lunedì, 31 marzo 2008

«Non escludo nulla sul futuro. Per il bene del Paese, se si dovesse verificare un pareggio al Senato, la soluzione migliore sarebbe un governo di buon senso, non di parte»: lo ha affermato stasera il candidato premier del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi, in uno speciale su Telelombardia che ha diffuso le dichiarazioni del leader del Pdl. A questo proposito, ha aggiunto Berlusconi, «faccio solo due nomi: Massimo Cacciari alla Cultura e Mario Monti allo Sviluppo Economico»

SCONGIURA L'INCIUCIO

VOTA LADESTRA-FIAMMA TRICOLORE!

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categoria:politica
lunedì, 31 marzo 2008

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categoria:politica, politica siciliana
lunedì, 31 marzo 2008

CAMERATA PEPPE DIMITRI PRESENTE!!

30/03/06 - 30/03/08

postato da: BascoNero89 alle ore 20:27 | Permalink | commenti
categoria:in memoriam
lunedì, 31 marzo 2008

“Che pena il flop di Fini al cinema di Palermo: abituato alla folla che gli raduna Berlusconi, ha trovato tante belle poltrone vuote ad ascoltare le sue novità per la politica italiana”.
“Vista la bella giornata, più che fare comizi il numero due del Pdl avrebbe fatto meglio a gustare una granita in piazza Politeama”.
“Intanto, tra un ‘difetto di organizzazione’ e un altro, a via della Scrofa saltano teste e aumenta il nervosismo. E nel Lazio per Fini non andrà meglio… Se vuole averne prova, venga al Pantheon l’11 aprile alle 17.30 alla grande manifestazione de La Destra - Fiamma Tricolore”.
“Capirà dove la sta la vera Destra italiana”. Lo dichiara Luca Romagnoli, segretario nazionale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, candidato de La Destra al Senato Lazio, commentando il comizio del presidente di Alleanza Nazionale ieri al cinema Imperia del capoluogo palermitano e le dimissioni delle ‘teste di An’ in Sicilia, Pippo Scalia, coordinatore regionale, e Giampiero Cannella, coordinatore provinciale del partito di Fini a Palermo.

postato da: BascoNero89 alle ore 20:24 | Permalink | commenti
categoria:politica, politica siciliana
lunedì, 31 marzo 2008

I commenti alla morte di Matteo Bagnaresi rivelano l'iniquo e insano comportamento degli zombies con i morti

Una tragica fatalità, per questo è morto ieri il tifoso parmense Matteo Bagnaresi in una stazione di servizio dell'autostrada. Singolare il fatto che la morte abbia falciato un altro tifoso proprio nella dodicesima giornata di ritorno del campionato, ovvero la stessa in cui all'andata, sempre in una stazione di servizio, era stato ucciso Gabriele Sandri da uno sceriffo pistolero.

Nella tristezza che accompagna l'evento non possiamo però esimerci dal rilevare come la macchina di condizionamento delle menti si sia messa in moto.

Matteo Bagnaresi aveva ottenuto da poco il diritto di andare allo stadio dopo essere stato a lungo diffidato per scontri tra ultrà, frequentava i centri sociali, era, insomma, di carattere esuberante. Fosse stato uno skin o anche solo un militante di destra lo avrebbero tacciato di teppista, violento, lo avrebbero presentato urbi et orbi come qualcuno che bene o male se l'era cercata, così come avevano provato a fare, ad esempio, con Gabriele Sandri. Ma l'irrequietezza di Matteo Bagnaresi era politicamente corretta; ed ecco che addirittura alla Rai in diretta hanno parlato di “giovane impegnato in politica” e non di un fanatico socialmente pericoloso.

Non c'è quindi obiettività, non c'è equanimità, non c'è pace, non c'è dignità, non c'è misura in Italia? No, non c'è.

E questo, sia chiaro, non lo diciamo perché in qualche maniera sia condannato anche Matteo Bagnaresi bensì perché anche egli sia rispettato. E con lui tutti i giovani di cuore e d'impegno, senza che degli squallidi distributori di lodi e di biasimi si possano più permettere di cucire su ogni salma i vestiti funebri che più aggradano alle loro avvizzite e acide coscienze “civiche”!


Segue, per fornire esempio di quanto sopra, il commento del tg.com (e pensate a quelli precedenti, che riguardavano ultrà non politicamente corretti)

“Matteo Bagnaresi, 28 anni a settembre, laureato e figlio unico, aveva da poco riottenuto il diritto di andare allo stadio: per gli incidenti del 6 gennaio 2005 tra ultras parmigiani e proprio quelli bianconeri, in Parma-Juventus al Tardini, era stato raggiunto da un Daspo, il divieto a partecipare a manifestazioni sportive, della durata di 3 anni. Militante della
sinistra antagonista, era attivo nell'ambito dei centri sociali di Parma.

Sul web ancora compare la sua firma in una petizione contro un nuovo inceneritore in città e in un appello "per la liberazione degli antifascisti'' arrestati l'11 marzo 2006 a Milano. Figlio unico di un ingegnere che lavora alla Barilla, Bruno, e di una professoressa di scuola media, Cristina, Matteo era laureato in Tecniche della prevenzione sui luoghi di lavoro ed era occupato in una cooperativa che fornisce consulenza alle azienda per il rispetto della legge 626. "Un bravo ragazzo", lo ricorda un vicino di casa dove Matteo abitava con i genitori e la nonna, davanti alla residenza della famiglia una villetta a schiera in via Guido Reni, alla prima periferia della città emiliana. "Un ragazzo d'oro, a cui volevo un mondo di bene'', racconta commosso uno zio, che ha sentito la notizia alla radio ed è subito corso a Parma da Imola (Bologna), dove abita. "Matteo – aggiunge è nato un giorno prima di mio figlio, l'ho visto crescere assieme al mio. E' una tragedia incredibile".
Quando era ancora al liceo "anno 98-99, classe V G" proprio a nome dei `Boys' scrisse un articolo per il sito dello scientifico Ulivi, intitolato 'Ridateci la dignità'. Rivendicava il diritto di essere ultrà, galassia nella quale allora era entrato da un paio d'anni, e di non dover essere per questo considerati "vandali, teppisti senza ideali o a volte anche peggio". Si era convinto che in quel mondo c'erano "ferree norme non scritte" che "condannano qualsiasi forma di teppismo fine a se stesso o pestaggi sleali". Matteo era anche nel direttivo dei 'Boys', fondati una mattina d'agosto di 31 anni fa, in osteria, da una cinquantina di ragazzi sui 15-16 anni che volevano diventare la risposta alle altre tifoserie organizzate. Nella loro storia hanno poi conosciuto pure gli scontri con le forze dell'ordine, come quelli del 4 maggio '86, durante un derby con l'"odiata" Reggiana: ci furono 29 agenti feriti. "Siamo scossi da questa tragedia", ha commentato il presidente del Parma Tommaso Ghirardi, che nel pomeriggio di domenica si è recato nell'area di servizio. "I Boys si sono sempre distinti per civiltà e attaccamento alla squadra. Sono colpito per la morte di questo ragazzo di pochi anni più giovane di me". Matteo è stato ricordato anche dal nuovo vescovo di Parma, monsignor Enrico Solmi, proprio nella cerimonia del suo insediamento in città: "Facciamo sì "è stato il suo auspicio" che lo sport sia bello e sia sempre e solo un'occasione di gioire insieme".

Noreporter.org

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categoria:il vostro mondo
lunedì, 31 marzo 2008

Pronta l'agenzia stampa di aprile ad opera di Polaris. Come riceverla

Quale potenza sta minacciando le comunicazioni internazionali sabotando i cavi ottici? Chi gode per l'indipendenza kosovara? Dove va l'economia mondiale? A chi giova il traffico d'armi? Chi ha causato il nuovo record di oppio in Afghanistan? Che guerra è in atto nel continente americano tra le unioni mercantili? Perché calano gli affitti?

A queste e ad altre domande dà risposta il primo numero di Mondo Cane, agenzia stampa del Centro Studi Polaris di aprile 2008.

Per ricevere ora e poi regolarmente Mondo Cane e Orientameti & Ricerca (il notiziario-rivista di Polaris) richiedere l'abbonamento gratuito online scrivendo a marte.rea@gmail.com

Per proporre materiale, notizie, articoli, collaborazioni, scrivere a ga@gabrieleadinolfi.it

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categoria:kulturkampf
lunedì, 31 marzo 2008

Carlo Parlanti in sciopero della fame. Lettera aperta

Carlo Parlanti ha iniziato lo sciopero della fame. Nonostante le sue precarie condizioni di salute. Un gesto disperato, per farsi sentire. L'ultima iniziativa, perché tale si rivelerà, se portata avanti ad oltranza e senza nessuna concreta risposta da parte vostra.

Questa lettera aperta è indirizzata alle autorità Consolari, al Ministero degli Esteri, al Ministero di Giustizia, ad ogni autorità italiana di Polizia, da parte di noi, amici di Carlo, persone che gli vogliono bene e che non possono vederlo morire giorno dopo giorno solo per farsi sentire ed ottenere ciò che gli spetta di diritto: l'essere tutelato dal proprio Stato.

Qui si parla della vita di un uomo innocente. Le prove dell'innocenza sono visibili a tutti, sono online sul sito http://www.carloparlanti.it/volantino.htm, sono nei dossier composti dal Ministero di Giustizia e della Farnesina sul caso, sono in mano alle maggiori associazioni di diritti umani. Prove inappellabili, che dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio che nel dicembre del 2005 è stato condannato un uomo innocente per un crimine mai commesso. Il tempo del tergiversare deve finire. Si parla della vita di un uomo. E' questa la maniera nel quale lo Stato Italiano tutela i suoi cittadini? Lasciandoli morire giorno dopo giorno in un paese straniero con la scusa di non "dovere irrigidire" i rapporti con lo stesso, anche quando vi sono palesi dimostrazioni che quest'ultimo ha sbagliato? Con quale coraggio voi, nostri rappresentanti riuscite a dormire la notte sapendo di non avere fatto abbastanza per tutelarlo? Noi vi eleggiamo a nostri portavoce, ci affidiamo completamente a voi e tutto ciò che otteniamo è un paese che va alla rovina ed il calpestamento dei nostri diritti basilari.

C'è un uomo, rinchiuso nel carcere di Avenal. Non è un animale, è una persona come noi e come voi. E' innocente. E troppe volte abbiamo visto lo Stato Italiano correre a tutelare i colpevoli, facendoli uscire di prigione e sostenendoli economicamente. Perché Carlo Parlanti, da innocente, deve morire abbandonato da tutti?

Qui lanciamo un appello anche ai politici che hanno speso parole, e soldi per aiutare Carlo. On. Guidoni, On. Zacchera, On. Bucchino, On. Romagnoli, Sen. Cutrufo, e tutti gli altri che negli anni hanno palesato interesse per la vicenda di Carlo: dateci una mano voi, aiutateci in qualche modo. E' una persona innocente quella che si trova dentro al carcere di Avenal. Una persona disperata ma piena di dignità, che preferisce lasciarsi morire piano piano piuttosto che diventare schiavo di un sistema corrotto che lo ha punito per un crimine che non ha mai commesso. "Se mi rendono schiavo, dopo avermi rinchiuso, picchiato, incatenato ad un letto, perdo l'unica ragione di vita che mi è rimasta". Sono sue parole, mentre si tentava, senza successo di dissuaderlo dal compiere simili passi. Ma come dargli torto se continua ad essere rinchiuso, se nessuno dei nostri governanti tiene conto del fatto che è innocente e che le prove della sua innocenza siano chiare e visibili a tutti?

Perché questo silenzio? Perché questa paura di dire: "Si, la Contea di Ventura in California ha sbagliato"? Perché tacere e far finta che il Parlanti non esista, che la sua sofferenza non esista, che le prove della sua innocenza non esistono? Perché questo rendersi complici di un reato? Del lento omicidio di quest'uomo? Noi non possiamo, ma soprattutto non vogliamo stare zitti. Non vogliamo essere complici dell'omicidio di Carlo. Perché è di questo che si tratta. L'Italia è stata in prima linea per ciò che riguarda la pena di morte. Ma predica bene e razzola male, se condanna ad una morte certa un suo cittadino, la cui unica richiesta è quella dell'essere tutelato dal proprio paese.

Non si parla di Sacco e Vanzetti. Non si parla di un mafioso, di un pluriomicida, di un attentatore. Si parla di un uomo innocente. Della vittima di un sistema sbagliato. Di un sistema malato.

Nostri governanti rispondeteci: vi paghiamo profumatamente per tutelarci? Ed allora perché non lo fate? Perché lasciate morire lentamente il Parlanti senza muovere un dito quando a qualsiasi livello istituzionale siete coscienti della sua innocenza e ne avete in mano le prove? Speriamo con tutto il cuore abbiate la coscienza di risponderci non a parole ma a fatti. La sig.ra Katia Anedda, compagna di Carlo Parlanti è attualmente negli Usa. Sta incontrando un ostruzionismo clamoroso solo per effettuare una conferenza stampa. Inutile spiegare le difficoltà che sta incontrando per ottenere colloqui con le autorità. Imperterrita continua a combattere sola. Dove sono i Consolati? Quale il loro ruolo? Come stanno tutelando i diritti di Carlo Palanti?

La nostra speranza è che a questa lettera segua una mossa concreta. Noi non ci fermeremo qui. Continueremo a parlare, a raccontare di Carlo, a raccontare alla gente che non è il bastardo stupratore per il quale è stato fatto passare, ma un dolce e sensibile innocente che sta pian piano morendo nell'indifferenza del suo stato, dei suoi media e delle autorità tutte. E se la sua morte dovesse mai verificarsi, la vostra indifferenza farà il paio con la vostra scarna coscienza. Continueremo a denunciare comunque, dovunque, in qualsiasi lingua, i reati commessi contro di lui.

Non siamo certi di un riscontro da parte delle nostre autorità, troppo perse a farsi guerra elettorale, ma lo auspichiamo: secco, breve, deciso.

Valentina Cervelli e Mara Marino

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categoria:notizie dallestero
domenica, 30 marzo 2008





I manifesti sono firmati UNIDESTRA e PALERMO ANTAGONISTA

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categoria:politica, goliardia, militanza
sabato, 29 marzo 2008
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categoria:immagini, politica, politica siciliana
sabato, 29 marzo 2008

Per info: 091205153 - Via Tevere 4, Palermo - palermoantagonista@libero.it

postato da: dallaltraparte alle ore 13:58 | Permalink | commenti
categoria:politica, politica siciliana
venerdì, 28 marzo 2008

A noi la "CASTA" non piace.

Preferiamo la Santanchè!

postato da: dallaltraparte alle ore 21:15 | Permalink | commenti
categoria:immagini, goliardia
venerdì, 28 marzo 2008

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categoria:immagini, politica, politica siciliana
giovedì, 27 marzo 2008

postato da: dallaltraparte alle ore 23:55 | Permalink | commenti
categoria:politica, in memoriam, militanza
giovedì, 27 marzo 2008

Roma, 27 mar. (Adnkronos) - Domani, 28 marzo, alle 21.10 in diretta su La7, tornano "Le invasioni barbariche", il talk show di Daria Bignardi. Fra le protagoniste di questa puntata la candidata premier di La Destra, Daniela Santanche'.

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categoria:politica
mercoledì, 26 marzo 2008

 

postato da: dallaltraparte alle ore 22:42 | Permalink | commenti
categoria:immagini, politica, politica siciliana