia e ha iniziato a vincere seguendo la via della legalità e della tecnica anticrimine.

Questi attacchi alle istituzioni, a uomini che hanno combattuto cosa nostra con coraggio nel suo periodo stragista, questo voler minimizzare la natura eversiva e terroristica che ha avuto Cosa Nostra, attribuendo strumentalmente allo Stato azioni criminali, sono un attentato alla verità che la società civile deve impedire a Riina, a Ciancimino e a quei servetti che li sostengono. L' unico interesse che ha spinto me ed i miei carabinieri a combattere la mafia è stato ed è l'amore per la giustizia e per il popolo italiano e per questo deve essere chiaro a Riina e ai suoi nuovi sicari che non ci faremo intimidire oggi così come non ci facemmo intimidire a Capaci e a via D' Amelio. Onore a tutti i combattenti caduti contro la mafia!

Ciamcimino non ha gradito essere chiamato servo di Riina, un po' come se Riina querelasse le testate giornalistiche che lo chiamano mafioso. Ma bastava non essere mafiosi e non essere servi, per evitare l'epiteto sgradevole. Dopo aver saputo che Massimo Ciancimino provvederà per vie legali, Ultimo ha replicato secco: "A questo punto devo solo sperare che il giudice che valuterà i fatti non sia il nipote di Leoluca Bagarella".

Questi i fatti. Vi annunciamo già da ora, che dai documenti che abbiamo trovato, molti traditori di Falcone e Borsellino che stanno cavalcando la scia dell'antimafia, dovranno giustificarsi presto in tribunale.

La verità è una sola, questione di tempo, chi ha giocato sporco paga. E il momento sta per arrivare.

P.S. il video del VIDEO PIZZINO DI RIINA

 
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categoria:anti-antifa
sabato, 31 ottobre 2009
gabriele02.jpg

Adinolfi: non c'interessa l'avanspettacolo macabro e grottesco

Si farà stasera 'Destra radicale e destra terminale', la conferenza con Gabriele Adinolfi e
Ugo Tassinari organizzata a Bergamo da Casapound Italia, sulla quale negli ultimi giorni si
è scatenata una ridda di polemiche. L'incontro avrebbe dovuto tenersi alle 21 nella sala
comunale intitolata al primo sindaco del Dopoguerra di Bergamo, Ferruccio Galmozzi, una sala
che si trova nello stesso edificio dove ha sede l'Istituto di Storia della Resistenza, ma per questioni
di ordine pubblico è stato spostato in un'altra sala comunale, nella ex Circoscrizione 5 di via Tito
Legrenzi. Contro la conferenza sono annunciati due presidi, a poche centinaia di metri l'uno dall'altro:
uno dei centri sociali, l'altro di Pd, Prc e Verdi.
''Quello che fanno non ci interessa - commenta Silvio Olivetti, coordinatore di Cpi Lombardia - Ai
violenti e agli intolleranti nemmeno rispondiamo. A Bruni, il consigliere del Pd che ha presentato l'interpellanza, avevamo detto, 'invece di fare presidi venite alla conferenza e confrontiamoci'. Una
proposta caduta nel vuoto. A noi interessa solo avere la possibilita' di portare a termine un'iniziativa
culturale importante come la conferenza di stasera, e aver visto riconosciuto il nostro diritto ad avere
la sala. Come era giusto, d'altra parte, visto che Casapound è un'associazione di promozione sociale validamente costituita, riconosciuta a livello nazionale, e le istituzioni non possono non tenerne conto.
Il problema, insomma, non riguarda noi ma opposizione comunale e antifascisti che hanno creato un
clima di odio in città che non aveva ragion d'essere'', aggiunge Olivetti, che all'amministrazione dà comunque atto di essere stata corretta: ''Sala Galmozzi ci era stata regolarmente concessa dal
Comune. Quando, dopo i presidi, la 'cagnara', il Prefetto è intervenuto, con il sindaco si è cercata una soluzione e ci è stata data un'altra sala, sempre comunale. E' questo è quello che conta per noi''.
Parla di ''teatrino da avanspettacolo'', Gabriele Adinolfi, intellettuale della destra radicale e animatore
del Centro studi Polaris, che con Tassinari terrà la conferenza questa sera: ''E' surreale il fatto che
poche decine di persone indìcano un presidio antifascista su un dibattito bipartisan. E' ancora piu'
surreale che ne indicano due di presidi, a poche centinaia di metri di distanza l'uno dall'altro, visto
che non sono neanche d'accordo tra loro. Queste persone non riescono a rappresentare nemmeno
se stesse e il fatto di voler a tutti i costi mantenere l'equilibrio tra clown e società reale è una
sottomissione psicologica che oggi non ha piu' senso. Cio' detto - conclude Adinolfi - a Bergamo evidentemente noi parliamo, e ogni tentativo di riesumare guerre civili che non ci sono piu' è macabro
e grottesco''

Ugo Maria Tassinari: ecco perché parlo a Bergamo malgrado la messinscena di qualche mio compagno

'Trovo molto grave il continuo, pressante, ossessivo tentativo di vietare un libero confronto tra intellettuali con motivazioni capziose - sottolinea dal canto suo il giornalista e saggista Ugo Tassinari - Mi era già accaduto a Torino l'anno scorso, quando, dopo che gruppi di antifascismo militante avevano organizzato presidi, manifestazioni e scontri con le forze dell'ordine in un clima da anni '70, avevo dovuto rinunciare a partecipare al convegno 'Destra Radicale da opposta prospettiva'. Successe poi a Roma, addirittura all'università, quando venne annullata una conferenza sulle generazioni 1968 e 2008 a confronto organizzata a Tor Vergata dal Blocco Studentesco''.
''Ho una storia politica ben precisa, ma da giornalista e scrittore di sinistra che ha studiato per anni il mondo della destra radicale in Italia, oggi sorrido se mi si dice che nel nostro paese esiste un pericolo neofascista'', dice ancora Tassinari, autore tra l'altro di 'Fascisteria', 'Naufraghi' e 'Guerrieri', una vera e propria trilogia sulla storia della destra in Italia. ''Piuttosto - spiega - vedo un'estrema sinistra marginale e incapace di iniziativa, che si ancora a logiche identitarie: da un lato quella giustizialista e dall'altro riesumando l'antico totem dell'antifascismo militante. Logiche del tutto inadeguate alla battaglia politica e culturale da intraprendere''.
''Quanto a Bergamo, la città che ha negato una strada alla memoria di una vittima della mafia, Peppino Impastato, l'idea che si possa 'vietare' l'utilizzo di una sala per un confronto sulle idee tra uomini liberi solo perche' è intitolata a un antifascista è assurda: apre la strada al negare l'agibilità politica ai 'fascisti'. E' come dire vietiamo ai fascisti di parlare in tutte le città medaglia d'oro della Resistenza. Un paradosso fuori dal tempo. Ai colleghi giornalisti poi vorrei dire una cosa: come si fa a chiedere libertà d'informazione per i giornalisti se non c'è liberta di parola per tutti? Su questo li invito a riflettere''.

Morale:

Poche decine, divisi tra loro, incapaci, quando alzavano la voce di superare il tono di un cinguettio. Ma sufficienti a fare accorrere giornalisti per quella che doveva essere una semplice discussione di approfondimento "destra radicale o destra terminale" . Che si è tenuta, ovviamente, tra Adinolfi e Tassinari.
Un consiglio: la prossima volta mandateci la fattura per la pubblicità che, gratuita, ci mette in imbarazzo.

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postato da: BascoNero89 alle ore 11:45 | Permalink | commenti
categoria:kulturkampf, anti-antifa
sabato, 31 ottobre 2009


Un presidio tutto per noi.....grazie mille per la pubblicità!
Non vi dispiace per la piccola modifica del vostro bellissimo volantino, vero?
postato da: dallaltraparte alle ore 06:36 | Permalink | commenti (4)
categoria:immagini, anti-antifa
venerdì, 30 ottobre 2009

'SEI AGGRESSIONI IN UN GIORNO IN CITTA' DIVERSE, AUTORITA' FACCIANO CHIAREZZA'

Roma, 30 ott. (Adnkronos) - ''Ritengo che gli spazi di libertà e democrazia vadano garantiti a tutti, a destra come a sinistra. E se questo non accade, se puo' capitare che in un solo giorno siano messe a segno ben sei aggressioni nei confronti di un'associazione come Casapound - un'associazione, sottolineo, validamente costituita e mai implicata in episodi di discriminazione di alcun genere - è mio dovere chiedere come questo possa accadere e esigere dalle autorità competenti una risposta scritta, che resti agli atti''. Lo spiega il deputato del Pdl Francesco Aracri, che ha presentato un'interrogazione a risposta scritta al ministero della Giustizia e al ministero dell'Interno sulle sei aggressioni contro Casapound Italia messe a segno sabato 24 ottobre.

''Faccio una considerazione molto semplice - spiega Aracri - Registro, e non con un lavoro di intelligence ma semplicemente leggendo i giornali, che in una sola giornata Cpi è stata fatta oggetto di aggressioni da parte di determinati soggetti a Torino, Parma, Reggio Emilia, Novara, Aosta, Sora, sei diverse città, anche molto distanti tra loro. Ora, siccome è indubbio che quando gli aggrediti sono a sinistra la politica reagisce, io voglio sapere come si intenda garantire l'agibilita' di un'associazione che, da statuto, ha il solo scopo di promuovere attività di integrazione e sviluppo sociale. Ricordiamoci poi - conclude Aracri - di quello che è accaduto a piazza Navona, dove solo le indagini sono riuscite a ristabilire la verità tra quali fossero gli aggrediti e quali gli aggressori''.

CASAPOUND, CHI CREDE NEL DIALOGO E RIFIUTA VIOLENZA FIRMI INTERROGAZIONE ARACRI

Roma, 30 ottobre - ''Ringraziamo il deputato del Pdl Francesco Aracri per l'interrogazione a risposta scritta presentata sulle sei aggressioni avvenute sabato scorso ai danni di Casapound Italia''. E' quanto si legge in una nota di Casapound Italia.

''Riteniamo - aggiunge Cpi - che fare chiarezza su quanto di oscuro c'è dietro un attacco premeditato e organizzato, che ha coinvolto città anche molto distanti tra loro, sia nell'interesse di tutti, anche di quella sinistra che con i violenti e i fomentatori d'odio non vuole avere nulla a che fare. Per questo invitiamo chi tra i parlamentari crede alla forza del confronto e del dialogo e ritiene che gli spazi di libertà e democrazia, come giustamente dice Aracri, vadano garantiti a tutti, a dare prova del proprio essere uomini liberi e a firmare l'interrogazione''.

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categoria:anti-antifa, casapound palermo, luci allorizzonte
mercoledì, 28 ottobre 2009


"Non volendo la solitudine
non concependo la solitudine
cercheranno di distruggere tutto ciò che si differenzia da loro stessi.
Non sapendo creare arte non capiranno l'arte
considereranno il loro fallimento come creatori
solo come un fallimento del mondo
non essendo in grado di amare pienamente
crederanno il tuo amore incompleto e poi odieranno te". 

C. Bukowski
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categoria:immagini, anti-antifa
martedì, 27 ottobre 2009

No, non può essere un caso. Ha ragione Gianluca Iannone: quando nel giro di pochi mesi la sua associazione, “CasaPound Italia”,  è fatta segno di ripetuti attacchi fisici alle sedi e ai militanti, di cui 5 nella stessa giornata dell’ultimo 24 ottobre, il caso non esiste. Esiste, invece, un progetto che sostiene un’azione mirata. Mirata a cosa? Vedremo di stabilirlo ma, per il momento, restiamo ai fatti.

Bologna, 4 giugno. La sede di CasaPound viene incendiata nella notte con modalità e tecniche che ricordano da molto, troppo vicino, la strage di Primavalle a Roma. I due residenti, Alex Vigiani, responsabile della sede felsinea e la sua compagna Giorgia, incinta, si salvano per puro miracolo dal rogo.

Pistoia, 11 ottobre. 20, incappucciati e armati di catene, caschi e bastoni, fanno irruzione nel circolo “Agoge”, sede di Casapound Italia a Pistoia, sfasciando completamente  il locale di  via Porta San Marco.  Gli aggressori, presto individuati, vengono arrestati nella sede del Partito dei Carc (Comitato di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo) che, da loro sito web, rivendicano: “Aggressione fascista a Pistoia. Chiudere le sedi dei fascisti è un dovere per le autorità pubbliche, è un diritto delle masse popolari”.

Parma, 24 ottobre. Una ventina di persone aggredisce  nella notte, all’uscita di un pub del centro, un militante e un simpatizzante di Casapound Italia. Entrambi sono stati medicati in ospedale, uno con una ferita alla testa e l’altro con il naso fratturato.

Reggio Emilia, 24 ott. I centri sociali attaccano la libreria “D’Annunzio”, sede di Casapound Italia a Reggio Emilia. Una cinquantina di militanti della sinistra antagonista si sono ritrovati davanti al locale di via Montefiorino con secchi pieni di letame che sono stati lanciati contro i muri della libreria, e hanno poi versato colla nella serratura della porta d’ingresso del locale.

Sora, 24 ott. La serranda della sezione di Casapound Italia a Sora è  imbrattata, durante l’orario di chiusura della sala giochi ospitata all’interno della struttura. L’atto sarebbe attribuibile a frange della sinistra radicale, come dimostra il rinvenimento di adesivi riconducibili al centro sociale “Laboteca”, i cui militanti nello stesso pomeriggio stavano allestendo un banchetto in piazza a pochi metri dalla sede di Cpi Sora.

Torino, 24 ottottobre.  Un centinaio di persone assalta  il banchetto che Casapound Italia aveva organizzato in piazza San Carlo a Torino per pubblicizzare le iniziative di natura sociale dell’associazione che fa capo a Gianluca Iannone.

Questi i fatti. E torniamo alla domanda dell’incipit: perché CasaPound è fatta oggetto di questa escalation di esercizi criminali? CasaPound non è né un partito politico né un luogo di potere politico; non è una banda di violenti in cerca di rissa; non è una setta chiusa nel rito della nostalgia per il passato. CasaPound è un’associazione che fa politica sociale sul territorio e crea dialogo culturale nelle proprie sedi aperte a chiunque voglia usare le sole medesime armi che essa stessa possiede: quelle del confronto critico. Ed è esattamente questo il primo motivo per il quale è finita nel mirino: farebbe molto più comodo ai nostalgici della resistenza e del comunismo che CasaPound fosse quello che NON E’ e non fosse, invece, quello che E’. Il fascista deve essere quello che è scritto che sia: se dimostra con i fatti di essere altro rispetto allo stereotipo che gli antifascisti hanno in testa, bisogna ricondurlo alla sua vera natura. E come? Provocandone la reazione del colpo fisico su colpo fisico.

Si sbagliano. Ricorda Iannone: «Ad ogni attacco CasaPound ha dato e continuerà a dare una risposta puramente politica…». Così è stato e così - ne siamo  convinti - continuerà ad essere, nella malaugurata ipotesi gli attacchi continuassero.

Non c’è da sorprendersi per questa irriducibile determinazione di CasaPound. In Via Napoleone III e zone collegate ormai su scala nazionale, sanno bene a quali derive conduce la strategia degli opposti estremismi marcati anni 70: morti a parte, null’altro è partorito da quel tragico periodo che il consolidamento degli equilibri di potere capitalista e il degrado reazionario delle dinamiche sociali. Chi non lo ha capito sono i reazionari rossi che già l’anno scorso, a Roma, aggredendo i militanti di Blocco Studentesco, durante la contestazione della riforma scolastica della ministra Gelmini, avevano cercato di riavvolgere il nastro della storia ad un fermo immagine che nessuno, tranne loro, aveva e ha voglia di rivedere attualizzato.

Con una crisi del capitalismo che deve ancora arrivare ai suoi esiti più nefasti, e ci arriverà; con centinaia di migliaia, forse milioni di nuovi disoccupati aggrappati con un dito agli ammortizzatori di quel che resta dello stato sociale, e non si sa fino a quando; con  famiglie anche doppio lavoratrici che non riescono più ad arrivare alla fine del mese; con le morti sul lavoro, che hanno l’indice di un bollettino di guerra; con la deriva di una politica che ormai passa senza stasi dal lettone di Putin al materasso di Marrazzo; c’è ancora chi si intestardisce a pretendere all’ordine del giorno l’antifascismo.

A questi irriducibili dell’inutilità, l’esempio di CasaPound che riesce, invece, a fare cultura, contesto, linguaggio, immaginario, politica senza ansia da prestazione, comunità, trasversalità, idealità, relazione e trattativa, deve risultare un incubo. E forse è questo il motivo finale dell’attacco nei suoi confronti: a chi non riesce più a trovare il bandolo di un discorso autenticamente antagonista, preme l’annullamento  di chi, invece, è in grado di “portare avanti la lotta” su terreni che per loro sono diventati impraticabili e forse persino incomprensibili.

Miro Renzaglia- http://www.mirorenzaglia.org/?p=9965

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categoria:politica, anti-antifa
sabato, 24 ottobre 2009

Roma, 24 ottobre - '''Ferma condanna'' per le due aggressioni avvenute nelle ultime 24 ore ai danni di militanti di Casapound Italia è stata espressa dal senatore del Pdl Domenico Gramazio, che ha annunciato due distinte interrogazioni parlamentari al ministro dell'Interno Roberto Maroni sui due episodi, il primo avvenuto a Parma, dove due militanti di Cpi sono stati feriti la notte scorsa da una ventina di persone all'uscita da un pub, e il secondo avvenuto a Torino, dove un centinaio di esponenti della sinistra antagonista ha assaltato un banchetto dell'associazione che fa capo a Gianluca Iannone.

''Nelle ultime settimane si contano almeno una decina di aggressioni ai danni di Casapound in tutta Italia - sottolinea Gramazio - Occorre una risposta ferma da parte delle istituzioni rispetto a una escalation di violenza pericolosa, che pone interrogativi inquietanti sulla sicurezza delle nostre città''.

FROSINONE: IMBRATTATA SERRANDA SEZIONE CASAPOUND ITALIA A SORA

Frosinone, 24 ott. - (Adnkronos) - La serranda della sezione di Casapound Italia a Sora è stata imbrattata oggi pomeriggio durante l'orario di chiusura della sala giochi ospitata all'interno della struttura. Lo rendono noto in un comunicato congiunto il responsabile cittadino Alessandro Marcelli e il segretario provinciale Massimiliano Macera. «L'atto - si legge nel comunicato - chiaramente riconducibile a frange della sinistra radicale di Sora, come dimostra il rinvenimento di adesivi riconducibili al centro sociale »Laboteca«, i cui militanti questo pomeriggio stavano allestendo un banchetto in piazza a pochi metri dalla sede di Cpi Sora». L'episodio è al vaglio dell'autorità di pubblica sicurezza, giunta sul posto. (Zla/Gs/Adnkronos) 24-OTT-09 20:52

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categoria:politica, anti-antifa