Una delegazione dell'Unione Nazionale Karen, l'organismo che rappresenta le istanze di libertà di un popolo di 8 milioni di persone perseguitate da 60 anni dal regime birmano, è stata ricevuta ieri al Ministero degli Esteri dal Sottosegretario Stefania Craxi.
L'incontro, definito dal capo-delegazione, David Thackarbaw, vice presidente dell'Unione Nazionale Karen molto incoraggiante, ha permesso ai delegati di descrivere la drammatica situazione esistente nella Birmania Orientale a causa delle operazioni militari condotte dall'esercito di Rangoon contro i civili Karen .
“Il Sottosegretario ha dimostrato sensibilità e reale preoccupazione per quello che accade alla nostra gente - ha dichiarato il Colonnello Nerdah Mya dell'Esercito di Liberazione Nazionale - e si è già attivato per compiere dei primi passi diplomatici che riteniamo di vitale importanza per il miglioramento della situazione. Ho avuto l'impressione di parlare con una persona amica”
Da sempre in prima linea nella lotta alla produzione ed al traffico di eroina e di anfetamine, i Karen difendono la loro terra dallo sfruttamento indiscriminato perpetrato da multinazionali occidentali e compagnie cinesi in combutta con la narco-dittatura birmana.
Soltanto negli ultimi tre anni, le operazioni militari della giunta hanno provocato la fuga di oltre 90.000 civili dalle loro case. Quasi 500 villaggi sono stati dati alle fiamme dalle truppe di Rangoon. E un impressionante corollario di stupri e di torture ha accompagnato i rastrellamenti e le deportazioni della popolazione
MYANMAR: UNIONE KAREN, ALL'ITALIA CHIEDIAMO ASSISTENZA ALIMENTARE E FARMACOLOGICA
Roma, 28 ott. (Adnkronos) - ''Siamo vittime di un terrorismo di Stato. La situazione in Birmania si fa sempre piu' difficile. Aumentano gli stupri e le torture, le violazioni dei diritti umani non si contano, mancano cibo e farmaci. Siamo sempre pronti al dialogo e sempre disponibili a trovare una situazione pacifica, ma al momento non ci è lasciata altra scelta che combattere per proteggere la nostra gente''. E' la drammatica testimonianza resa oggi dal vicepresidente dell’Unione Nazionale Karen, David Thackrabaw, e dal Colonnello Nerdah Mya dell’Esercito di Liberazione Karen, nel corso di un incontro che si è tenuto a Casapound.
La delegazione e' in Italia su invito della Comunita' Solidarista Popoli, una Onlus impegnata dal 2001 in progetti umanitari a favore dei civili karen, in un momento di particolare difficolta' a causa delle massicce offensive militari condotte dal regime birmano contro le regioni orientali del Paese. Negli ultimi tre anni, le operazioni militari della giunta hanno provocato la fuga di oltre 90.000 civili dalle loro case. Quasi 500 villaggi sono stati dati alle fiamme dalle truppe di Rangoon. E un impressionante corollario di stupri e di torture ha accompagnato i rastrellamenti e le deportazioni della popolazione. E la situazione, hanno detto Thackrabaw e il Colonnello Nerdah Mya, è in via di peggioramento.
I Karen, una delle principali etnie che compongono il mosaico birmano (circa otto milioni su una popolazione di 44 milioni di abitanti), da 60 anni lottano contro il governo centrale di Rangoon per ottenere l'indipendenza e preservare la loro identità. Ieri la delegazione venuta in Italia è stata ricevuta al ministero degli Esteri dal Sottosegretario con delega all'Asia, Stefania Craxi. Nel corso dell'incontro, definito da Thackarbaw ''molto incoraggiante'', è stata descritta la drammatica situazione esistente nella Birmania Orientale a causa delle operazioni militari condotte dall'esercito di Rangoon contro i civili Karen. (segue)
(Adnkronos) - ''Al governo italiano abbiamo chiesto assistenza alimentare e farmacologica, ma anche di intervenire diplomaticamente sulla Thailandia'', ha spiegato Thackarbaw a Casapound, facendo riferimento anche alle perquisizioni che sono scattate in questi giorni nei confronti di molti dei leader karen rifugiatisi oltre confine. Thackrabaw e Nerdah Mya hanno ricordato i 100mila profughi karen ospitati nei campi in Thailandia, ma hanno anche sottolineato che ''sono molti di piu' i profughi interni'', quelli che cioè sono in Birmania e che spesso sono costretti a spostarsi nella giungla con l'esercito di liberazione: ''Non riusciamo a garantire la loro sicurezza - hanno spiegato - né ad assicurare loro cibo e assistenza sanitaria''.
Quanto alle elezioni che si dovrebbero tenere in Birmania nel 2010, l'Unione nazionale karen alle condizioni attuali non intende parteciparvi. ''La Costituzione attualmente garantisce un 25% di rappresentanza politica ai militari e richiede una maggioranza del 75% per essere modificata - ha spiegato Thackrabaw - In queste condizioni noi alle elezioni non partecipiamo. Chiediamo subito una modifica della Costituzione, elezioni libere e uno Stato federale''.
Da sempre in prima linea nella lotta alla produzione ed al traffico di eroina e di anfetamine, i Karen difendono la loro terra dallo sfruttamento indiscriminato perpetrato da multinazionali occidentali e compagnie cinesi e tailandesi in combutta con la narco-dittatura birmana. ''Un atteggiamento diverso potrebbe forse aiutare la nostra causa, ma da sempre noi siamo contro il traffico di droga'', ha detto il colonnello Nerdah Mya, spiegando che questo rende i karen nemici non solo della giunta militare ma anche dei gruppi criminali.(Zla//Adnkronos)

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