lunedì, 31 dicembre 2007

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categoria:immagini
lunedì, 31 dicembre 2007

Onore e Bruno Contrada.
Dio sa quanto gli sarà costato firmare per lasciare l’ospedale esprimendo la volontà di tornare in carcere.
Ma era un atto che un uomo come lui doveva fare: per smascherare l’ipocrisia del potere.
Quel potere è pronto a dargli la grazia, basta che lui la chieda in ginocchio.
Ma lui non la chiede.
Chiede giustizia, perché si sa innocente iniquamente condannato da un gruppo del potere.
Allora, si trova l’inghippo italiota: ti ricoveriamo, «ragioni di salute», poi ti lasciamo uscire quando sarai dichiarato morente, potrai morire a casa…
Tutto alla chetichella.
Ci sono tante vie d’uscita, porticine nascoste nel sistema legale, ce n’è una anche per te.
«E stacce!», come dicono a Roma.
Lui non c’è stato.
Vuole essere riabilitato.
Alla luce del sole, vuole che dicano che lui è stato un servitore dello Stato, e che a tradire sono stati gli altri, quelli che l’hanno fatto condannare (1).
Se ci si pensa, è lo stesso inghippo usato per il generale Speciale.

Aveva disobbedito a Visco, il quale voleva trasferisse i finanzieri che indagavano su UNIPOL -BNL, insomma il potere bancario diessino.
Poichè Speciale resisteva, il potere, per bocca di Padoa Schioppa, gli ha rivolto accuse gravissime: «Gestione personalistica e anomala», ha fatto della GdF «un corpo separato».
Accuse di «reticenza e non-operatività», di «grave inadeguatezza» nella scelta dei collaboratori, uno dei quali «proposto per il rinvio a giudizio per reati gravissimi», tipo «peculato, falso ideologico, soppressione di atti».
Accuse per le quali Padoa Schioppa, per coerenza, avrebbe dovuto degradare il generale e consegnarlo ai giudici, in attesa di condanna e carcerazione.
Invece che fa il Padoa?
Propone di spostare Speciale alla Corte dei Conti.
«E stacce!», come dicono a Roma: anche lì si prendono degli enormi stipendioni,  mica ci perdi niente.


Il caso di Speciale è meno tragico, e anche meno limpido, di quello Contrada.
Ma entrambi indicano il livello a cui è scesa la «legalità» in mano alla Casta.
E’ la legalità che fa l’occhiolino: non ostacolarci altrimenti ti annichiliamo «legalmente»; lasciati disonorare e insultare, chè poi noi in un modo o nell’altro ti salviamo.
Siamo così umani.
Abbiamo imposto all’ONU la moratoria sulla pena di morte.
Agli assassini diamo ergastoli che durano 3 anni.
Ma con i nemici nostri, sappiamo essere spietati.
Ti conviene starci.
Ed è tutto vero, purtroppo.


Guardate Bassolino: amico loro, carne della loro carne, è non solo a piede libero, ma continua ad essere governatore della Regione che ha devastato e riempito di rifiuti.
Contrada ha avuto dieci anni di galera per «concorso esterno» con la mafia.
Ma per Bassolino è difficile parlare di «concorso esterno» con la camorra.
E’ la parola «esterno» ad essere di troppo.
Giorni fa sul Corriere Sergio Rizzo (il coatutore di «La Casta» con Gian Antonio Stella) ha raccontato di una grossa azienda tedesca, la Remondis, che s’è offerta di ricevere e smaltire tutti i rifiuti della Campania in un inceneritore da realizzare in Renania, ai confini col Lussemburgo (2).
Stranamente, né i renani né i lussemburghesi sono insorti, come fanno i «cittadini napoletani» (con le facce di pregiudicati) che si mobilitano per pestare i poliziotti quando si tenta di aprire una discarica.
Anzi, là la spazzatura è considerata una risorsa: l’inceneritore la trasformerebbe in elettricità.
La Remondis chiede solo che il contratto con Napoli duri 15 anni, perché deve fare un grosso investimento.
Da Rizzo, abbiamo appreso che la ditta tedesca già accoglie e brucia ogni giorno mille tonnellate di monnezza napoletana (sulle 7.500 prodotte).
Ogni giorno, treni carichi di luridume passano il Brennero dove la Germania lo accoglie e lo brucia efficientemente.
Con gran guadagno: non solo produce energia elettrica, ma riceve dall’Italia 215 euro a tonnellata per i rifiuti domestici, di più per quelli speciali.
Apprendiamo che questo export napoletano, forse l’unica voce di esportazione campana, anziché rendere, costa: 400 mila euro al giorno.
In lire, sono 800 milioni al giorno presi ai contribuenti, e sottratti a pensionati e poveri.
E questo dura da 14 anni, da quanto dura l’impero di Bassolino sulla Regione.


Apprendiamo altre cose curiose.
Che spedire i rifiuti in Germania a 215 euro a tonnellata costa comunque meno che smaltirli in zona.
Qui, il commissario all’emergenza rifiuti spende da un minimo di 290 euro a oltre mille a tonnellata.
I conti li fa Rizzo.
Sono 120 euro a tonnellata per fare le famose «ecoballe», ossia per confezionare la rumenta nei fogli di plastica: solo da noi si confeziona il marciume come fosse un dolciume.
Altri 20 a tonnellata lo vogliono i camion per portare le «ecoballe» sui terreni di discarica.
Altri 150 costa lo stoccaggio, naturalmente «provvisorio», in attesa degli inceneritori che «la società civile» (con facce da pregiudicato) non vuole si facciano.
In attesa, le «ecoballe» «stazionano per anni in terreni acquistati o presi in affitto a caro prezzo».
Ben 250 ettari di terreno della Campania felix, sottratti all’agricoltura e al turismo, sono occupati stabilmente, da un quindicennio, dal marciume.
«Più stanno, più il costo sale», dice Rizzo: «e dato che le ‘ecoballe’ sono lì dal 2001,  fate voi i conti».
Ora, non ci vuole Sherlock Holmes per capire che tutti questi soldi pubblici vanno alla camorra. Che è la camorra a confezionare le «ecoballe» per 120 euro a tonnellata, a fornire i camion a 20 euro, a garantire lo stoccaggio a 150, a vendere o affittare a caro prezzo quei terreni.
E che naturalmente, la camorra vuole fortemente che i terreni restino occupati dalla monnezza, perché più stanno e più la delinquenza ci guadagna.
Né occorre un procuratore geniale per capire che tutto questo è colpa di Bassolino e della sua complice, la stridula Jervolino.


Anche a volere sorvolare sulle responsabilità penali, ci sono quelle amministrative che parlano, perlomeno di incompetenza.
E arroganza: la tassa sui rifiuti costa ai napoletani il 140% in più che ai milanesi.
Una tassa in corrispettivo di un servizio che non viene reso.
Recentemente la tassa è stata aumentata del 100%.
Ce ne sarebbe abbastanza per sparare su Bassolino-Jervolino tutte le accuse rivolte da Padoa Schioppa a Speciale: «Gestione personalistica e anomala», «reticenza e non operatività», «grave inadeguatezza».
Né scarseggiano i «collaboratori» indiziati per «gravissimi reati».

La ASL di Napoli 4 rischia lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche: il suo bilancio è di 500 milioni l’anno (mille miliardi in vecchie lire), si capisce che interessi alla camorra.
Il direttore della ASL Napoli 2, Pierluigi Cerato, ha ricevuto «forti pressioni» per nominare un direttore sanitario - quello e non un altro - da Peppino Petrella, assessore alla Sanità della regione:
e le «pressioni» (possiamo chiamarle minacce, intimidazioni) sono state intercettate, dunque sono agli atti.
Petrella, «o’ Peppino», è medico: più precisamente, è il medico personale di Bassolino (3).
La Regione Campania ha acquistato prodotti derivati dalla UBS: cattivo affare, che costerà alla regione 28 milioni di euro di costi impliciti, che dovranno pagare le amministrazioni future (e noi contribuenti).
Hanno sbagliato anche altre Regioni e Comuni, sono tante ad essersi fatte fregare dalle banche con gli strumenti finanziari più truffaldini.
Già: ma alla UBS che ha inguaiato la Campania lavora Gaetano Bassolino, figlio del governatore.
E - guarda caso - proprio nell’ufficio che si occupa di «investimenti delle pubbliche amministrazioni».
Il concetto di «conflitto d’interessi», tanto spesso elevato contro Berlusconi, non si applicherà per caso anche qui?


Ma no: i figli «so’ pezzi e’core».
La nostra giustizia è umana.
Mica come quella cinese.
Eppure gli atti, da utilizzare in tribunale, non mancano.
«La relazione della Commissione d’accesso composta da specialisti di polizia, carabinieri, guardia di finanza, della Dda, la Direzione distrettuale antimafia, e inviata dalla Prefettura di Napoli è raggelante. La Commissione avrebbe riscontrato ‘la presenza di concordanti elementi di condizionamento camorristico’ ».
C’è anche un lato comico, come non può mancare nella città di Pulcinella.
Fra il 2000 e il 2004, Bassolino - proprio lui, vista la sua competenza - è stato «commissario speciale all’emergenza rifiuti».
Dopo di che, è stato rinviato a giudizio, insieme ad altri 29 (con facce da pregiudicati) per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture.
I camorristi sanno però come cavarsela, conoscono meglio di noi onesti sprovveduti  la «legalità» e le sue porticine di sicurezza nascoste, hanno buoni avvocati.
Bassolino, per l’abuso d’ufficio, ha dichiarato di aver firmato delle carte senza leggerle: così viene meno il «dolo» e resta, al massimo, la negligenza.
Frattanto il GUP Alberto Vecchione, che aveva avviato l’indagine, è stato trasferito (senza che fosse indicato il sostituto); gli avvocati hanno contestato un centinaio di difetti di notifica; l’udienza preliminare slitta da un mese all’altro, è già slittata tre volte.
Si arriverà sicuramente alla prescrizione.


A suo tempo il procuratore capo Agostino Cordova (in quota PCI) tentò un paio d’inchieste sull’amministrazione di Bassolino.
Segnalò come strano che i suoi sostituti procuratori, benchè avessero decine di procedimenti pendenti contro sicari della camorra, preferissero occupare il tempo ad indagare sui poliziotti che pestarono i no globale nel G-8… a Genova.
Ben 60 magistrati presentarono esposto contro Cordova.
Il quale fu trasferito «per incompatibilità ambientale e funzionale»: finalmente una verità, in fondo.
Noialtri ingenui tendiamo a pensare che Bassolino, in questi giorni di monnezza e di debito regionale mostruoso, si nasconda.
Non si faccia vedere in giro.
Che strisci lungo i muri e sia tanto prudente da non compiere atti discutibili.
Invece no.


Ecco l’ultima: Bassolino, con la sua giunta, ha indetto un appalto per l’acquisto di 700 telefonini cellulari.
Dicesi settecento, da distribuire ad assessori, dirigenti e «personale con esigenze di reperibilità». D’accordo, le esigenze di servizio.
Ma allora a che scopo alcuni dei cellulari sono «modello top con lettore mp3»?
I reperibili devono ascoltare musica pop per ragioni di servizio?
E una sessantina di telefonini sono Blackberry con navigatore GPS: forse perché i dirigenti e assessori in emergenza rischiano di smarrirsi tra le montagne di monnezza di cui hanno coperto la città?
Forse il motivo è un altro.
E’ che Bassolino e la sua banda sono immuni dalla «legalità» italiota, e possono fare quel che vogliono.
Il perché lo ha detto lo stesso governatore: «Siamo l’unica regione in cui il centrosinistra dal ‘93 in poi ha sempre vinto. E io sono l’unico politico ad aver aumentato i voti ogni volta che si è presentato, al Comune o alla Regione».

Sotto Bassolino, i turisti in Campania sono diminuiti del 20%, ma i voti alla sinistra sono aumentati.
La Camorra sa come farli aumentare.
E poi parliamo di «concorso esterno» per Contrada.
E Bassolino?

Maurizio Blondet


Note
1)
Sulla vicenda, si veda il sito
www.brunocontrada.info. «Non giudicate per sentito dire», come dice Contrada.
2) Sergio Rizzo, «Un inceneritore in Germania per bruciare i rifiuti di Napoli», Corriere della Sera, 28 dicembre 2007.
3) Tutte le informazioni che seguono sono tratte da «Il re della mondezza», antibassolino.blogspot.com

DEDICATO AI COMPAGNI "ANTIMAFIA": MEDITATE!!

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categoria:politica, il vostro mondo
lunedì, 31 dicembre 2007

carlo-parlanti-e-katia-anedda-avenal-state-prison-california-2007-3.jpgDi Katia Anedda

Quando e’ scoppiato il caso di Carlo, grazie a persone fantastiche come l’instancabile Mara, Marie, Valentina, Cristina, Stefania e perdonatemi se non inserisco tutti I nomi, siete tanti, forse meglio che d’ora in poi dico “I nostri angeli” e ogn’uno di voi sa che in quelle sei lettere c’e’ il suo nome. C’e’ il nome di Marco Zacchera, di Carmela Gallo di “Secondo Protocollo”, di “Nip”,”L’Italiano” e tutti quei piccoli/grandi mezzi di comunicazione che non tolgono spazio ad un ingiustizia per annunciare che l’attrice famosa e’ incinta. Siamo venuti a conoscenza di casi come quello di Simone Righi, Angelo Falcone, Angelo C, e non vi nascondo che allo stato dei fatti, quando sento al telefono Carlo che mi implora di far conoscere i crimini commessi contro di lui, che mi dice: “Katia, aiutatemi, non ce la faccio piu’, ogni giorno penso che sia meglio morire che continuare cosi…” quando mi viene comunicato che le cure promesse non vengono regolarmente effettuate , che Carlo potrebbe avere un cancro e/o rischi di farlo uccidere accettando qualche cura poco opportuna e in condizioni poco opportune, o rischi di farlo uccidere dal cancro, pensavo che alla fine a questi tre ragazzi sia andata bene! Prima che qualcuno si accorgesse di Carlo erano passati anni, ci pensavo e pensavo che e’ una stupidaggine, una persona presunta innocente, perche’ tutti loro sono presunti innocenti, e alcuni come Simone e Carlo della loro innocenza c’e’ la certezza, messa agli atti, certificata, nessuno di loro doveva stare nemmeno un ora in un carcere, lontano dai proprio cari . Questo e’ un crimine, e’ un crimine commesso dai “grandi media” con il loro silenzio, un crimine commesso dalle procure italiane che non aprono un fascicolo per questi Italiani al fine di indagare o sollecitare delle indagini e prove, e’ un crimine del nostro governo che non si espone, perche’ Simone, Angelo, Carlo sono “signori nessuno”. Prendiamo caso per caso: Angelo C. : sappiamo che e’ stato scagionato, gli e’ andata bene??!! Ma quel ragazzo ha vissuto giorni nel terrore, era stato scagionato al momento del fermo dal vero colpevole , non voglio entrare nel merito del caso, non ho documentazioni, ma vi sembra che sia stato giusto torturarlo in quel modo? E’ un incubo che non si dimentica che qualcosa cambia nella propria vita, e la sua famiglia? Chi gli rendera’ quella serenita’ che avrebbero avuto se tutto questo non fosse mai successo? Angelo Falcone: in comune con Carlo ha le accuse ridicole, cosa si sa di quanto stia facendo il nostro governo per salvaguardare i suoi diritti? Quanto ancora stara’ in quel carcere lontano dai sui cari? Quanto ancora suo padre dovra’ urlare per avere un minimo riscontro? Ora, come succedeva tre anni fa per Carlo dicono e pensano: “devono ancora finire il processo, con queste accuse ridicole non puo non risultare innocente” e nel frattempo? Perche’ negargli il suo diritto di passare i suoi giorni con la sua famiglia? Ma poi, e se succede come con Carlo? Nonostante l’impossibilita’ di aver commesso quel crimine viene giudicato colpevole? No, non puo andare cosi! Accuse non provate? Accuse ridicole? Come si puo permetterci di rovinare una persona nonostante tutto sia ridicolo? E se come nel caso di Carlo stanno nascondendo prove evidenti di innocenza? Ricordiamo che gli USA non hanno fornito alla Germania tutte le evidenze disponibili, ma non solo, hanno anche inviato evidenze, rapporti modificati, omessi di particolari importanti che avrebbero fatto prendere alla Germania una posizione diversa. E se succede questo anche ad Angelo? L’Italia che sta facendo per questo suo cittadino, invece di aprire un fascicolo parallelo e ottenere giustizia? Simone Righi: paradossalmente e’ quello che mi sta piu’ nel cuore, non fraintendetemi, piango tutti i giorni per ognuno di loro, ma Simone e’ tanto simile a Carlo. Sento il dolore di Erika e di Anna, anche se con quest’ultima non ho mai parlato. Paradossalmente Simone sembra quello a cui e’ andata meglio di tutti………..ma non e’ cosi. Come nel caso di Carlo anche con Simone ci sono certificazioni che i crimini sono stati fatti contro di lui. Ricordate il video in cui non solo e’ evidente che Simone non stesse attentando contro nessuno, ma addirittura che la polizia abbia “attentato” contro di lui?! E anche in questo caso nessun fascicolo in Italia contro i poliziotti che hanno commesso un crimine contro Simone, ma non solo, danno il contentino a Simone: arresti domiciliari ma non puo’ tornare in Italia. Certo. ..meglio che Carlo, ma e’ giusto per un innocente? E comunque nei “casellari” ci sara’ sempre una nota di un procedimento europeo contro di lui, quando, cosi’ come Carlo e’ Simone la vittima. Non dimentichiamoci di loro, c’e’ qualcosa che non funziona alla base di tutto, noi conosciamo i loro casi, quanti ce ne sono nel mondo simili che non conosciamo? E i giornali ci parlano di cose futili, nessuno ci vede chiaro in queste vicende ma i grossi media non le denunciano. Fanno passare per martire il giornalista che si trova a Cuba e comunque, anche se ridicola, viola la loro legge, lottano, lottano, manifestazioni per riportarlo a casa…..c’e’ qualcosa che non funziona! Che ne facciamo dei vari “corriere della sera”, “repubblica”, “l’ espresso” “panorama” che dicono quello che gli fa comodo? Che ne facciamo di una procura che salvaguarda gli stranieri e non gli italiani? Che ce ne facciamo di un governo che se ne frega se sei un signor nessuno? Che possiamo fare per questi ragazzi? Spingere la nostra procura ad occuparsene, il nostro governo a dire la sua, che sia rispettato il principio fondamentale della democrazia : “UN UOMO E’ INNOCENTE SINO A PROVA CONTRARIA” e dimostrarne le prove, e sopratutto quando le prove non solo dichiarano la non colpevolezza ma addirittura la innocenza, perseguire i veri criminali.

AUGURIAMOCI CHE L'ANNO NUOVO POSSA RISERVARE PER CARLO, COSI COME PER LUIGI E TUTTI GLI ALTRI, IL DONO PIU GRANDE PER UN UOMO: LA LIBERTA!!

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categoria:notizie dallestero
lunedì, 31 dicembre 2007

e pietà per i nanerottoli

Un anno fa Saddam Hussein se ne andava come un gigante. Nella fierezza con cui seppe morire schiacciava come nani i suoi aguzzini. Aguzzini che parlano inglese, persiano, ebraico, e altri ancor più minuscoli: servi immondi che farfugliano in arabo.

Un leone, un vento, un gigante, un esempio, un padre, un condottiero, un capo, egli si staglia ancora sullo sfondo dei cieli assiri, illumina dalle stelle, tra il Tigri e l'Eufrate, quella gente indomita, oggi lacerata, insanguinata, impoverita dalle armate di occupazione dell'ennesima crociata per la libertà (noi ne sappiamo qualcosa, eccome, di queste crociate e di questa “libertà”...). Quella gente indomita, la sua gente - che è sua così com'egli è stato sempre il loro campione fino a saper morire per essa - non si arrende ma cerca disperatamente di riunire ancora una volta la nazione irachena. E questo a dispetto di tutti gli strateghi degli imperialismi occidentali, di tutti i manipolatori degli autonomismi curdi (leggi nello specifico Tel Aviv), di tutti quelli che si scornano tra loro per estendere la loro influenza nell'arteria del “Nabucco” (un po' tutti ma soprattutto inglesi e israeliani) e di quelli che in nome della teocrazia odiano il nazionalismo e si ostinano a banchettare con gli altri internazionalisti cui pure affibbiano il nome di “Satana”. Quelli che tra un “Israele deve essere distrutta” e un “L'America è Satana” addestrano squadre della morte, sostengono il governo dei narcotrafficanti imposto da Bush, si spartiscono il territorio iracheno con i nemici verbali (sono venticinque anni che tra loro lo scontro è fatto di slogan ma che invece le cooperazioni sono talmente strette da tradire una vera e propria complicità. Che, forse, verrà superata dai nuovi scenari che hanno costruito insieme: ma questo esito, se mai ci si giungerà, non dovrà farci mai scordare le responsabilità oggettive e soggettive, strutturali, concrete, di Teheran nella causa anti-araba di Londra e Tel Aviv).

Tutti i volti del Leviatano sono presenti sul suolo iracheno, nessuno escluso. E l'esempio di Saddam sta dando ancora forza - e soprattutto coscienza - a quelli che sanno che la causa della libertà, dell'indipendenza, dalla nazione, dell'autodeterminazione si traccia contro tutti coloro che parlano in nome di un dio, qualunque esso sia. Che sia la dea ragione, il dio dollaro, il dio progresso o la dea reazione. Che sia un dio ateo o un dio confessionale; un idolo, in ogni caso, in nome del quale annullare il proprio spirito critico, sul cui altare sacrificare la propria realizzazione spirituale e la causa della Polis e della libertà. Non è un caso se l'integralismo (poco conta che sia islamico) è il principale alleato dell'occidentalismo nella piovra della Globalizzazione: sono figli della stessa matrigna e nominano tutti il nome di (un) dio invano.

Ma al cielo si giunge in modo completamente diverso, sapendo camminare eretti sulla terra; così come seppero e fecero gli antichi, così come insegnò più tardi la sapienza ghibellina, così come ha saputo mostrare Saddam Hussein.

E che gli altri, tutti, nessuno escluso, se li porti il diavolo. Qualunque esso sia per loro, comunque concepiscano il “dia-ballein” (ovvero la separazione dei piani e di se stessi): tutti costoro sono prigionieri di un diavolo perché non hanno pienezza né centratura e allora lanciano crociate, in nome di qualunque fede o superstizione, perché, non sapendo incantare il mondo, vorrebbero dissodarlo. Ma sono stupidi nani e per sentirsi vivi devono impiccare i giganti. Che li guardano, così, ancora da più in alto.

Onore al Rais e pietà per i nanerottoli!


Gabriele Adinolfi

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categoria:in memoriam, notizie dallestero
lunedì, 31 dicembre 2007

Gli auguri della Comunità Solidarista Popoli

RINGRAZIAMO TUTTI I NOSTRI SOSTENITORI,

CHI CI STA SEMPRE VICINO, CHI CI HA OSPITATI,

CHI HA RACCOLTO PER NOI INDISPENSABILI

FONDI, CHI HA CREDUTO IN NOI E NELLE

RAGIONI DELLA LOTTA DEI KAREN, CHI PER

NOI HA SUONATO NEI CONCERTI, CHI CI HA

INTERVISTATO, CHI HA DIFFUSO I NOSTRI

COMUNICATI E I NOSTRI FILMATI, CHI E'

INTERVENUTO ALLE CENE E AGLI INCONTRI,

CHI CI HA INVIATO DENARO PER SOSTENERE

I PROGETTI, CHI HA ACCOLTO IL COLONNELLO

NERDAH MYA CON CALORE E SINCERA PARTECIPAZIONE,

CHI CI GARANTISCE SOSTEGNO IN THAILANDIA,

E LE 795 PERSONE CHE NEL 2007 HANNO

DESTINATO IL LORO 5X1000 ALLA COMUNITA'

SOLIDARISTA POPOLI.

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categoria:notizie dallestero
domenica, 30 dicembre 2007

Un talismano magico ritrovato sotto Piazza San Sepolcro, Piazza San Babila e lo studio di Marinetti

Nel corso degli scavi per la costruzione di box in piazza Meda a Milano sono stati rinvenuti due talismani magici lì sepolti oltre 1500 anni fa. Il più importante dei due è l'Abraxax, talismano che tanto affascinò Jung e Hesse.
"Il nome Abraxas avrebbe potere apotropaico, legato al valore numerico delle sue sette lettere che, sommate secondo la numerazione greca, danno 365. Ovvero il numero dei giorni di un anno ma anche, secondo lo gnostico Basilide, il numero dei cieli di cui era costituito il mondo materiale. A reggere ogni cielo un dio, a capo del più alto, Abraxas (....)
Abraxas è ben noto a chi si occupa di queste cose segrete che stanno tra cielo e terra. Tra quelli che se ne sono occupati, Jung, Borges, Hermann Hesse. Ma il suo nome spunta anche in Harry Potter, dove Abraxas si chiama il padre di Lucius Malfoy, e persino nella serie TV "Streghe", chiamato in causa tra entità infernali.... insomma, angelo o demone che sia, un Abraxas sepolto nelle viscere di Milano è un segno che comunque dà da pensare. Per chi si occupa di queste cose e ama le coincidenze, P.zza Meda non è distantissima né da p.zza San Sepolcro, né da San Babila, né dall'abitazione studio di Marinetti dove avevano sede i fasci fascisti-futuristi e gli arditi.

La parola Abraxás (o Abrasáx o Abracax) è stata ritrovata su pietre e gemme usate come talismani magici. Il nome si trova anche in manoscritti greci di carattere magico. Secondo alcuni studiosi, la parola abracadabra deriverebbe da Abraxas, sebbene esistano altre spiegazioni. Il nome si trova anche in testi gnostici. La sua simbologia è altamente discussa, e spesso le opinioni divergono a seconda delle diverse implicazioni religiose che vengono di volta in volta considerate. Di Abraxas abbiamo fonti sia dirette che indirette. Indirettamente furono alcuni Padri della Chiesa a conservare e a documentare le teorie di alcune scuole gnostiche, criticandole e tacciandole di eresia. In generale, I padri della Chiesa che combatterono tali presunte eresie gnostiche consideravano Abraxas una forma del culto di Satana. Le fonti dirette sono alcuni testi gnostici facenti parte dei codici di Nag Hammadi (il Vangelo degli Egiziani e l'Apocalisse d'Adamo). Quest'ultimo rotolo ci rivela che Abraxas è un grandissimo Eone. Secondo alcuni si tratterebbe di un altro nome del Cristo; altri (George Mead autore di uno studio e un'attenta interpretazione dei testi gnostici -"Gnosticismo e Cristianesimo delle Origini"-) mostrano riserve sulla natura di Abraxas quale Dio Supremo. Nella cosmologia gnostica, Abraxás è il nome del Dio altissimo, ovvero il Padre Ingenerato.

Maurizio Murelli


Per approfondire: http://www.vivamafarka.com/forum/index.php/topic,16345.0.html


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categoria:kulturkampf
sabato, 29 dicembre 2007

Il Coordinamento Regionale della Fiamma Tricolore informa tutti gli interessati alle iniziative del nostro movimento che a fine gennaio si svolgerà a Palermo una conferenza programmatica regionale. Invitiamo perciò a visitare più spesso il sito-web del coordinamento in attesa di maggiori informazioni sull'evento che stiamo organizzando.

Fiamma Tricolore Sicilia

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categoria:politica, militanza, politica siciliana
sabato, 29 dicembre 2007

A seguito della manifestazione svoltasi lo scorso 23 dicembre presso l’Hotel Excelsior si è creato un Comitato spontaneo fra i presenti che ha deliberato di promuovere un "sit-in" il 3 gennaio 2008 davanti la Prefettura di Catania con inizio alle ore 9,00, per protestare pacificamente in ordine al:

1. Comportamento e procedure speciali poste in essere dalla Serit Sicilia Spa con eccessivo aggravio dell’onere tributario a carico dei contribuenti per sovratasse, interessi e spese;

2. Iscrizioni ipotecarie che vengono eseguite illegittimamente dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari di Catania, senza una preventiva disamina dei titoli prodotti dalla Serit non sempre costituenti titolo esecutivo;

3. Parimenti per i fermi amministrativi;

4. Ritardato intervento delle magistrature civile, penale e tributaria;

5. Fissazione vendite all’asta,seppur pendente opposizione all’esecuzione,nelle espropriazioni immobiliari civili, quantificando il dovuto, a seguito di istanza di conversione del pignoramento immobiliare, sulla scorta delle richieste dei creditori ,fra cui la Serit intervenuta, senza prima decidere sulla fondatezza dei motivi di opposizione accertando e dichiarando l’esatto preteso credito.

6. Notifica da parte della Serit di cartelle esattoriali e avvisi di esecuzione su tributi già pagati.

(Francesco Condorelli Caff - Componente Segreteria Nazionale MSFT)
www.fiammacatania.tk

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categoria:politica, militanza, politica siciliana
sabato, 29 dicembre 2007

Il disinteresse verso ogni forma d' Arte da parte dei governi moderni è un fatto acclarato.
La civiltà moderna, progressista, scentista e materialista ha edificato la sua "Città Ideale" con le sue orribili periferie ghetto e i grandi centri commerciali: i nuovi templi della società laica e liberalcapitalista; liberi pascoli per libere mandrie.

Nelle città odierne, l'architettura moderna e razionalistica ha sovvertito quella che era la concezione delle Civiltà Tradizionali e che avevano nell'Idea della Bellezza un riferimento
pedagogico e prioritario. Le città moderne invece, sembrano progettate soltanto da
ingegneri. Razionali, funzionali e tentacolari:non vi è spazio per l'elaborazione artistica svilita e sacrificata alla logica del profitto.

In questa prospettiva culturale stessa sorte tocca alle altre espressioni artistiche come pittura e scultura. A testimonianza di quanto ora sostenuto, proprio in questi giorni, sulle prime pagine di alcuni quotidiani nazionali, è apparsa la notizia di una clamorosa censura perpetrata ai danni di un quadro escluso da una mostra svoltasi in una sala della Camera dei Deputati in Roma. Il quadro, si legge, sarebbe stato rifiutato in quanto il volto, raffigurante metaforicamente un Cristo deposto, avrebbe le sembianze di Renato Curcio, uno dei capi fondatori delle BR. La pittrice Daniela Papadia, autrice del quadro, ha dichiarato di di non aver ritratto Renato Curcio, sottolineando peraltro, la sua distanza politica e culturale dallo stesso. L'artista, irritata dal clamore inaspettato, ha sostenuto che: "i politici anzichè sostenere gli artisti, li censurano ed eventualmente si sprecano soltanto in favore di quelli stranieri, per un' incomprensibile esterofilia di maniera o per complicità nei confronti di Fondazioni ed Istituzioni amiche, per meri ritorni di visibilità e propagandistici".

Daniela Papadia è rimasta, ingenuamente, sorpresa dell'atteggiamento della politica capitolina che, essendo rappresentata dal sindaco Veltroni - nell'immaginario collettivo - avrebbe dovuto manifestare una diversa sensibilità. Evidentemente Walter è abbagliato soltanto dallo splendore dei miti Hollywoodiani. L'Opera della Papadia, infatti raffigura un Cristo operaio deposto e sorretto dai suoi compagni operai.

Un soggetto metaforico che, forzandone l'interpretazione, poteva suscitare le simpatie della sinistra, in quanto "arte socialista". Ma il diniego è arrivato proprio da quella sponda.

Sarebbe stato più comprensibile un anatema per blasfemia ad opera del Vaticano che, ovviamente, non è arrivato. Ma anche in questo caso sarebbe stato consequenziale ad una errata interpretazione.
Infatti il dipinto pur non rappresentando i canoni della iconografia classica-ortodossa, non vuole minimamente offendere alcuna sensibilità religiosa, ma anzi, mettere in risalto come nella società moderna, globalizzata e desacralizzata il primato del profitto seppellisca il Valore di una vita umana.

Daniela Papadia ancora si stupisce dell'assenza delle istituzioni politiche nella promozione della Cultura. Ma il mecenatismo è stato un fenomeno che si è esaurito storicamente con la fine della cultura Rinascimentale. Fu in tale periodo che, con il Neoplatonismo, la Bellezza assurse ad archetipo trascendentale che si immanentizza grazie all'Opera mediatrice dell'Artista per partecipare, l'Umanità tutta, alla conoscenza della Verità.

Palermo 24/12/07 - Marcello Papadia
Fiamma Tricolore -
www.palermoantagonista.tk

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sabato, 29 dicembre 2007

1254_napolitano.jpgEgregio Presidente,
Le scrivo in quanto, come cittadino italiano ed europeo, mi sento tradito e truffato dall’attuale non ridistribuzione del signoraggio monetario sull’emissione delle banconote. Unitamente ad altri cittadini, sono giunto alla conclusione che l’euro non sia la moneta degli europei, bensì la moneta di alcuni parassiti usurai che approfittano dell’ignoranza della popolazione. Infatti, l’emissione monetaria viene lasciata a una società denominata Banca Centrale che risulta essere privata, un monopolio di privati che ne sono soci e che si arricchiscono con la truffa del signoraggio. La Banca Centrale Europea, di cui Bankitalia s.p.a. ne è diretta emanazione, funziona come una tipografia che stampa banconote ma, invece di cederle all’Unione Europea, quindi ai suoi cittadini, al prezzo di costo e aggiungendo un minimo di margine utile, le affitta al valore di facciata maggiorato di un interesse annuo denominato “tasso di sconto”. Questo furto si chiama “signoraggio”. Gli Stati membri dell’Ue fanno pagare ai propri cittadini questo sovrapprezzo tassandoli col cosiddetto “debito pubblico”. Come se non bastasse, la Banca Centrale, operando come una qualsiasi società, pur non
risultando regolarmente iscritta al registro delle imprese, incorre, tramite un artificioso e quanto meno alchemico rovesciamento contabile, in un clamoroso falso in bilancio volto a truffare ulteriormente i cittadini. Nella fattispecie, a bilancio della Banca Centrale vengono posti alla voce “attivo” i titoli di Stato dati in pegno dal Tesoro quale contropartita per il denaro prestato, e alla voce “passivo” non tanto le spese vive di puro costo tipografico di carta e inchiostro delle banconote stampate, bensì il valore nominale di queste banconote create dal nulla, senza alcun tipo di riserva e coperte solamente da una c di copyright. Attraverso quest’artificio contabile viene meno la necessità di restituire l’attivo ai legittimi detentori, cioè i cittadini, i quali devono rimanere perennemente indebitati, ridistribuendo il maltolto ai soci privati della Banca Centrale attraverso l’utilizzo di conti cifrati in paradisi fiscali e l’operato di società di clearing internazionali. Alla luce del fatto che abbiamo uno dei debiti pubblici più alti al mondo, sul quale dobbiamo pure pagarci gli interessi, e nel solo 2005 hanno sorpassato i 100 miliardi (come 3 finanziarie); innanzi al fatto che purtroppo nessun Stato costituzionale al mondo considera la sovranità monetaria tra le sue funzioni costituzionali e che Lei, quale primo cittadino italiano e garante della Costituzione dovrebbe cercare di salvaguardare e garantire l’art. 1 della stessa ove recita che “la sovranità appartiene al popolo”, quindi anche quella monetaria che non può essere delegata ai poteri privati, La invitiamo ad intervenire pubblicamente, magari a reti unificate, per spiegare perché un popolo Sovrano debba mai pagare dei privati per poter usare la sua moneta. Ci spieghi dove vanno a finire quei 2 miliardi di euro al giorno di signoraggio sulle emissioni della BCE. Ci spieghi perché alcuni italiani, i soci delle società socie della Banca d’Italia, possano imporre al resto della popolazione questa tassa privata. Se Lei ci farà questa lezione dissolverà un grande clima di sospetto e sarà veramente il Presidente della Repubblica di tutti gli italiani. In caso contrario potrà essere tacciato di alto tradimento verso la Costituzione perché è nostro diritto, di italiani, sapere se siamo in una situazione di alto tradimento o se possiamo continuare a fidarci delle istituzioni. Perché il popolo è sovrano. O no…? La ringrazio per l’attenzione ed in attesa di una Sua presa di posizione in merito, Le porgo cordiali saluti.

Negri Manuel: Uno dei tanti cittadini Italiani truffati dal signoraggio

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categoria:politica
sabato, 29 dicembre 2007

1874dc0.jpgIl 29 Dicembre di un anno fa veniva occupato l’ex stabile dell’enel abbandonato da oltre 7 anni, il 29 Dicembre nasceva Casa Pound. Dal nulla è nata una realtà a questa città sconosciuta, dal nulla giovani ragazzi, studenti e padri di famiglia hanno creato uno spazio a difesa del proprio popolo contro usura e speculazione. Dal nulla un palazzo abbandonato da lungo tempo è diventato un tetto sicuro per 10 famiglie italiane senza fissa dimora. Dal nulla questo palazzo è diventato un punto di aggregazione giovanile, un laboratorio d’idee e un luogo dove assistere moralmente e legalmente ogni cittadino italiano. In breve tempo all’interno dell’occupazione sono sorte la libreria,la biblioteca, la sala conferenze , la mensa e la web radio. Molte altre attività sono in via di sviluppo, vedi la palestra popolare e la sala prove musicale e saranno a disposizione del quartiere e della città tra qualche mese. 365 giorni vissuti in modo intenso, deciso e combattivo. Come non ricordare le decine di conferenze organizzate, le manifestazioni, la raccolta dei giocattoli per gli orfanotrofi, il cineforum, i concerti, il mercatino dei libri usati, i tornei di carte e tutte le altre attività sociali svolte. Un po’ come avviene nella vita di un uomo ci sono stati dei momenti di sconforto nel corso di questo anno ma sempre affrontati con il sorriso sul volto e con la consapevolezza di aver intrapreso un percorso per la salvaguardia dei diritti fondamentali di ogni cittadino. In questo anno Casa Pound ha rappresentato una speranza per centinaia di fratelli italiani. Abbiamo acceso la miccia e in seguito decine e decine di occupazioni private sono sorte in tutta la città, dimostrando che la battaglia per la proprietà della casa è una causa sempre più attuale e sacrosanta, che neppure la legge può fermare. Casa Pound è un baluardo di libertà che nessuno sgombero può abbattere. Prepariamoci a festeggiare il secondo anno in trincea!

 Ecco il video fatto per l'occasione dai camerati di Casapound Latina: DAJE LITTORIA!!

 

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venerdì, 28 dicembre 2007

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categoria:immagini, anti-antifa
venerdì, 28 dicembre 2007

angelo-pistolesi.jpg

ANGELO PISTOLESI, MILITANTE DEL MSI, UCCISO DAI NUOVI PARTIGIANI IL 28-12-77

I CAMERATI NON DIMENTICANO!!

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categoria:in memoriam
giovedì, 27 dicembre 2007

“E’ stato deludente e inconsistente in quasi tutte le risposte date ai giornalisti”.
Così il segretario nazionale della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli, che ha assistito questa mattina alla conferenza stampa di fine anno, tenuta a Villa Madama, dal presidente del Consiglio Romano Prodi.
“E’ stato quasi sempre elusivo, comunque vago sui problemi reali, che affliggono il Paese”. Ha aggiunto Romagnoli.
“Prodi ha affermato che il Governo si può dimettere solo nel caso del voto di sfiducia in Aula. Ma ciò non è vero: un esecutivo ha il dovere di dimettersi anche se, questo è il caso, è il popolo Italiano a chiederlo”.
“Quello stesso popolo ‘sovrano’ – ha poi aggiunto – che non riesce ad arrivare alla fine del mese, grazie alle politiche scellerate di chi lo dirige”.
“Eppure, anche oggi, il presidente del Consiglio – ha sottolineato Romagnoli – con il suo essere così ‘democristiano’ è riuscito far danni: sulle tassazioni delle rendite finanziarie, pur di dare un contentino alla sinistra radicale, metterà in serio pericolo i risparmi del ceto medio italiano”.
“Sull’Alitalia, anzi ormai potremmo definirla ‘Fallitalia’, ha deciso di seppellire definitivamente Malpensa, tagliando fuori dalle rotte commerciali tutto il nord del Paese”.
“E’ stato tanto mellifluo da non voler addirittura sbilanciarsi sull’appoggiare o meno il possibile candidato dei democratici alle prossime elezioni statunitensi”.
“Con l’ulteriore prova di oggi, ha dimostrato, qualora esistessero ancora dubbi, che il paese necessita, con la massima urgenza, di una nuova guida”.
 

Luca Romagnoli

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categoria:politica
giovedì, 27 dicembre 2007

Israele ha annunciato l’ampliamento di due colonie nei pressi di Gerusalemme. Un raid aereo ha ucciso venti persone

"I palestinesi devono essere colpiti, e provare molto dolore.

Dobbiamo infliggergli delle perdite, delle vittime,

così che paghino un prezzo pesante."

Ariel Sharon, 5 marzo 2002

Israele ha annunciato l’ampliamento di due colonie nei pressi di Gerusalemme. La Road Map vietava ad Israele di istallare nuovi insediamenti ebraici, senza eccezioni. Road Map? Carta straccia (chissà adesso se il presidente Bush muoverà guerra contro lo Stato ebraico per non aver rispettato gli accordi?).

Ancora qualche lembo di terra palestinese verrà depredato dall’invasore – invasore, non bisogna dimenticarlo – sionista. Non una voce di protesta, non un sussulto da parte della Comunità Internazionale: normale anche questo vista la sudditanza politica a cui i nostri governanti sono soggetti. (Israele per tutti, tutti per Israele!)

Niente di ciò deve scandalizzare o colpire più di tanto. Quello che accade in Palestina è intrinseco nella fondazione stessa dello Stato israeliano.

Un esempio: la bandiera israeliana è costituita da una stella blu di David e da altre due strisce azzurre. Sapete cosa raffigurano simbolicamente queste due rette? Rappresentano due fiumi, il Nilo e l’Eufrate, i due “confini naturali”- l’uno ad Ovest, l’altro ad Est - che dovrebbe (lo vuole certamente Adonai, il loro Dio!) avere lo Stato israeliano.

Se non a quale scopo allora invadere la Siria, l’Egitto, il Libano, occupare Gaza?


Non si vengano a raccontare scuse favolistiche consistenti nell’indispensabile difesa dei confini, nella volontà dello Stato ebraico di essere libero da terrorismi e terroristi, perché l’espansione coloniale in quel territorio è implicita necessità storica e religiosa.

Non vi sono possibilità d’integrazione o di assimilazione per il popolo eletto, perché è proprio la convinzione di unicità, vantata pure per elezione divina (sia lodato quel buon Dio!), che li ha costituiti gruppo segregato e ghettizzato, comunità superiore ad ogni altro popolo, comunità umana che vuole e deve essere regnante.

Due popoli e due Stati, si sente dire spesso. Forse geograficamente la nascita di uno Stato Palestinese sarà possibile, ma solo quando la sovranità palestinese non esisterà più.

Non potendo più occupare definitivamente un territorio, lo stato ebraico ha deciso di delegittimarne la capacità con pressioni belliche ed economiche – a Gaza dati i blocchi dell’esercito israeliano non arriva più cibo, la popolazione è alla fame – in modo tale che i governi legittimamente eletti (la tanto invocata democrazia) debbano per forza di cose cadere, cedere, annullarsi.

Israele non può più colonizzare il Medio Oriente però può spadroneggiarvi lo stesso, affermando la propria economia o la propria autorità (santissima) politica.


Ma questo non ci deve scandalizzare, noi orgogliosi europei di sacrosante radici giudaico-cristiane. In fondo questa settimana per qualche razzo Qassam lanciato nei pressi – nei pressi, mica sopra! - di un campo profughi, Israele ha risposto con un sacrosanto raid aereo uccidendo più di venti persone. (Questa sì che è sicurezza!)

A volte ci si chiede, quando non si ha niente da fare, da dove nasca l’odio, quello viscerale per cui ogni cosa sarebbe legittima. Per i cristiani il giorno di Natale è festa, forse la più importante o più (commercialmente) sentita. La vigilia di questo Natale i palestinesi hanno pianto altri due morti – terroristi naturalmente – uccisi dal fuoco di Tel Aviv. Uno splendido Natale anche per loro.

Si accende la televisione e c’è pure qualcuno che difende lo stato ebraico: gli islamici sono malvagi, gli islamici sono il male e ci vogliono tutti morti. Fa pena poi sentire che questi individui molto spesso sono gli stessi che parlano di Patria, di figli a cui dare un futuro, di radici da conservare e preservare (ci sono patrie e patrie, no?)


Poi ogni tanto si vede una bara con una bandiera palestinese e madri che piangono, in un secondo tempo si vede la dovizia di un capo di Stato che chiede alla Comunità Internazionale appoggio militare e sostegno politico perché distruggere un popolo, un’ etnia secolare, una razza di combattenti, non è cosa facile. Ecco dove nasce l’odio: il mio ed il loro.


Luca Amorello

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categoria:notizie dallestero