categoria:militanza, politica siciliana

notizie dal fronte Karen:
da giorni l'esercito birmano sta bombardando il villaggio di "boe wae hta" uccidendo civili e colpendo l'ospedale, le case, e tutto il resto.
I volontari di Popoli sono là.
Domani 1 settembre andremo sotto l'ambasciata birmana per protestare contro questa ennesima "invisibile" offensiva e per chiedere l'immediato arresto della stessa.
massima partecipazione e diffusione.
Roma, Via della camilluccia 551 ore 18
Partita la prima missione de l'Uomo Libero in Birmania.
La missione, coordinata con l'Associazione "Popoli" di Verona, ha lo scopo di verificare e sostenere lo stato dell'avanzamento dei lavori iniziati ad aprile di quest'anno.
Durante i 15 giorni circa di permanenza i volontari de l'Uomo Libero verificheranno e documenteranno infatti la realizzazione e lo stato d'arte della prima fase di “Terra – Identità” che prevede:
v la bonifica, la lavorazione e la semina di un terreno di circa 60 ettari come fonte di sostentamento primaria;
v la costruzione delle abitazioni per le famiglie di profughi Karen, che potranno così lasciare i centri profughi dove sono ora "ospitati" e ricostruirsi una vita;
v la costruzione, infine, di un edificio rurale che fungerà da magazzino e da ricovero per gli attrezzi, oltre che da luogo di ristoro per i contadini.
L'Associazione "Popoli" sarà impegnata invece sul lato della gestione delle cliniche costruite negli scorsi anni e nell'addestramento della popolazione locale.
Al ritorno dalla missione sarà allestita una mostra fotografica itinerante per poter meglio conoscere le condizioni di vita del popolo Karen e la difficile situazione di quelle terre così lontane. Se vuoi partecipare all'organizzazione della mostra e di un convegno nella tua città, scrivi a karen@luomolibero.it.
Alla missione, oltre ai volontari de l'Uomo Libero e di Popoli, partecipa Graziano Cecchini, il geniale autore della Fontana di Trevi di colore rosso da poco nominato "Assessore al nulla" dal sindaco Sgarbi presso il Comune di Salemi, che si è dimostrato particolarmente sensibile alla tragica situazione del popolo Karen e di quello tibetano, come tra l'altro ribadito recentemente per mezzo di una sua azione a Roma.
www.luomolibero.it
news @ luomolibero.it
La codardia fisica non ha ormai piu' limiti.
Nello spazio di quarant'anni la devirilizzazione ha raggiunto un parossismo tale che rende difficilmente concepibile il fatto che i rammolliti che ormai siamo diventati possano ancora guardare i nostri genitori, i nostri nonni e, al di là di loro, la storia del nostro popolo senza morire immediatamente di vergogna.
Il peggio é che questa diarrea generale si cammuffa sotto gli orpelli di una buona coscienza composta da un discorsco pasticciato sulla "tolleranza", la "non-violenza" e altri valori femminili istericamente promossi dal neo-matriarcato moderno.
La "non-violenza", pero', é degna solo quando si tratta di una vera scelta.
Per poter scegliere di non dare colpi, bisogna essere comunque capaci di darli.
Siamo dei vigliacchi che attingono in un arsenale senza fondo di argomentazioni ideologiche per non doverlo ammettere.
Certo, non ne siamo del tutto responsabili, e quelle che oggi ci coprono di vergogna per non aver fatto nulla di fronte agli energumeni che proferivano oscenità sulla lunghezza della loro gonna sono senza dubbio le prime colpevoli.
Hanno voluto degli uomini che passano lo straccio, hanno degli stracci di uomini. Che ne approfittino.
Zentropa
La bandiera che issata sul tetto del Palazzo Comunale di Salemi rischia di non essere mai ammainata. E' quella del Tibet: l'allegra brigata composta dal sindaco Vittorio Sgarbi e dall'assessore ai Diritti Umani, Oliviero Toscani, si ripromette di esporla fino a quando il governo di Pechino non concederà piena autonomia ai concittadini del Dalai Lama. Vuol dire che resterà a sventolare lassù per sempre, opina il fotografo autore delle più controverse campagne di comunicazione degli ultimi decenni. Domani andrà in Umbria per ricevere, dalle mani di Paolo Bonolis, il premio alla creatività per la rassegna "Life in Gubbio". Intanto, in Sicilia si "diverte". Da quando qui c'è Sgarbi avete capito tutti dov'è Salemi, scherza Toscani - e possiamo fare cose concrete, non "politicate" a vuoto. Vittorio & Oliviero hanno anche approvato la missione dell'assessore al Nulla Graziano Cecchini (il futurista della Fontana di Trevi in rosso) infiltratosi in territorio birmano. Ogni tanto manda notizie: e chi lo ammazza, lui?.
Il Tibet, Myanmar...Toscani, ma a queste battaglie di solidarietà si aderisce per sincera convinzione o magari solo per obbligatorio idealismo? E' il conformismo della democrazia, e va bene così. Io non voglio fare il rivoluzionario, semmai provocare. Ma a Salemi non abbiamo affari con la Cina, possiamo permetterci di dire le cose come stanno. Si alza la bandiera, e tutti felici. Mica facciamo solo quello. Con la mia Bottega della comunicazione abbiamo bandito un concorso per architetti di fama mondiale per far costruire un ministero...pardon, un monastero buddista sulla montagna della Pomaia, nel Pisano. Lì sul crinale c'è una cicatrice aperta, è la cava di pietra con cui hanno realizzato l'autostrada. La richiuderemo. "Ministero" invece di "monastero": lapsus impagabile. Ci ta: i conventi sono i luoghi del marketing delle religioni, che hanno i loro amministratori. Che dire dell'amministratore cattolico? Ratzinger? Fortissimo, un grande nemico per gli antipapi, grazie al suo particolare cinismo. Non è un Giovanni XXIII?E neppure un Wojtyla. Hmm. No. E Benedetto XVI mi intriga perché combatte strenuamente l'omosessualità fra i preti. Io che, mio malgrado, ho frequentato in gioventù un collegio so che rischi si corrono, sul piano fisico. Ha presente la "Mala education" di Almodovar?. Ma la sua non era una famiglia laica? Sì, ma avevano scoperto che invece di andare a scuola mi infilavo nei cinema, e decisero che avevo bisogno di disciplina. Però qualcuno di quelli con la tonaca attentava alla mia virtù. Un marziano le chiede un'immagine per raccontare l'Italia. Vediamo...Scatterei una foto inttitolata "la strage delle madri". Per salvare questo Paese dobbiamo rendere orfani quei milioni di giovani che girano con il cachemire annodato in vita e la pappa fatta. I ragazzi italiani devono andare a capire il mondo: tra gli europei sono quelli che parlano meno lingue straniere. E con un omicidio di massa risaniamo l'Italia? Questo Paese di merda; sopravvive grazie all'autodisciplina di una minoranza che ha voglia di lavorare. Pensiamo di essere bravi, poi vai all'estero e se competi con un tedesco o un inglese devi dimostrare di essere un professionista, e loro no. Ci sentiamo campioni del mondo di tutto, anche quando producevamo vino al metanolo e dicevamo che era meglio del Bordeaux. In Francia sono ignoranti, ma la loro destra è più a sinistra del Pd. Il partito che lei ha definito la "zuppa di Veltroni". Immangiabile, no? Questa sinistra la racconti con cinque "p". Quali? Presunzione, pigrizia, pessimismo, paura. E pirla, detto con affetto a chi so io. Basta con questo strano buonismo, la sicumera di credersi dalla parte giusta della Storia. Si sentono anche loro unti dal signore: c'è un'analogia trasversale con Berlusconi, che dal canto suo propugna un sistema di comunicazione sovietico. Se le chiedono uno slogan per rilanciare il Pd? "Chi ha perso anche soltanto una volta deve andare a casa. Per serietà politica". Obama? Vincerà, e sarà il primo presidente ad affrontare la questione dell'abolizione della pena di morte in tutti gli Usa. Ma temo per la sua incolumità fisica, per quell'America neppure troppo profonda che lo respinge.
Vivamafarka.com
L'enclave balcanico del riciclaggio, detto Kosovo, annuncia un pil record. Guarda un po'

Il Pil del Kosovo è cresciuto del 3,5% nel 2008 stando all'ultimo rapporto della Banca Centrale del Kosovo. Questo incremento, riporta l'ufficio Ice di Skopje è stato favorito dalla dinamicita' dei consumi privati e dagli investimenti esteri. Il tasso d'inflazione nel 2007 ha toccato il 4,4%, un aumento rispetto agli anni precedenti dovuto in parte al rapido incremento dei prezzi dell'energia e del petrolio nel mondo. Il budget del Paese ha registrato un surplus di 233,7 milioni di euro, perlopiu' dovuto alla privatizzazione e la vendita di aziende statali. Il settore bancario rimane ancora uno dei principali fattori per lo sviluppo dell'industria finanziaria del Kosovo.
Industria finanziaria? Termine tecnico per il riciclaggio narco.
Noreporter.org
Per l'avventuriero georgiano Saakashvili serve una strage apocalittica per imporre il Nuovo Ordine Mondiale

"Questa cosa non riguarda più soltanto la Georgia", ha detto Mikheil Saakashvili, presidente della Georgia, al giornalista Wolf Blitzer di CNN, il 10 agosto scorso. Gustandosi la notorietà internazionale raggiunta, Saakashvili ha ecceduto nella retorica: "Questo riguarda i valori fondamentali dell'umanità… Si tratta del futuro dell'ordine mondiale. E penso che vi siano in ballo cose più grandi che la sola Georgia. Quanto a me, sono preoccupato per la mia nazione. Ma per il mondo in senso lato, si tratta del futuro ordine mondiale".
Il guerramondialfondaio parla a nome dei banchieri apolidi e del gotha del Crimine Organizzato. E la strage apocalittica è davvero possibile. Ne sarà felice il maggiordomo Casini.
Noreporter.org
Il generale morì in Africa nel 1936. L'aeroporto era stato ribattezzato a favore di un deputato comunista

La giunta di Comiso ha deliberato il ripristino del vecchio nome dell'aeroporto e cancellato l'intitolazione a Pio La Torre. L'aeroporto torna a chiamarsi con il nome del generale Vincenzo Magliocco, morto in Africa nel 1936. Il nome di Pio La Torre, il parlamentare del Pci ucciso dalla mafia nell'82, era stato deciso il 30 aprile dello scorso anno, quando l'allora sindaco di centrosinistra, Pippo Digiacomo, organizzò una cerimonia per i 25 anni dell'assassinio.
Alle ore 6 (11 locali) la giunta birmana ha sferrato un attacco contro l'inerme popolazione Karen
Questa mattina alle ore 6 (11 locali) l'esercito birmano ha iniziato i bombordamenti con mortai pesanti al villaggio di Boe Wae Hti.
I bombardamenti continuano ininterrotti da diverse ore e non possono che presagire il peggio nelle prossime ore.
In questi giorni sono in birmani i volontari de l'Uomo Libero, dell'Associazione "Popoli" di Verona e il futurista Graziano Cecchini.
Proprio quest'ultimo, contattato dalla nostra redazione poco fa, mentre rilasciava un'intervista alla BBC sulle tragica situazione di queste ore, ha rilanciato il suo impegno verso il popolo Karen.
maggiori info:
La pace nel Caucaso? Iniziamo a costruirla dai Balcani

Il riconoscimento da parte russa delle repubbliche di Abkazia e Ossezia del sud, dettato dalla necessità d'impedire la pulizia etnica intrapresa dai georgiani che fu la causa scatenante del conflitto dell'8 agosto, mette la UE alle prese con la sua fragilità interna. Gli atlantisti spingono per un secco no al proclama moscovita e dettano in qualche modo la presa di posizione ufficiale euroccidentale. Posizione tutt'altro che univoca od omogenea perché mentre l'Inghilterra alza i toni, la Francia parla di errore, l'Italia richiama alla prudenza e la Germania dice che ci vuole dialogo. Una posizione più ferma, che tenendo conto degli interessi europei, del buon senso e della giustizia tout court, non potrebbe che essere nettamente filo-russa, è ostacolata dalla necessità di contenere il variegato fronte americanista. Questo si compone di Paesi letteralmente acquistati e sostanzialmente servili (Polonia e Repubblica Ceca), dell'alleato storico di Wall Street (Londra) con codazzo di area nordico/protestante Wasp e delle ex repubbliche sovietiche. Tuttavia il fornte atlantista è a sua volta fragile e poco coeso. L'Inghilterra, ad esempio, è in rotta su tutta la linea (geopolitica di droga e petrolio, finanza) e sempre più attratta dall'orbita europea. I Paesi baltici sono spinti da un revanscismo antirusso che, però, è più dettato dal timore di perdere l'indipendenza che altro. L'Ucraina sta alzando il tiro; ma, di fatto, è il suo Presidente Yushenko che getta benzina sul fuoco nella speranza avventata e sventurata di uscire dalla sua crisi (i sondaggi gli hanno attribuito una popolarità di appena 7%) scatenando una crisi generalizzata. Gli ucraini si dimostrano molto più prudenti di lui e anche la premier Tymoshenko dà segni di ponderazione. Chiamata a prendere posizione tra due fuochi (non dimentichiamo che è stata Washington a far precipitare la crisi prima con le sue dichiarazioni esaltate ed assurde e poi con l'invio di una flotta da guerra nel Mar Nero), la UE non sa che pesci prendere. Si parla di un incontro internazionale in ottobre per proporre la pace nel Caucaso; ma è ben difficile riuscire a convincere i russi a parteciparvi se si continua a prendere una posizione pubblica unilaterale e dettata dalla mala fede, come tutti gli addetti ai lavori ben sanno. Allora, come atto preliminare, non sarebbe il caso di disconoscere l'indipendenza unilaterale del Kosovo che ci siamo affrettati ad accettare senza riflettere, e richiedere la sua restituzione alla Serbia? Partendo dai Balcani (ove l'attacco americano all'Europa e alla Russia è iniziato) la diplomazia potrebbe estendersi al Caucaso e provare a trovare una soluzione condivisa e stabile.
Gabriele Adinolfi
Provando a preparare qualcosa di buono per i giovanissimi superstiti cerchiamo intanto di ricordare, ognuno come può, la strage (dal 1 al 3 settembre)

Dal 1 al 3 settembre di quattro anni fa aveva luogo a Beslan una delle più odiose stragi della storia. Sfruttando il sostegno economico e logistico di rispettabilissimi magnati del petrolio e della droga che intendono destabilizzare il Caucaso, una banda di pazzi sanguinari prendeva in ostaggio una scolaresca e i suoi genitori. Per tre giorni l'orgia di follia proseguiva senza sosta. Bambini uccisi, torturati o mutilati, genitori seviziati e assassinati sotto gli occhi dei figlioli; e ciò finché le truppe speciali russe non mettevano fine all'incubo degli incubi effettuando l'incursione decisiva. I bambini superstiti, ormai adolescenti, si portano ancora addosso le sequele fisiche e morali oltre alle conseguenze affettive ed economiche che ricadono su chi ha perso i genitori. Lo scorso natale noreporter ha lanciato una campagna di raccolta doni per i 27 bambini di cui conosciamo le generalità; ci avete ascoltato: sono partiti oltre cento pacchi e di questo andiamo orgogliosi. Quest'anno intendiamo non solo insistere ma provare a fare di più, invitando associazioni e/o istituzioni a organizzare dei soggiorni in Italia per questi piccoli sventurati.
Intanto, come marchio d'inizio, nell'anniversario della strage, invitiamo tutti a trovare modo di ricordarla, di dare un segnale che significhi al contempo solidarietà alle giovani vittime e la ferma convinzione che i signori della polvere bianca, del petrolio, del traffico d'armi e di uomini, non prevarranno. Forza Beslan, siamo con te!
Noreporter.org
Il 28 agosto di ventotto anni fa venivano emessi ventotto mandati di cattura per il primo depistaggio sulla strage di Bologna

28 agosto di ventotto anni fa venivano emessi ventotto mandati di cattura in quello che fu il primo depistaggio sulla strage di Bologna. Le accuse strampalate, fantasiose, grottesche, erano state confezionate da agenti dei servizi (sia militare che civile), che, si sarebbe poi saputo, erano tutti membri della loggia P2. Ventotto vite venivano così condizionate o determinate da questo golpe consumato da un pool di spie e di magistrati.
Ventidue persone vennero infatti arrestate e non tutte se la cavarono con detenzioni brevi, sei finirono latitanti; in ogni caso le loro vite cambiarono corso e ciò solo per l'arbitrio di chi ha potere. Non era che l'inizio: andata in fumo in meno di un anno la montatura, ne seguivano altre a ripetizione fino a giungere alla sentenza che stabiliva la “colpevolezza” di Luigi Ciavardini benché contro di lui non esistessero nemmeno indizi o elementi per un rinvio a giudizio e benché ogni uomo che si sia interessato alla strage e al terrorismo (da Andreotti a Cossiga, da Fragalà a Pellegrino) abbia chiaramente espresso parere sulla sua non colpevolezza.
Noreporter.org
Comincia ad essere parere di molti che dietro l'attacco georgiano ad Ossezia e Abkhazia ci siano gli USA.
MOSCA - A lungo nell'ombra per la crisi in Caucaso, il primo ministro russo Vladimiri Putin ruba la scena oggi al 'suo' presidente Dmitri Medvedev ipotizzando in una intervista alla Cnn che gli Usa abbiano creato ad hoc il conflitto in Ossezia del sud per favorire un candidato alle elezioni presidenziali americane. Accuse "irrazionali" secondo Washington, ma che pesano come un macigno sulla ambiguità del ruolo statunitense nel conflitto, oggi messo in luce anche dalle scoperte fatte dai militari russi su degli Hummer, mezzi blindati Usa, sequestrati ai georgiani.
Mentre il parlamento georgiano decide di rompere le relazioni diplomatiche con Mosca, Medvedev incassa un primo, condizionato appoggio estero alla reazione russa in Georgia dai paesi del Gruppo di Shangai (con la Russia, la Cina e le repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale) e la presidenza di turno francese dell'Ue annuncia e poi ritratta la minaccia di sanzioni nei confronti di Mosca. In Putin sorge il sospetto "che qualcuno negli Stati Uniti abbia creato apposta questo conflitto, per aggravare la situazione e avvantaggiare uno dei candidati nella lotta per le elezioni presidenziali americane". Sospetto cui le forze armate russe danno un ulteriore avallo: Washington avrebbe partecipato direttamente nel conflitto russo contro Tbilisi, fornendo ai georgiani le coordinate di aerei nemici da abbattere. Il problema, ha sottolineato il premier in una intervista alla Cnn largamente anticipata dai media russi, "non sta solo nel fatto che l'amministrazione Usa non abbia potuto trattenere i georgiani dal compiere questa azione criminale. La parte americana di fatto ha armato e addestrato l'esercito georgiano".
A che servono le dure trattative, la ricerca di compromessi, se nei conflitti interetnici qualcuno ritiene che sia più facile "armare una delle parti ed eliminare la parte avversa?" si chiede il premier. Putin si mostra indifferente a una eventuale esclusione dal club esclusivo degli otto Grandi: "Dobbiamo forse permettere che ci uccidano, per mantenere una poltrona nel G8?". Mosca non intende "minacciare il mondo": all'intervistatore della Cnn ha precisato che "Non sono state le nostre navi ad arrivare sulle vostre coste, ma quelle americane a stare di fronte ai nostri litorali". E non userà neanche la facile arma del ricatto energetico: "Noi non politicizziamo mai i rapporti economici. E' vero che gli europei dipendono dalle nostre forniture di idrocarburi, ma anche noi dipendiamo dagli acquirenti. E' una dipendenza reciproca, e proprio questo garantisce la stabilità".
Il premier getta nuova benzina sugli incandescenti rapporti con Washington mentre il presidente russo cerca spalle amiche a est: oggi ha ottenuto una mezza vittoria diplomatica nella riunione del Gruppo di Shanghai (Sco, che raggruppa Mosca, la Cina e le repubbliche ex sovietiche dell'Asia centrale), con una dichiarazione di appoggio per l'intervento russo in Georgia, ma anche un monito sull'intangibilità dell'integrità territoriale delle nazioni. Altro non poteva pretendere da Pechino, alle prese con le rivendicazioni di Taiwan e del Tibet. Forse qualcosa di più otterrà nella riunione del Consiglio per la sicurezza collettiva (che include Russia, Bielorussia, Armenia, Kazakhstan, Kirghizistan, Uzbekistan e Tagikistan) in programma in settembre: il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko ha manifestato il suo appoggio alla decisione "moralmente inevitabile" di riconoscere Abkhazia e Ossezia del sud, e secondo il suo ambasciatore a Mosca Vassili Dolgolev potrebbe presto seguirne l'esempio.
Intanto il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner ha annunciato che nel vertice europeo di inizio settembre saranno in discussione sanzioni contro Mosca, corretto dal suo stesso dicastero che ha sottolineato come l'ipotesi non sia al vaglio di Parigi, ma che se verrà sostenuta da Paesi membri, verrà esaminata, al fine di raggiungere una posizione concorde. Sulle sanzioni e sull'inciampo di Kouchner ironizza il ministro degli esteri Serghei Lavrov: il ministro francese "parla molto", a dimostrazione dello "sconcerto" dell'Occidente perché "il suo cocchino (il presidente georgiano Mikhail Saakashvili, ndr) non ha giustificato le speranze riposte in lui". Saakashvili torna in una intervista alla televisione lituana a chiedere l'adesione immediata alla Nato, invitando l'Alleanza a non mostrarsi "debole come ha fatto a Bucarest".
Il fronte europeo, pero', si spacca apertamente sul suo conto in Grecia, dove il ministro degli esteri greco Dora Bakoyannis sottolinea che "non c'é una nuova guerra fredda" e che Saakashvili "ha commesso degli errori". Anche il britannico David Miliband, fra i più bellicosi dei rappresentanti europei, abbassa i toni dichiarando che "una guerra con la Russia è esclusa". E Mosca non perde intanto l'occasione per una nuova dimostrazione muscolare, testando con successo un altro missile Topol a lunga gittata, in grado di evitare sistemi di difesa anti-missile americani.
Fa poi notare Mark Almond, professore di storia moderna ad Oxford, che proprio Condoleezza Rice ha unilateralmente modificato gli accortdi presi con la UE togliendo di fatto la negoziazione tra Tblisi e Mosca.
Noreporter.org
Natalia R. Sono russa, scrivo dalla Russia e mi scuso degli errori in italiano. Non voglio entrare in particolari del problema della guerra i Georgia perche’ la questione e’ veramente molto complessa e riguarda i problemi etniche, politiche, economiche ecc. Ho deciso di scrivervi per un’altro motivo. Leggendo alcuni articoli e guardando quello che stanno trasmettendo diversi canali televisivi occidentali ho visto che nessuno dice il perche’ e’ iniziata quella guerra e perche’ la Russia ha fatto entrare le proprie truppe in Georgia. A mezzanotte tra il 7 e il 8 di agosto le truppe geogiane hanno cominciato senza nessun preannuncio a bombardare la capitale dell’Ossetia del Sud. Hanno bombardato le case civili, ospedali, scuole e battaglioni dei pacificatori russi che si trovavano per un’accordo internazionale in quella citta’. Da noi, in Russia sono stati interrotti tutte le trasmissioni televisivi per i telegiornali urgenti che sono usciti subito dopo la mezzanotte con questa notizia. La Russia, essendo il garante della pace in quella regione (anche perche’ in quella regione abitano tantissimi cittadini russi) ha deciso di far entrare le proprie truppe dopo che sono stati uccisi tantissime donne, bambini e 15 pacificatori russi!!! La citta e’ stata distrutta completamente!!! I georgiani non hanno lasciato nessun corridoio per portare da quella zona i feriti bombardando tutte le strade di uscita! Non ho visto questo su nessun canale estero!!! Quello che ho visto e’ il Presidente georgiano che parlava in inglese su tutti i telecanali e diceva che i russi hanno invaso la Georgia. Sullo sfondo oltre alla bandiera georgiana - la bandiera della CEE (non si sa pe quale motivo!). E subito a chiedere l’aiuto agli americani! Una provocazione per entrare alla NATO?Qualcuno di voi ha visto quello che dicono i cittadini dell’Ossetia, cioe’ quelli che hanno subito la tragedia? Come hanno passato quelli tre giorni nascondendosi negli scantinati senza acqua e cibo e con i bambini in mano? Ho i miei dubbi. Secondo me questo problema lo illustrano solo da una parte, cioe’ dalla parte georgiana.
Bravità! 