mercoledì, 31 dicembre 2008

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categoria:musica, militanza, casapound palermo
mercoledì, 31 dicembre 2008

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categoria:immagini, casapound palermo
mercoledì, 31 dicembre 2008

Si conclude un anno particolarmente difficile per i nostri amici Karen. Il 2008 ha visto il moltiplicarsi degli episodi di violenza e repressione condotti nei loro confronti dall'esercito di occupazione birmano e dai partigiani collaborazionisti. All'inizio del 2008 alcuni sicari hanno assassinato in Thailandia il segretario generale dell'Unione Nazionale Karen. Poi le truppe birmane hanno tentato a più riprese di conquistare il villaggio di Boe Wae Hta. Durante i combattimenti anche un infermiere di Popoli, che lavorava nella nostra clinica, è rimasto ucciso. Nei mesi seguenti numerosi civili sono stati catturati e passati per le armi dai soldati birmani. Sono stati massacrati ragazzini, donne, contadini disarmati. I bombardamenti dei villaggi hanno provocato la fuga di migliaia di persone, che hanno cercato rifugio in zone protette dall'Esercito di Liberazione Karen. In settembre le forze di occupazione hanno iniziato ad avvicinarsi pericolosamente al villaggio di Kler Law Seh, sede della clinica "Carlo Terracciano", occupata poi in ottobre, dopo che la guarnigione Karen era stata circondata da numerosi reparti nemici. L'80% del territorio del distretto di Dooplaya è caduto così sotto il controllo birmano, e quindi anche l'attività di Popoli ha risentito profondamente della mutata situazione. Ci siamo recati quattro volte in missione (febbraio, maggio, agosto, novembre), per coordinare gli aiuti di emergenza destinati in gran parte ai gruppi di civili che avevano dovuto lasciare i villaggi minacciati dall'offensiva birmana. Le missioni hanno dato un impulso estremamente positivo ai nostri progetti, e sono risultate di grande aiuto anche per il morale dei Karen, che hanno potuto constatare come la Comunità abbia aumentato gli sforzi per fornire una maggiore assistenza alla popolazione. Dodici mesi difficili, dicevamo, che però ricorderemo, come è nostro costume, soprattutto per le cose positive accadute. Il 2008 è stato l'anno in cui è partito e si è concretizzato ad esempio il progetto "Terra - Identità", sviluppato in collaborazione con gli amici dell'Associazione L'Uomo Libero Onlus. Un progetto "rivoluzionario" nel vero senso del termine, in quanto tassello fondamentale, a detta della stessa Unione Nazionale Karen, della strategia di ricostruzione di un paese libero dall'ingerenza straniera. "Terra - Identità" ha permesso di far sorgere un nuovo villaggio rurale proprio nel momento in cui le truppe birmane ne distruggevano altri, nella folle idea di poter piegare un Popolo che anela alla libertà, incendiando le case e saccheggiando i raccolti. Il nuovo villaggio è soltanto il primo di una serie di insediamenti che costruiremo a partire dai prossimi mesi, perché gli occupanti sappiano che non potranno mai vincere contro chi è determinato a vivere sulla propria Terra e a morire per difendere la propria Identità. Per ogni villaggio distrutto ne sorgerà uno nuovo. Per ogni campo incendiato ne verrà coltivato un altro. Un progetto-guida, che ha già destato l'interesse di istituzioni italiane non miopi, che si sono impegnate a dare concreto sostegno alla realizzazione dei prossimi insediamenti. Ma il 2008 è stato anche l'anno di tante, nuove, sincere amicizie. Siamo stati accolti in molte città italiane per raccontare della nostra attività. E abbiamo trovato persone di cuore pronte ad assumersi il compito di rappresentare la Comunità nel loro territorio. Così è stato a Bolzano, a Lucca, ad Arezzo, a Genova, a Prato, a Benevento, a Perugia, a Bari, a Monza, a Volano, a Marino, ad Anzio, Avellino, Nettuno, Palestrina. E poi la conferma della generosità dei gruppi e degli individui che già ci avevano accompagnati in passato nel nostro viaggio: i Calabresi, i Veronesi, i Triestini, i Romani, i Milanesi, gli amici di Rovereto e di Cave, quelli di Bergamo e di Cagliari, di Marano Vicentino, di Zagarolo, di Torbe, di Gazzo, quelli di Lugano e di Saronno, di Torino, di Barlassina, di Varese, di Ostia e Castel Porziano, di Salò, di Riva del Garda, di Catania e Messina. Tutti, accanto ai tanti che hanno fatto generose donazioni in maniera discreta (a volte troppo discreta, al punto da non riuscire a rintracciarli per ringraziarli nel modo adeguato) hanno fatto si che anche nel 2008 "Popoli" potesse far fronte pienamente a tutti gli impegni assunti con i suoi interlocutori Karen. Il nuovo anno si preannuncia impegnativo. Inutile nascondere che nelle intenzioni della
giunta militare birmana c'è l'assoggettamento dell'ntera regione di Dooplaya. Ed è altrettanto vero che l'Esercito di Liberazione Karen farà tutto il possibile per costringere invece le truppe di occupazione ad indietreggiare, consentendo una vita quasi normale alla popolazione civile. Un orizzonte di guerra, quindi. Inevitabile. La Comunità Solidarista Popoli continuerà ovviamente il suo lavoro. Vi ringraziamo tutti per averci sostenuti fin qui. Sappiamo di poter contare ancora su di voi

Comunità Solidarista Popoli

postato da: BascoNero89 alle ore 16:07 | Permalink | commenti
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mercoledì, 31 dicembre 2008

la fresca mattina del 27 dicembre 2003 Roma si svegliò con un palazzo di 7 piani occupato nel centro di Roma.

sono passati 5 anni da allora.
5 anni di affissioni, conferenze, dibattiti, proposte di legge, concerti, trasferte, turni di guardia, azioni shock,
escursioni, occupazioni, cortei, banchetti, volantinaggi...

5 anni dove abbiamo subito  sgomberi, attentati, assalti, denunce, piccoli tradimenti, delusioni.

5 anni dove abbiamo dato casa, rifugio, ospitalità, giocattoli, vestiti, alimenti, solidarietà.
5 anni che hanno rivoluzionato il modo di fare  comunicazione di un'intera area,
che hanno cambiato la prospettiva, le priorità, le aspettative.
5 anni che hanno visto la nascita di avamposti culturali, di attività economiche, di cooperative di lavoro ed editoriali.

5 anni che hanno segnato le nostre vite come solo le  forti passioni possono fare.
5 anni di slanci e di entusiasmi dove abbiamo avuto anche il tempo per  diventare padri, madri,
uomini e donne migliori.

oggi festeggiamo questa ricorrenza, perchè così è giusto.
ma non vorremmo essere fraintesi.
oggi festeggiamo i nostri primi 5 anni ma non stiamo più nella pelle immaginando tutto quello che il futuro ci riserva...

perchè abbiamo incontrato altri fratelli lungo il nostro cammino che faranno il loro lavoro a chilometri e chilometri di distanza da qui con lo stesso sorriso, con lo stesso slancio di chi
ha gambe forti, braccia scolpite e una volontà romana.
perchè davanti abbiamo altri mille anni per  conquistare, arrembare, edificare, aiutare, combattere e vincere in tutta ITALIA, per tutta ITALIA.

auguri CASAPOUND
trincea della giustizia sociale

DISPACCI E LA COMUNITA' PALERMITANA AUGURANO A TUTTI UN 2009 ALL'INSEGNA DI NUOVE LOTTE E VITTORIE!

postato da: BascoNero89 alle ore 15:44 | Permalink | commenti
categoria:militanza, casapound palermo
mercoledì, 31 dicembre 2008

Stamattina alle 3 ascendeva al cielo Maria Lucrezia Grossi, segretaria di Pavolini nell'Rsi

Questa notte alle 3 ha raggiunto i suoi camerati Maria Lucrezia Grossi, segretaria di Alessandro Pavolini e combattente della RSI. Fu detenuta per un anno a Milano nel carcere di San Vittore per la sua fede politica e lì fu stuprata e malmenata dai paladini della libertà. Continuò per l'intera vita a dar prova di quella grandezza che mancò del tutto ai suoi aguzzini, padri di un'Italia rimpicciolita, umiliata, inginocchiata e indegna.

Un'Italia, anzi un'italietta, che a sessantatre anni di distanza ha sempre maggiore difficoltà a nascondere l'imbarazzo che prova per l'esito del paragone con l'Italia di Maria Lucrezia.

Luca Lorenzi

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categoria:in memoriam
mercoledì, 31 dicembre 2008

postato da: frick01 alle ore 13:54 | Permalink | commenti
categoria:immagini
mercoledì, 31 dicembre 2008

Entrerà in vigore con l’anno nuovo la legge che autorizza lo spionaggio on-line nei computer privati da parte della Bka, la polizia investigativa tedesca. Sarà quest’ultima, infatti, ad avere competenza per la prevenzione contro il terrorismo nel Paese. Il presidente, Horst Koehler, ha promulgato oggi il provvedimento, che ha scatenato le critiche dell’opposizione e dei mezzi di comunicazione, poichè viene anche introdotta la possibilità di controllare anche i giornalisti. Per la prima volta, la Bka, un organo composto da cinquemila agenti, riceverà l’autorizzazione a spiare i computer privati di sospetti di attività terroristiche. La legge è stata approvata dal Bundestag (Camera bassa) con i voti della grande coalizione, formata da cristiano-democratici e socialdemocratici. Le tre formazioni di opposizione, il Partito liberale, i Verdi e la sinistra hanno rifiutato in blocco la misura restrittiva della privacy. La legge è stata approvata dopo un lungo tira e molla, giungendo a un compromesso in seguito al quale è stata soppressa la parte più controversa, che prevedeva la possibilità, in caso di urgenza e necessità, di realizzare attività di spionaggio senza l’autorizzazione della magistratura. Il testo definitivo contempla la possibilità di spiare deputati, religiosi, avvocati difensori e giornalisti.

peacereporter.net

Se qualcuno aveva pensato ad Internet - e più in generale all’elettronica - quale ultimo baluardo della libertà di navigazione, di comunicazione e di espressione delle proprie idee, dovrà presto ricredersi (se ancora non lo ha fatto!). In Germania, infatti, il 2009 porterà con se una nuova legge liberticida: il computer di chiunque (giornalisti compresi…ma anche politici, avvocati, e diverse altre categorie “sensibili”) potrà essere visionato da un equipe di ben 5000 agenti a questo esclusivamente preposti.
Forse George Orwell aveva solo sbagliato la data del suo “1984″…

Azione Tradizionale

postato da: BascoNero89 alle ore 10:06 | Permalink | commenti
categoria:notizie dallestero, il vostro mondo
mercoledì, 31 dicembre 2008

La scorsa stagione cinematografica e’ stata marchiata dalla presenza di film decisamente deprimenti e pessimisti. I critici e gli esperti hanno attribuito le fosche tinte delle ultime tendenze hollywoodiane alla situazione di crisi che gli Stati Uniti stanno vivendo e che si riflette in una politica estera aggressiva - o difensiva, a seconda dei punti di vista -, in un disagio economico piu’ che palpabile e nel terrore della fine delle risorse energetiche e, con esse, dello stile di vita americano. Lo dimostrano pellicole come No Country for Old Men, There Will Be Blood, ma anche il nuovo horror ambientalista The Last Winter. E lo dimostra questo noir diretto e prodotto da Darren Aronofsky, che tempo fa scrisse e diresse quel capolavoro che fu Requiem for a Dream.

RBN Canada

postato da: BascoNero89 alle ore 10:04 | Permalink | commenti
categoria:immagini, film, rbn
martedì, 30 dicembre 2008

Il sangue è quello delle migliaia di palestinesi ammazzati o feriti dalle armi israeliane. L’inchiostro è quello, perlopiù virtuale, del numero incalcolabile di persone che in tutto il mondo fanno circolare, in queste ore convulse, dati e notizie sulla realtà di quello che sta succedendo nella Striscia di Gaza. E che non è — neanche un po’! — quello che i nostri media velinari ci raccontano.

A dirla tutta, non è neanche facile scrivere, sul massacro di Gaza, qualcosa che non sia intriso di rabbia per la criminale connivenza dell’Occidente con l’entità sionista. Sembra che questi morti facciano piacere a tutti — conservatori e liberal, destre e sinistre, in un tripudio di trasversalità che accomuna tutti i benpensanti ben pasciuti di queste feste opulente nonostante la crisi planetaria.

E se questo fa orrore, fa ancora più orrore assistere alle manipolazioni ben congegnate poste in essere dai professionisti dell’informazione nostrana, anche stavolta concordi ed ossequenti nei confronti di Israele. Orrore, si badi bene: e non stupore. Perché non c’è proprio nulla da stupirsi, dal momento che, come sottolineava qualche giorno fa Alain Gresh l’Europa ha sì calato le braghe davanti a Israele, ma con inaudita fermezza.

Guastiamo un po’ le feste, allora: e facciamo circolare anche noi qualche verità scomoda:

Infopal.206 morti e 750 feriti: questo è il bilancio attuale degli attacchi aerei israeliani in corso contro la Striscia di Gaza.

Ore 19. Continuano gli attacchi aerei israeliani. Il primo, avvenuto in contemporanea contro circa 30 "obiettivi" palestinesi, ha provocato quasi 200 morti e circa 340 feriti. Fonti ospedaliere spiegano che la maggior parte dei cadaveri e dei feriti è giunta a pezzi. Molti sono ancora sotto le macerie degli edifici abbattuti.

Tra gli obiettivi del "terrorismo" palestinese, come ha raccontato la propaganda mediatica israeliana, ripresa acriticamente dai nostri mezzi di informazione, c'è anche il reparto infantile di un ospedale di Gaza. Dunque, è stata una strage dei bambini. Gli obitori traboccano di salme e gli ospedali non sanno più dove e come curare i feriti.

Il portavoce della polizia di Gaza, Islam Shahwan, ha dichiarato che gli attacchi hanno distrutto la maggior parte del quartier generale.

La resistenza. Le fazioni della resistenza hanno risposto al fuoco israeliano sganciando razzi contro Israele: uno ha ucciso un uomo e ferito altre cinque persone a Netivot. Altri razzi sono caduti su Ashkelon e Kiryat Gat.

"Gaza, zona militare
". Da parte sua, il ministro della guerra, Ehud Barak, ha definito la Striscia di Gaza assediata e affamata e i suoi 1,5 milioni di abitanti, "zona militare speciale".

La risposta di Hamas. Dopo il feroce attacco israeliano contro la Striscia, Hamas ha ordinato alle brigate Al-Qassam di rispondere "con ogni mezzo".

Il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, ha chiesto una rappresaglia massiccia e una ripresa delle operazioni contro Israele.

.................

Striscia di Gaza, ore 12,30. L'aviazione da guerra israeliana sta bombardando diverse sedi delle forze di sicurezza palestinesi a Gaza. E' un vero massacro! Sul terreno ci sono già 200 morti e centinaia di feriti, ma il bilancio è destinato a salire tragicamente.

Le ambulanze stanno accorrendo sul luoghi dei bombardamenti (circa 30 attacchi contemporanei) per soccorrere i feriti e portare via i cadaveri.

Ci sono decine di cadaveri di membri della polizia sparsi per terra, a seguito del bombardamento delle postazioni 17, Tawam, la sede delle forze preventive, Ansar, la direzione civile, al-Safina, la sede dei passaporti. Sono state bombardate tutte le sedi amministrative e politiche della Striscia di Gaza. Ucciso anche il capo generale della polizia di Gaza, il colonello Tawfiq Jaber.

Fonti mediche hanno riferito che ci sono centinaia di feriti.

Gli aerei da guerra israeliani continuano a sorvolare lo spazio della Striscia di Gaza.

Stato criminale. E' una vera guerra: gli attacchi aerei stanno colpendo il nord, il sud e il centro della Striscia. Israele ha scelto il momento opportuno per bombardare: l'ora di uscita dei bambini dalle scuole. E' una tragedia immensa.

I nostri giornali e le nostre tv, le cui direzioni hanno perso completamente il senso della dignità professionale, ci stanno raccontando che ad essere bombardate sono le basi dei "terroristi". Non è così! Sono i civili, i bambini, la dirigenza delle forze dell'ordine, dell'amministrazione pubblica, a essere colpiti.

La propaganda mediatica italiana filo-sionista ha iniziato già da qualche settimana a prepararci alla ineluttabilità di questa guerra a senso unico, vera carneficina di biblica memoria, dando la colpa a Hamas e ai razzetti Qassam, quando la verità è un'altra: Israele ha bisogno di queste stragi di innocenti in funzione elettorale. Hamas era disposta alla tregua a patto di far fermare gli attacchi israeliani mai sospesi, nonostante il cosiddetto "cessate il fuoco" siglato a giugno, e di far riaprire i valichi per far entrare i rifornimenti alimentari e il carburante, necessari alla sopravvivenza di 1,5 milioni di persone.

Questo i nostri sempre più indecenti giornali e tg non ce lo hanno raccontato.

Siamo di fronte alla morte dell'informazione, al Grande Fratello che manipola le menti e le coscienze.

Scenari possibili di una strage che continua
A Gaza la strage continua. Mentre scriviamo la contabilità dei morti sotto le bombe israeliane è arrivata ad oltre 400, mentre quella dei feriti ha ormai superato quota 1.000.
Un massacro impressionante in quella che è l’area a maggior densità abitativa del mondo. E come tutti i grandi massacri avviene con la complicità di molti ed il silenzio di quasi tutti. In questo quadro, la solidarietà con il popolo palestinese e con le organizzazioni della Resistenza non sarà mai abbastanza.

Ma la portata dell’attacco sionista iniziato ieri richiede anche un aggiornamento dell’analisi, dato che non siamo di fronte ad una delle tante azioni terroristiche dello stato israeliano, solo un po’ più massiccia. C’è stato infatti un salto di qualità che lascia intravedere una precisa strategia. E’ bene perciò cercare di interpretarla per vederne i possibili scenari che potrebbero determinarsi.

L’attacco era pianificato da tempo
Chiunque abbia seguito gli avvenimenti capisce perfettamente che l’attacco era programmato da tempo. Israele non ha mai rispettato veramente la tregua di giugno, ma la presentazione di questo attacco su larga scala come una rappresaglia per i lanci dei razzi Qassam si può spiegare solo con il potentissimo controllo sui media esercitato dalla lobby sionista in tutto l’occidente. I razzi Qassam – deboli ed imprecisi – sono un rudimentale strumento di difesa di un popolo in gabbia, che in 8 anni ha ucciso una decina di israeliani, mentre nello stesso periodo Israele ha ammazzato circa 6.000 palestinesi, senza contare le vittime per gli stenti causate dall’assedio imposto a Gaza.
L’importanza della propaganda è del resto confermata dalla notizia che Tzipi Livni ha annunciato una “campagna di informazione internazionale per giustificare l’azione israeliana”. In Italia l’efficacia di questa campagna risulta inequivocabilmente dall’atteggiamento allineato della grande stampa che non fa altro che rilanciare le “verità” del governo sionista.
La verità che si vuole occultare è che l’attacco era preparato da tempo e non solo militarmente, ma soprattutto politicamente, come si evince dalla copertura statunitense, da quella europea, dall’atteggiamento dei regimi arabi filo-americani. Un allineamento così studiato e ben riuscito si spiega soltanto con una strategia condivisa che ha dettato la scelta dell’attacco e che determinerà le prossime mosse.

Eliminare Hamas, decapitare la Resistenza
Il problema per la dirigenza sionista è la Resistenza palestinese. I palestinesi hanno subito tante sconfitte, ma mai si sono piegati. I sionisti hanno allora giocato la carta del Quisling Abu Mazen, ma anche questa carta ha fatto cilecca con le elezioni del 2006. Con quelle elezioni il popolo palestinese disse chiaramente di no alla linea collaborazionista, ed è così che Gaza è diventata un simbolo.
L’attacco in corso ha dunque un preciso obiettivo politico: eliminare le organizzazioni della Resistenza ed Hamas in primo luogo. Non per ristabilire l’occupazione diretta sulla Striscia, che ad Israele non conviene, ma per consegnarla al traditore di Ramallah, Abu Mazen appunto. E’ di questa mattina la notizia, riportata dal Jerusalem Post, di alcune dichiarazioni attribuite a funzionari dell’Anp, per cui: “Siamo pronti a tornare nella striscia di Gaza e assumere il controllo se Israele battera' Hamas.” “ Abu Mazen ha dato istruzione a tutti i suoi membri (di Al Fatah - N.d.R.) presenti a Gaza di tenersi pronti a tornare al potere”. E’ autentica questa notizia? Non possiamo saperlo ma è quantomeno verosimile, dato l’atteggiamento di Abu Mazen e dei suoi, ben attestati sulla linea di attribuire ad Hamas la responsabilità della mattanza.
Questa prospettiva ben si sposa con il comportamento dell’Egitto, che pare abbia addirittura teso una trappola al governo di Gaza passandogli nei giorni scorsi un’informazione falsa (attribuita direttamente a Mubarak) sul fatto che gli israeliani non avrebbero attaccato tanto presto.
Il disegno appare chiaro: destituire Hamas, riconsegnare Gaza ad Abu Mazen, creare le premesse per l’accettazione dell’apartheid costruito con il muro, le colonie, il controllo militare e non solo. La “soluzione” prospettata da questa strategia non è neppure quella dei “due Stati”, ma solo la concessione di limitatissimi poteri ad una mafia corrotta all’interno di piccoli bantustan stile Sudafrica razzista. Tutto ciò verrebbe chiamato “pace”.

Può realizzarsi un simile disegno?
Questa è la domanda fondamentale; la risposta dipende da diverse variabili. Mentre scriviamo si ha notizia di notevoli ammassamenti di truppe israeliane al confine con la Striscia e tutto lascia pensare che prima o poi verrà lanciato anche un attacco terrestre.
Ma le sorti della causa palestinese non si giocheranno solo nell’eventuale corpo a corpo con i soldati di Tsahal nella Striscia: si decideranno anche in Cisgiordania e in Libano, perché solo l’apertura di altri fronti, unita alla Resistenza di Gaza, potrà far saltare il progetto dei razzisti israeliani.
In Cisgiordania si sono già svolte diverse manifestazioni a sostegno di Gaza, e non è escluso che dalle proteste si passi alla rivolta. Ma è dal Libano che possono arrivare novità decisive. Già nel 2006 la cattura di un gruppo di soldati israeliani (che dette il via al conflitto risoltosi con la sostanziale sconfitta di Israele) venne motivata da Hezbollah come atto di solidarietà con il popolo di Gaza che anche in quel periodo subiva le quotidiane incursioni sioniste.
Ora – con la presenza delle truppe della Unifil-2 (comprendenti circa 2.500 soldati italiani) – le cose in Libano sono più complicate; inoltre sembra che questa volta Israele non intenda farsi cogliere di sorpresa sul Fronte Nord e che addirittura provochi, con incursioni aeree nel Libano meridionale. Ma è difficile ipotizzare che Hezbollah possa rimanere inerte di fronte al massacro di Gaza.


Ed ancora
L’attacco israeliano ha sicuramente anche altri obiettivi di carattere geopolitico. Una sconfitta della resistenza palestinese sarebbe un duro colpo anche per l’Iran e per le sue ambizioni di potenza regionale. Potrà Teheran limitarsi ai generici appelli ai musulmani? Difficile a dirsi, ma dalla risposta che verrà data a questo interrogativo dipenderanno molte cose. In gioco, in questo caso, è la credibilità della leadership iraniana, credibilità che si è rafforzata negli ultimi anni, ma che ora si trova davantiad una prova decisiva.
Senza dubbio gli strateghi di Tel Aviv (e di Washington) hanno calcolato attentamente anche questa variabile, pensando di piegarla in ogni caso a proprio vantaggio. Ma a volte, si sa, certi calcoli si rivelano fallaci. E noi speriamo proprio che lo siano.

La Redazione Campo Antimperialista

Un messaggio cordiale di fine anno a tg1 tg2 rete 4 canale 5 italia uno, Claudio Pagliara su tutti,
ma anche il tg3:
ANDATE A FARE IN CULO.
 
Siamo sotto le bombe a Gaza,
e molte sono cadute a poche centinaia di metri da casa mia.
 
E amici miei,
ci sono rimasti sotto.
 
Siamo a 160 morti sinora,
una strage senza precedenti.
 
Terroristi?
Hanno spianato il porto , dinnanzi a casa mia
e raso al suolo le centrali di polizia.
 
Mi riferiscono che i media italiani tutti in toto danno per buono il comunicato militare israeliano di base terroristiche bombardate.
Cazzate.
Li ho conosciuto, questi ragazzi,
li ho salutati tutti i giorni recandomi al porto per pescare coi pescatori palestinesi, o la sera per recarmi nei caffè del centro.
Diversi li conoscevo per nome. Un nome, una storia, una famiglia.
 
Sono giovani, diciotto ventanni,
per lo più che se ne fottono di Fatah e Hamas,
che si sono arruolati nella polizia per poter aver assicurato un lavoro in una Gaza che sotto assedio ha l'80 perce tno di popolazione disoccupata.
 
Aprite le orecchie,
colletti bianchi della disinformazione occidentale.
Queste divise ammazzate oggi (senza contare le decine di civile che si trovavano a passare per caso, molti bambini stavano tornando a casa da scuola)
sono i nostri poliziotti di quartiere.
Se ne stavano tutti i giorni dell'anno a presidiare la stessa piazza,
la stessa strada,
li ho presi in giro solo ieri notte per come erano imbaccuccati per riparsi dal freddo,
dinnanzi a casa mia.
 
Non hanno mai sparato un colpo verso Israele,
ne mai lo avrebbero fatto, non è nella loro mansione.
Si occupano della sicurezza interna,
e qui al porto siamo ben distanti dai confini israeliani.
 
Ho una videocamera con me ma sono un pessimo cameraman,
perchè non riesco a riprendere i corpi maciullati e i volti in lacrime.
Non ce la faccio.
Non riesco perchè sto piangendo anche io.
 
Ambulanze e sirene in ogni dove,
in cielo continuano a sfrecciaree i caccia israeliani con il loro carico di terrore e morte.
Devo  correre,
all'ospedale AL Shifa necessitano di sangue.
 
non sono umani,
credo che non lo siano mai stati.

L’abbiamo tenuto per ultimo, questo breve reportage di Vittorio Arrigoni, perché ne condividiamo il messaggio e soprattutto l’augurio. Buone feste, se potete.

Alessandra Colla

Orion on Line

postato da: BascoNero89 alle ore 20:57 | Permalink | commenti
categoria:politica, notizie dallestero, il vostro mondo
martedì, 30 dicembre 2008

Straordinario documentario sul sistema bancario e sulla globalizzazione. Fatto molto bene e comprensibile ai più. Unica pecca: i sottotitoli in italiano...

Questa è solo la prima parte. Le altre si trovano su www.youtube.com

postato da: dallaltraparte alle ore 19:11 | Permalink | commenti
categoria:video, il vostro mondo
martedì, 30 dicembre 2008

COMUNICATO STAMPA

Palermo, 30 dicembre – Ieri mattina si è conclusa l’operazione di CasaPound “Regala un sorriso” con la consegna all’ass. D.I.A. (Donne in affitto) di giocattoli raccolti durante tutto il mese di dicembre.

“Notevole è stata la partecipazione dei cittadini che hanno portato centinaia di giocattoli presso i nostri locali dimostrando essere viva quella solidarietà di cui la nostra nazione ha particolarmente bisogno in un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando” spiega Andrea La Barbera di CasaPound Palermo, “Visitando la sede dell’ass. D.I.A., sita nel quartiere di San Filippo Neri, meglio conosciuto come Zen 2, i nostri militanti hanno potuto osservare il fallimento della politica democristiana e dei loro eredi che ha portato a distanza di decenni a situazioni di estremo degrado” conclude il portavoce di CasaPound “Parlando con la responsabile di D.I.A. Francesca Trapani abbiamo deciso, quindi, di instaurare una collaborazione più assidua per sostenere i bisogni degli abitanti del quartiere.

CasaPound Palermo ricorda, inoltre, che nei prossimi giorni si concluderà la raccolta di vestiti da donare a delle famiglie italiane. Chiunque volesse contribuire può portarli in via Tevere 4 presso i locali dell’ass. Area Ardita, aperta dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 20.

www.palermoantagonista.tk


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categoria:politica, politica siciliana, casapound palermo
martedì, 30 dicembre 2008

Due anni fa, nel nome di tutti i fondamentalismi riuniti, uccidemmo il Rais

Due anni fa, il 30 dicembre 2006, il legittimo Capo di Stato di una nazione sovrana, che noi stessi abbiamo invaso, destabilizzato e gettato nel baratro della guerra civile, tribale e di religione, veniva assassinato dal governo fantoccio degli occupanti. A decretare la morte del Rais e dell'Iraq i fondamentalisti capitalisti, ebraici e islamici tutti insieme. Tel Aviv, Londra, Washington e Teheran hanno sulla coscienza la fine di un popolo libero, fiero, autonomo e in crescita e del suo legittimo rappresentante. Saddam ha dato una grande prova nella vita, nell'azione politica e nella fermezza di fronte alla morte. I mortiferi, che si proclamano, come sempre “liberatori”, hanno dato invece una prova ben meschina e ottusa. La loro ingordigia cieca e intollerante mal si concilia con le prove cui la situazione globale li chiama a confrontarsi. Alla distanza sarà l'esempio di Saddam che avrà la meglio.

Noreporter.org

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categoria:in memoriam
martedì, 30 dicembre 2008

Con i piccoli di Beslan, di Gaza e del popolo Karen

L' ENNESIMO ATTO TERRORISTICO CHE RIMARRA' IMPUNITO. IL REGIME SEGREGAZIONISTA DI TEL AVIV CONTINUA IL MASSACRO DEI LEGITTIMI ABITANTI DELLA PALESTINA. ALTERNATIVA ANTAGONISTA E LA COMUNITA' SOLIDARISTA POPOLI FARANNO IL POSSIBILE PER DAR VITA AD UN PROGETTO INDIRIZZATO AL SOSTEGNO DELL'INFANZIA DI QUEL POPOLO. LA SOLIDARIETA' A PAROLE DEVE LASCIAR SPAZIO ANCORA UNA VOLTA ALLE AZIONI. PER I KAREN, PER I BAMBINI DI BESLAN, PER QUELLI PALESTINESI: FACCIAMO CRESCERE TUTTI INSIEME LA PORTATA DEL NOSTRO CONCRETO AIUTO ALLA CAUSA DI CHI PAGA CON LA VITA LE POLITICHE DI ASSASSINI SENZA SCRUPOLI, SIANO ESSI GLI OCCUPANTI RAZZISTI DELLO STATO KAREN E DELLA PALESTINA O LE NARCOMAFIE DEL CAUCASO.

Comunità Solidarista Popoli

postato da: BascoNero89 alle ore 11:05 | Permalink | commenti
categoria:politica, militanza, notizie dallestero
lunedì, 29 dicembre 2008

Una storiella italiota che dimostra chiaramente quanto la nostra gente sia caduta in basso. Come quest'Antonella; la faremo eurodeputata?

PER COLPA di quella rapina, ancora oggi ho gli incubi alla notte”. Così dopo averci pensato su un po', alla fine Antonella Pregnolato, ha deciso di chiedere il risarcimento alla sua banca tramite il proprio legale Giacomo Fornaciari. In 22 settembre di quest'anno, per l'ennesima volta, è stata rapinata la filiale di Calerno del Credem (nella foto, davanti alla banca). In questa circostanza il bandito, aveva anche preso a schiaffi il cassiere. Al momento dell'irruzione del rapinatore all'interno della banca, oltre ai due impiegati c'era anche una cliente, appunto Antonella Pregnolato, che all'epoca avevaanche seri problemi di deambulazione. “Proprio in quel periodo — spiega la donna — dovevo essere operata a un ginocchio e camminavo con le stampelle.Quel giorno, è stato davvero terribile, visto anche l'aggressività dimostrata dal bandito. Mio Dio, mi sono detta, quello adesso aggredisce anche me!”. DOPO LA RAPINA, Antonella aveva accusato anche un malore, tanto che volevano chiamare un'ambulanza. “Lì per lì spiega ancora — ho cercato di farmi coraggio: mi passerà, mi sono detta. Ma purtroppo, già la notte stessa, ho iniziato a avere gli incubi. Stavo e sto ancora male, solo a parlarne, mi trema la voce”. Passano i giorni, ma non la paura, e Antonella è costretta a rivolgersi a uno psicologo, da allora deve sempre prendere le medicine. “Non era la prima volta che quella banca veniva rapinata — riprende Antonella — Per qualche giorno dopo le rapine mettono una guardia e poi più nulla. Quel giorno il rapinatore è entrato con un cutter ma nessun dispositivo ha suonato. Insomma, io quando vado in banca ritengo, anzi, pretendo di dovere essere al sicuro e non in balia dei rapinatori. Così ho detto basta, credo di avere pieno diritto a un risarcimento”. NEI GIORNI SCORSI, l'avvocato Giacomo Fornaciari, ha inviato la lettera alla banca, con la quale preannunciava la richiesta di risarcimento. “Siamo solo all'inizio — spiega il legale — Ancora non ho ricevuto nessuna risposta, ma certamente la mia cliente è decisa ad andare avanti”. Ancora oggi dunque questa altra vittima di quella rapina, quando chiude gli occhi rivede quelle scene, una situazione che sta pesantemente condizionando la sua vita. E non è giusto.

A questa qui non resta che augurare qualche mese nei campi palestinesi o nelle risiere asiatiche tanto per avere una lezione minima di vita.

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lunedì, 29 dicembre 2008

Nel secondo mese di vita il Movimento Augusto ripropone il suo accostamento tra Ottaviano e Benito Mussolini

Ultimamente è tornata molto di moda l’espressione “la prima marcia su Roma” – formula coniata da Ronald Syme nella sua splendida The Roman Revolution (1939) –, ossia quella che iniziò il futuro Augusto il 19 agosto del 43 a.C. attraversando il Rubicone (come già fece suo padre Cesare). Si era appena conclusa la cosiddetta “guerra di Modena” tra Ottaviano, investito del potere dal senato, e Antonio; durante i combattimenti perirono – in maniera più che sospetta – i due consoli Irzio e Pansa: Roma ora non aveva più i sommi magistrati che reggevano la repubblica. Questo vuoto di potere – casuale o abilmente macchinato – offrì a Ottaviano la tanto agognata “occasione” (kairòs in greco): richiese al senato il consolato per sé e ricompense ai suoi soldati; al netto rifiuto non esitò a marciare sull’Urbe. Il giovanissimo Ottaviano (aveva solo diciannove anni!) era precoce, e mostrò tutta la sua abilità politica prima di entrare al senato: quest’ultimo gli aveva mandato a dire che era possibile indire regolari elezioni a cui gli era lecito partecipare (concessione già di per sé inaudita, giacché l’età minima per rivestire il consolato era di 43 anni). Ma a rifiuto Ottaviano oppose rifiuto, entrò nella curia e, gettando indietro il mantello e mostrando l'elsa della spada quasi del tutto sguainata, tuonò: «Questa lo farà console se non lo farete voi!». Allora Cicerone, prototipo del vecchio statista, si abbandonò a imbarazzanti blandizie nei confronti di Ottaviano, con il recondito, benché vano, intento di poter meglio controllare il «ragazzo» (così lo chiamava nelle sue lettere). Questo ricordò a Syme il vecchio Giolitti che, dapprima umiliandosi, tentò invano di “pilotare”, previa marcia su Roma, il giovane (aveva appena trentanove anni) e arrembante Mussolini. Ma il paragone tra Augusto e Mussolini per la Mostra Augustea della Romanità riguardava certamente le figure di Augusto e di Mussolini in quanto statisti. Se durante la campagna etiopica, infatti, il Duce fu accostato, come si addiceva al fondatore del sorgente impero, a Cesare, negli anni successivi la propaganda del regime fascista pose l’accento sul Mussolini ordinatore dello Stato. La contrapposizione Cesare-Augusto aveva ispirato anni prima l’opera di Guglielmo Ferrero (1871 – 1942) Grandezza e decadenza di Roma (1906-7 in 5 volumi) che lodava il lavoro oscuro e paziente di Augusto (in antitesi con quello più appariscente e risonante di Cesare) identificandolo con Giolitti: paragone che certamente nobilitava oltremodo il vecchio statista italiano. Al contrario la personalità politica di Benito Mussolini (1883 – 1945), grazie alla sua imponente e lungimirante opera di strutturazione del regime fascista, meglio si attagliava a quell’Augusto che, da vero “architetto”, aveva dato forma al Principato con riforme che investirono quasi tutti gli aspetti dell’apparato statale romano. Altro tratto in comune tra i due “duci”, fu il carattere restauratore delle due rivoluzioni a cui diedero vita: Augusto, nel fondare il nuovo Stato, si propose di restaurare – per l’appunto – la tanto amata Res Publica, attraverso un oculato compromesso formale (come scrisse Tacito, i nomi erano gli stessi ma altri erano i concetti che essi esprimevano); anche Mussolini aveva donato alla rivoluzione fascista una connotazione non già sovversiva, bensì restauratrice. Ora che tale rivoluzione si stava esaurendo, e il Fascismo si andava affermando quindi come Regime, fu logica – e tutt’altro che peregrina – l’identificazione di Mussolini con Augusto. Un ulteriore carattere lega, infine, i due statisti: l’auctoritas, la quale era la base del loro potere e che traeva la propria forza e legittimazione dal consenso pressoché unanime del popolo di cui essi godevano. Tuttavia gli eventi che conclusero le loro esistenze non possono che differire in maniera più netta. Augusto morì alla veneranda età di quasi settantasei anni, con l’intima soddisfazione di aver edificato le fondamenta della Roma imperiale col plauso dei contemporanei e dei posteri; al contrario Mussolini soffrì il patibolo, al quale si avviò con l’animo sconsolato di chi è stato tradito da un popolo che tanto aveva amato, che, ingrato, avrebbe bestemmiato il suo nome nei decenni a venire.

Augusto Movimento

L'AVGVSTO nasce come movimento universitario d'avanguardia culturale, incontro spontaneo di studenti Ribelli.

Si propone come guida per l'informazione e l'approfondimento di temi che spaziano dall'attualità alle radici del pensiero occidentale.

Vuole ridare lustro e spessore all'università italiana, divenuta sempre più luogo di fossilizzazione e sterili proteste, copertina-copertura di interessi egoistici e privilegi spesso
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La sua battaglia ideale sarà salda nei princìpi ma dinamica nelle espressioni, aperta ad ogni dibattito: non cerca nessuno non rifiuta nessuno.

Pronto ad ogni sfida per elettrizzare il torpore contemporaneo che soffoca i nostri giovani entusiasmi.

L'AVGVSTO è sintesi di antico e moderno per un nuovo e vigoroso slancio verso l'avvenire.

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