venerdì, 30 novembre 2007

Costo 10 euro più 3,00 per spese di spedizione.
Ovviamente le spese di spedizione sono a nostro (SEB) carico se gli ordini sono superiori a 5.
I calendari saranno disponibili alla Testa di Ferro Roma e alla Bottega verso il 15 dicembre.

Un calendario veramente artistico con le foto della nostra storia più recente, di cui vengono ricordate le date degli accadimenti più significativi. I proventi della vedita di questo calendario sono destinati al fondo pro detenuti.

SU ORIONLIBRI

Alcune bozze:

GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
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categoria:consigli per gli acquisti
venerdì, 30 novembre 2007

Trenta piccole vittime della follia finanziata dai magnati; insieme mandiamo loro un pensiero, un piccolo regalo, una carezza, un sorriso

Il 1 settembre 2004 veniva consumato uno degli atti terroristici più vigliacchi della storia. Un commando ceceno occupava una scuola elementare nella povera Repubblica dell'Ossezia del Nord, appartenente alla Federazione Russa, e dopo aver preso in ostaggio bambini e genitori si dava a dimostrazioni di efferatezza atte a piegare le autorità.

I terroristi torturavano e uccidevano gli ostaggi a più riprese. Figli sotto gli occhi dei genitori, madri e padri sotto gli occhi dei figli.

Di quell'inferno, di cui solo poco e transitoriamente è apparso sui media, molti bambini portano ancora tracce profonde e indelebili e hanno bisogno di essere recuperati alla vita. In Francia è nato un organismo la «Coordination Solidarité Enfants Martyrs de Beslan» al quale ho deciso di aderire e di cui intendo aprire una filiale italiana.

Questa organizzazione si limita ad adottare a distanza quei bambini non tanto per inviare loro denaro quanto per trasmettere affetto.

A quei bambini è opportuno pensare inviando loro almeno un regalo di Natale. Il loro è ortodosso e coincide con la nostra Epifania. Ragion per cui è necessario acquistare qualcosa entro la metà di dicembre al fine di poterla far partire per tempo.

Mi hanno comunicato quanto segue.

a) non inviare possibilmente vestiti né denaro

b) inviare o giocattoli (ma solo per i più piccoli), o maglie o sciarpe di squadre di calcio o rugby o di calciatori o di motociclisti o di piloti per i maschi oppure foulards o portachiavi regionali o qualcosa del genere per le femmine. Anche cioccolata o dolci non di breve scadenza sono bene accetti.


Tecnicamente dovrebbe funzionare così.

Singoli individui

a) chi invia qualcosa sceglie a chi farlo e prima di spedirlo mi avverte

b) prepara una frase di accompagnamento non lunga che io traduco in francese e mi faccio tradurre in russo

Gruppi o associazioni

Possono fissare feste, raccolte, concerti, conferenze ecc. e avviare la raccolta che poi possono finalizzare contattandomi per l'ultimo passaggio (o se servisse per ragioni organizzative o consultive anche prima) ricordo la mia mail ga@gabrieleadinolfi.it

Chiunque acquisti un pensiero è pregato di comunicarcelo prima di farlo partire e questo per due ordini di motivi

a) per controllare con Parigi e Mosca l'attualità dell'indirizzo (che non dovrebbe cambiare essendo il dato molto recente)

b) per evitare che magari un bambino riceva quattro regali e molti non ne ricevano nessuno.


Prego chiunque sia interessato sia individualmente sia, meglio ancora, alla partecipazione all'edificazione del Coordinamento in Italia di contattarmi quanto prima

ga@gabrieleadinolfi.it


Benché i terroristi siano stati finanziati da alcuni magnati «pacifisti e arancioni» che la fanno da padroni anche in casa nostra e malgrado le considerazioni geopolitiche non è tanto la causa in sé né l'essere pro o contro russi, pro o contro ceceni, a indurci a quest'iniziativa. Lo è un insieme di sdegno, amore e senso dei doveri elementari.


Vi ringrazio


Gabriele Adinolfi

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categoria:militanza
venerdì, 30 novembre 2007

CASA d’ITALIA PRATI - ROMA (O.S.A. Occupazione scopo abitativo) Via Valadier 37 Tel. 06-3244557

Venerdì 7 dicembre 2007, dlle ore 18, CASA D’ITALIA PRATI aprirà il suo portone. Dopo mesi di duro lavori e fatiche, verrà inaugurato questa nostro nuovo avamposto di libertà. Saranno presentati al pubblico il LABORATORIO ARTISTICO (pittura, scultura e sartoria), il CINEFORUM ROMANO e l’ACCADEMIA PUGILISTICA TRASTEVERE. La struttura, oltre a dare casa a 25 famiglie romane in emergenza abitativa, è stata creata anche per essere area di ritrovo e confronto politico e metapolitico per tutta la destra romana.

PROGRAMMA della GIORNATA:

Ore 18: Presentazione del “Cineforum romano” e visione del corto “V37″,
lavoro girato e montato dagli inquilini di CASA D’ITALIA PRATI.
Ore 19: Mostra di quadri presso il Laboratorio Artistico.
Ore 20: Cena sociale
A seguire concerto rock non conforme con ZETAZEROALFA e LA PEGGIO GIOVENTU’. Sono stati invitati: On. Luca Romagnoli, On. Gianni Alemanno, On. Giorgia Meloni, On. Luca Gramazio, On. Alessandro Cochi, On. Luca Malcotti, On. Alessandra Mussolini, On. Francesco Aracri, On. Francesco Lollobrigidda, Cons. Antonio Gemellaro, Cons. Luca Aubert.
Giuliano Castellino (Presidente CASA D’ITALIA PRATI)

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categoria:immagini, politica, militanza
venerdì, 30 novembre 2007

La fiamma tricolore piacentina ha avviato a Casa Astorri la produzione di striscioni su stoffa, verniciati a mano, rifiniti, cuciti ed occhiellati, con possibilità di richiedere anche il progetto grafico di base. L’avviso è rivolto a chiunque fosse desideroso di averne uno a rappresentare la propria sezione, il proprio gruppo o qualsiasi altra iniziativa senza avere la possibilità di produrlo personalmente e con l’ostacolo degli altissimi prezzi delle aziende che sono comunemente a disposizione per certi lavori. Per informazioni o richieste zonanerapiacenza@libero.it

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mercoledì, 28 novembre 2007

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categoria:video musicali
martedì, 27 novembre 2007

La Mamma dei C.....NI è sempre incinta!!

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categoria:immagini
lunedì, 26 novembre 2007
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categoria:consigli per gli acquisti
lunedì, 26 novembre 2007

Tavola rotonda sulla sicurezza e sul carcere.

...sentite la differenza:  i comunisti del 2000 sono reazione borghese allo stato puro!

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categoria:politica, video
domenica, 25 novembre 2007

Berlusconi, la CdL e le improvvise prospettive anguste della destra radicale

La partita si gioca all'attico mentre al massimo noi emergiamo di quando in quando dallo scantinato per vedere cosa avviene in portineria. Per questo prendiamo sovente fischi per fiaschi, enfatizziamo fatti minori e non li cogliamo nella loro interezza.

Ci troviamo in un periodo di trasformazione internazionale in cui si stanno combattendo almeno quattro guerre mondiali occulte, più intrecciate che parallele.


Prima guerra


La prima guerra è quella tra euro e dollaro, senza esclusione di colpi, una guerra tra banchieri che ha determinato gli scenari internazionali inaugurati con l'11 settembre. Controllare i pozzi, far salire il prezzo del petrolio fino al punto da renderlo conveniente agli interessi americani ma non di più, svalutare il dollaro e impedire le transazioni in euro: ecco le ragioni più importanti degli interventi “di pace” americani nel Vicino Oriente.


Seconda guerra


La seconda guerra concerne la geopolitica di droga, petrolio e gas. Essa vede contrapposti il partito atlantico a quello russo/asiatico ma comprende anche furiose guerre intestine tra Inghilterra, Usa e Israele con il coinvolgimento di attori minori sulla rotta afghano-balcanica e su rotte alternative come Marocco e Spagna.


Terza guerra


La terza guerra riguarda la Cina: tutti gli altri protagonisti fanno a gara nel contendersi rapporti privilegiati e nell'ipotizzare normative alla crescita del colosso giallo il quale, come se non bastasse, sta apprestandosi a gettare sul piatto tutta la sua potenza con effetti apocalittici.


Quarta guerra


La quarta guerra è quella di Putin: la ripresa russa che sta facendo rinculare l'influenza yankee nella cerniera eurasiatica e che sta allargano il raggio strategico al Vicino Oriente non è un epifenomeno ed è, anzi, addirittura potenziale causa di una guerra mondiale vera e propria.


Non se ne occupano i media


I media, impegnatissimi a mettere in scena la nostra quotidianità che oscilla tra il drammatico, lo squallido e l'avvilente, non si occupano affatto delle questioni di fondo da cui però dipende la nostra vita di tutti i giorni. Se non se ne occupano i media nemmeno lo fanno i “camerieri dei banchieri” che sono impegnati a parlare solo il politichese per capitalizzare lo “share”. Ma noi dobbiamo, invece, avere un'idea d'insieme, che poi è l'unica garanzia che abbiamo di non prendere cantonate nella politica nazionale. Perché se fraintendiamo i moventi altrettanto ci capita per quanto riguarda le previsioni future e, se sbagliamo queste, non facciamo che oscillare come fuscelli trascinati dalla corrente.

Ed è per questo che l'ho presa da lontano: mi sembra indispensabile.


I grandi gruppi d'interesse non vogliono politici


I grandi gruppi d'interesse in Europa Occidentale alle prese con queste quattro guerre sono impegnati a risolvere i loro contenziosi al di sopra delle sovranità e, nell'attesa di un eventuale governo europeo, pretendono che i governi nazionali siano ridotti ad assemblee di condominio. Ragion per cui tutto quanto accade in Italia non va assolutamente letto in chiave locale (sarebbe una grave mancanza) ma come fase di passaggio. Questo è il motivo per il quale il governo Proni non è ancora caduto e sembra reggere.

Confindustria lo ha detto chiaramente; Montezemolo ha assicurato che in Italia prima del 2009 non si dovrà andare a votare. Fini, quando il 17 novembre ha contraddetto e sfidato Berlusconi sostenendo che prima di votare bisogna accordarsi sulla riforma elettorale, ha usato parola per parola un editoriale del Sole 24ore.

Berlusconi il 18 novembre si è limitato ad effettuare un colpo di scena. Visto che i suoi “alleati” lo stavano fregando ha buttato all'aria la tavola con tutte le carte e ha detto “se pensate che di accordarvi senza di me e di farmi fuori avete fatto male i calcoli perché sono migliore di voi anche negli accordi”.


Solo una questione di tattica


La prima chiave di lettura di quanto è avvenuto (la presunta fine della CdL) è proprio questa. Berlusconi è l'unico – dicasi l'unico – uomo politico italiano a non dipendere direttamente ed organicamente da qualcuno e, quindi, ad avere una certa libertà di manovra. Inoltre è il meno legato ai centri di potere europei, tant'è che dobbiamo in gran parte a lui la cosa più interessante avvenuta in Italia negli ultimi venti anni: ovvero l'accordo tra l'Eni e la Russia.

Non ha una linea strategica, è un tattico. Tattiche sono infatti le ragioni dello scontro tra il piccolo e i nani. Le scelte tattiche interessano solo i giocatori e non chi, come noi, sta fuori dal gioco, ragion per cui non darei un'importanza eccessiva a questo scontro che è comunque divertente, se non altro perché rovina molti piani personalistici e faticose architetture bizantine concepite in questi tre anni nei circhi di Fini e Casini.


Sconvolta l'estrema destra


La contrapposizione formale tra il piccolo leader e i nani ha però comportato uno sconvolgimento nelle appendici di destra. Con l'eccezione del partito di Storace (che comunque si trova anch'esso di colpo spiazzato rispetto al gioco che stava conducendo dopo una lunga pianificazione) più o meno tutti si ritrovano, per via di intrecci personali, d'interesse, di conoscenze, nella larga corte finiana. Il che, giustamente, ha prodotto sconforto, perplessità e malumore. Ci s'inizia a rendere conto, all'estrema destra, che si è davvero subalterni e impotenti. Il dramma è che, fatte salve le dovute e rare eccezioni, si sia dovuta attendere la prova del nove della più indiscutibile evidenza per prendere atto di qualcosa che doveva essere invece il postulato iniziale dal quale procedere.

Ci si sta poi rendendo conto di un altro fatto largamente prevedibile da anni e cioè che per i partiti di estrema destra è partito il conto alla rovescia. A scanso di improbabili colpi di scena questi spariranno; molto probabilmente saranno costretti a confluire altrove, a sciogliersi o a trasformarsi in movimenti.


Avanguardia corsara


L'occasione è delle migliori per poter finalmente apprendere a ragionare con freddezza, con spietata autocritica e senza riserve mentali.

Da tempo l'evidenza dei fatti ha dimostrato l'inconsistenza dell'”antagonismo” (antagonisti a chi? In nome di che cosa? Con quale strategia? E, soprattutto, riconosciuti come antagonisti da chi?). Ora ha fatto emergere anche l'inconsistenza tanto della scelta di “rappresentatività” (non esiste né può esistere nessuno che possa rappresentarci) quanto quella della scalata a un fortilizio (quale? Non ce ne sono: nessun partito, ammesso e non concesso che fosse permeabile ad una conquista dall'interno, avrà più consistenza o prospettive).

Ancora una volta chi non voglia divenire uno sciuscià si trova di fronte a un bivio: o si chiude in un ghetto sterile, ottuso e autogratificante giocando a fare lo zingaro fasciconsumatore, oppure inizia a ragionare per dialogare con la politica sulla base dell'autonomia e del realismo. Non è questione di forme, appartenenze o schieramenti (tutti vanno egualmente bene perché sono tutti parimenti inaccettabili, tutti vanno bene - meglio se più d'uno contemporaneamente in una logica di sistema di forze - purché intesi sempre e comunque come luoghi esterni e teatri di scontri e trattative): è questione di mentalità. Tutti vanno bene? Solo se non sono frutto di scelte obbligate ma di valutazione strategica. Ecco perché, a scanso di equivoci, ritengo qualsiasi ripiegamento obbligato in quanto dovuto agli sconvolgimenti attuali, intrinsecamente debole, senza spessore, quindi politicamente privo di senso, a prescindere da quanto possa poi risultare avvilente. Prima va affermata l'autonomia, anche e soprattutto finanziaria, poi va deciso cosa fare tatticamente: non si può raffazzonare una mentalità e men che meno è lecito fingerla, bisogna maturarla!

Quale debba essere quella mentalità lo andiamo ripetendo oramai da anni. Servono una centralità che non oscilla, una chiara Idea del Mondo, una sottrazione alle logiche sistemiche e una capacità di muoversi tra politica e territorio come incursori, come lanzichenecchi, come uscocchi a protezione di imprese che siano al tempo stesso gratificanti ed efficienti.

E' giunto il tempo di prepararsi a grandi sfide con la mentalità dell'avanguardia corsara. In quanti ci riusciranno?


Gabriele Adinolfi

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sabato, 24 novembre 2007

“La Fiamma Tricolore è vicina a tutte le Forze Armate.
Si stringe al dolore della famiglia del maresciallo capo Daniele Paladini che ha perso la vita nell’attentato di questa mattina a Kabul, in Afghanistan.
Ed è vicina ai capitani dell’esercito Salvatore Di Bartolo e Stefano Ferrari e al caporale maggiore scelto Andrea Bariani, rimasti feriti nel vile gesto.
Giovani, motivati da grandi, profondi Ideali, nostri Fratelli, nostri Camerati, mandati a morire per due soldi e per una ‘guerra’ che non difende gli Interessi Nazionali.
Sono lì ad aiutare un popolo che li ripaga attentando alla loro vita. A tutti loro, eroi, veri legionari dei nostri tempi, noi mandiamo un affettuoso e cameratesco abbraccio”.

On. Luca Romagnoli Segretario Nazionale Fiamma Tricolore .

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categoria:politica
venerdì, 23 novembre 2007

I due militari americani che si sono feriti mentre preparavano un ordigno nella base di Aviano

La scorsa settimana nella base americana di Aviano due militari statunitensi si facevano esplodere tra le mani un ordigno artigianale e venivano ricoverati in gravi condizioni ma non in pericolo di vita. La notizia è trapelata sulle agenzie stampa ma, chissà perché, non è praticamente approdata ai giornali visto che è stata oscurata anche nella cronaca del Triveneto e non si sa come l'ha pubblicata solo il romano City.

Aviano si trova all'epicentro delle azioni terroristiche del nostrano Unabomber. Lo scorso anno il Gazzettino pubblicava la notizia secondo la quale gli inquirenti stavano indagando su un dipendente della base Nato. Da allora non si è saputo più niente; esattamente come non più si è parlato del tragico incidente di qualche giorno fa.

Non vogliamo affermare con ciò che vi sia necessariamente un nesso tra gli artificieri di Aviano feritisi la scorsa settimana e le gesta di Unabomber. Ci piacerebbe però che sulla vicenda ci dessero informazione e trasparenza.

Troppo pretendere da una colonia asservita e china da sessantadue anni e mezzo?


Gabriele Adinolfi

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venerdì, 23 novembre 2007

“E’ da ipocriti pensare che la Rai non subisca l’influenza di chi è al governo”. E’ quanto dichiarato dal Segretario della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli, nel commentare la notizia delle intercettazioni Rai-Mediaset.
“Le decisioni su chi invitare e in quale trasmissione, ad esempio, seguono precise direttive – ha spiegato Romagnoli – altrimenti non si comprenderebbe il fatto che, noi della Fiamma Tricolore, categoricamente, non siamo mai ospitati sulle reti nazionali, tranne che in regime di par condicio”.
“Ed è di una gravità assoluta – ha sottolineato – la totale mancanza di spazi per i partiti che, come il nostro, godono del favore popolare”.
“L’Italia è l’unico paese europeo – ha denunciato poi Romagnoli – in cui il Servizio Pubblico, quello pagato con i soldi di tutti noi, fa tali discriminazioni”.
“Quindi, dovremmo credere – prima con il governo di centro destra e ora con quello di centro sinistra – che non ci siano ‘intrecci di relazioni’ con i vertici dell’azienda pubblica?”. Ha domandato infine Luca Romagnoli.


Roma, 22 novembre 2007

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giovedì, 22 novembre 2007

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categoria:immagini, militanza
mercoledì, 21 novembre 2007

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categoria:immagini, politica, militanza
mercoledì, 21 novembre 2007

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categoria:video musicali