mercoledì, 31 ottobre 2007

Così Valerio Cutonilli, difensore di Ciavardini, ricostruisce la grande vergogna dell'Italia antifascista

E' in uscita il libro-intervista al portavoce del comitato "L'ora della verita'" dal titolo "Bologna 2 agosto 1980 - STRAGE ALL'ITALIANA" edito da Edizioni TRECENTO. Per maggiori informazioni sull'acquisto e sulla distribuzione, potete scrivere all'indirizzo e-mail del comitato:

info@loradellaverita.org


"Bologna 2 agosto 1980, salta in aria la sala di attesa della stazione ferroviaria. Esclusa l’accidentalità dell’esplosione, viene accreditata immediatamente una tesi ufficiale: strage nera.

Le indagini procedono sin dall’inizio in un’unica direzione. Altre piste rimangono trascurate. L’inchiesta viene esposta di continuo a tentativi di inquinamento, volti a corroborare l’ipotesi dell’attentato neofascista. La vicenda giudiziaria sembra essersi conclusa l’11 aprile 2007 con la condanna definitiva di Ciavardini, ritenuto responsabile dell’eccidio bolognese al pari di Fioravanti e Mambro. Ma la stragrande maggioranza degli osservatori del processo – senza distinzioni politiche – considera innocenti i tre ex militanti dei Nar.

Per quali ragioni il governo sposò a priori un’unica ipotesi investigativa? Perché i depistaggi coinvolsero solo esponenti dell’estrema destra? Massimo Sparti fu un teste genuino o l’autore di un tentativo di sviamento andato a buon fine? Quali motivi impediscono ancora oggi di conoscere mandanti e moventi della strage di Bologna?

Il libro-intervista a Valerio Cutonilli - portavoce del “comitato l’ora della verità” – vuole rappresentare un invito a riflettere sui numerosi quesiti rimasti irrisolti.

Tali interrogativi non si limitano a suscitare divisioni sempre più aspre all’interno della società italiana. Essi costituiscono un ostacolo insormontabile per l’edificazione di quella “memoria condivisa” che dovrebbe caratterizzare un paese civile.

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mercoledì, 31 ottobre 2007

Avviso a tutti i camerati, il murales per Mario Zicchieri in Via Erasmo Gattamelata (Roma) è stato rifatto finalmente in maniera degna, siamo tutti invitati a "vegliare" affinchè nessuno piu si permetta di infangarlo di nuovo!

i Camerati

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martedì, 30 ottobre 2007

Più di 750 kg di pasta e 300 litri di latte distribuiti ai messinesi sabato e domenica scorse a Piazza Cairoli durante le Giornate Tricolore organizzate dalla federazione del MSI Fiamma Tricolore Messina. Ciò a riprova del vergognoso aumento di questi prodotti. I cittadini hanno preso d'assalto il gazebo, portando a casa un pacco di pasta o una preziosa busta di latte. La tristezza di questo successo sta nel pensare che in Sicilia fino a 30 anni fa, il raccolto del grano veniva effettuato due volte l'anno, e le nostre pianure godevano di pascoli numerosissimi. Oggi assistiamo alle fughe verso le città e all'abbandono delle campagne, che genera (estate docet) incendi spaventosi e povertà di risorse. Basterebbe che i governi nazionali e regionali disponessero incentivi per l'agricoltura, in modo da stimolare i proprietari terrieri a formare delle cooperative e a far tornare la gente a lavorare sui campi. Deludente invece la raccolta fondi per la Lelat, 100 euro sono troppo poche per una comunità terapeutica che minaccia la chiusura, ciò che appare assurdo è che ad una struttura come quella dell'instancabile Annamaria Garufi, che ha salvato centinaia di vite vengano erogati contributi irrisori da parte delle istituzioni, mentre ai carrozzoni-mangiasoldi inutili, vengono versati da regione e provincia fiumi di denaro che finiscono...? ....

Il gemellaggio Messina-Catania è stato vincente, e le due sezioni si sono affiancate in questo progetto con grande spirito di unità. La riuscita di questo evento la si deve in primis al Camerata Andrea di Palermo, che ha pubblicizzato in rete la nostra discesa in piazza, e senza di lui neppure questo blog avrebbe avuto origine. Un saluto speciale infine al Camerata Max!!! Tornando ai fatti, visto comunque il successo delle Giornate Tricolore e i complimenti dei cittadini che hanno ben gradito dopo tanto tempo il ritorno in piazza del MSI, la Federazione di Messina organizzerà altre giornate Tricolore, chiaramente sempre a scopo benefico e Sociale nei prossimi giorni.

Ricordiamo che chi vuol collaborare con noi, in attesa della riapertura della sede (prevista a dicembre), può chiamare il 393/3721756, o leggerci con L'EVOLVZIONE distribuito in molti negozi della città.

Tratto da www.fiammamessina.splinder.com

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martedì, 30 ottobre 2007

Oggi la grande finanza ha il monopolio in diversi settori della vita civile e dell’economia: ci troviamo in un sistema dove quegli stessi attori (visto anche l’art. 105 di Maastricht) hanno subordinato i tre poteri di Montesquieu alla logica del denaro e del guadagno. Le sembra un sistema a “misura di cittadino”?
“Assolutamente no, tanto più che attraverso l’illusione della “ricchezza diffusa” del benessere e della possibilità di esportazione a tutto il mondo liberista dei falsi successi del “sogno americano” si continua ad indebitare la quasi totalità della popolazione. Fabbricano illusioni e sogni che si materializzano attraverso il debito (una volta si potevano materializzare attraverso il risparmio), “costruiscono” una, popolazione globalizzata nella dipendenza dal sistema creditizio e con ampie prospettive di miseria”.

Il premier Prodi, come tutti sanno, ha forti legami con la Goldman Sachs, così come lo stesso Draghi: questa comunanza di interessi in che modo può influenzare la politica di questi personaggi?
“La influenza e molto, così come tutti i poteri finanziari transnazionali operano attraverso molte fondazioni, associazioni, lobbyes e loggie; operano tanto più su chi governa (e non solo a livello nazionale ed europeo), innescando processi decisivi per i popoli, promuovendone oltre che orientandone le scelte politiche. Un esempio semplice: decidere un’azione militare in un certo “teatro” significa influenzare non solo economie locali ma a cascata una lunga serie di interessi geofinanziari e geoeconomici sparsi ed interrelati per il mondo, ma concentrati in poche ricchissime mani”.

Un parere personale sull’influenza nella politica di smantellamento dello Stato nazionale (partecipazioni statali, assistenza sociale) dovuta all’incontro che ebbe luogo nel 1992 sul panfilo “Britannia” fra personaggi come Draghi, Andreatta, Soros, Barucci, il governatore della Banca d’Inghilterra, rappresentanti delle maggiori banche d’affari ed altri importanti esponenti del mondo finanziario al largo di Civitavecchia.
“Smantellare lo stato nazionale é il primo indispensabile passaggio per lasciare un popolo in balia di interessi transnazionali, apatridi, senza regole (la coscienza neanche la cito), direi “in soldoni” degli speculatori finanziari. In questo modo si indeboliscono e anzi si annientano quelle che nella nostra visione del mondo dovrebbero essere le amministrazioni che presiedono all’organizzazione e gestione delle comunità di popolo; popoli fiaccati nell’economia e ulteriormente minati dalla perdita di identità. Gli affari finanziari, come del resto il commercio, non guarda a chi vende ne da chi compra, e quando vendere diventa più importante della morale e addirittura dell’etica (nel momento in cui si generalizza a fini e a sentimenti che non sono più individuali) si arriva alla schiavitù dei popoli. Non é stato questo il meccanismo che produsse la tratta degli schiavi per le Americhe? Anche il melting pot é un altro fattore che favorisce i mercati come qualsiasi processo di sradicamento e internazionalizzazione delle culture”.

Con la formazione del movimento “La Destra” e l’annunciata “Federazione del Sociale” quali obiettivi vi proponete di raggiungere? Vi presenterete insieme alla tornata amministrativa del 2008, in vista di una possibile alleanza anche per le Europee del 2009?
“Intanto, é bene precisare che così come sono ora, programma e statuto de “La destra” non sono conciliabili con quello della Fiamma, quindi se qualcuno ragiona in termini di confluenza per ora é da escludere. Nel frattempo potremmo sperimentare per le amministrative prossime venture un’alleanza federale, poi si vedrà. E nel caso in cui non rimanessero dietro la porta le elezioni politiche anticipate”.

Quale pensa possa essere lo spazio elettorale della coalizione composta da Fiamma Tricolore e La Destra? Pensa che possano entrare a farvi parte altri soggetti? Ed a livello europeo, l’eurodeputato Musumeci, potrebbe entrare nel gruppo “Identità, Tradizione, Sovranità”?
“Certo sarebbe e auspicale che a destra di AN esistesse un solo soggetto politico e francamente vorrei immaginare che la Destra non rappresentasse una semplice riedizione di Alleanza Nazionale, ma riprendesse più esplicitamente gli scopi e le finalità statutarie del MSI. Comunque in relazione alla legge elettorale attuale e a quelle paventate é demenziale non cercare di comporre un unico soggetto politico, un’unica proposta, almeno elettorale. Per quanto riguarda Nello Musumeci (con il quale ho in proposito parlato lunedì 17 settembre) non mi ha per il momento comunicato l’intenzione di lasciare l’attuale eurogruppo UEN ne quindi di aderire all’ITS”.

Cosa ne pensa delle iniziative anti-islamiche condotte dalla Lega Nord negli ultimi anni? Cosa pensa delle loro proposte? Ci può essere una convergenza di azioni in tal senso?
“Preferisco essere pro piuttosto che anti qualcosa; quindi preferisco dire che mi batto per la difesa e per il primato dei nostri valori, della nostra identità nella nostra terra. Ovvio che il primato degli indigeni non può essere messo a rischio dalle pretese di chi é alloctono. Quanto alle convergenze, perché no?”.

L’emergenza abitativa è da sempre un cavallo di battaglia dei partiti attenti al sociale: ma molti politici di entrambi gli schieramenti non credono che questo dramma sia risolvibile con un’ingente investimento nell’edilizia pubblica. Voi invece credete che il Mutuo Sociale sia pienamente realizzabile: come si coniugano queste due posizioni?
“Noi soprattutto crediamo che lo Stato debba garantire il diritto (peraltro costituzionale) alla casa e il dovere -prima che diritto-, al lavoro. Formule possibili per realizzare questo, ce ne sono; intanto la prima ed essenziale conditio é che lo Stato vigili sul sistema di concessione del credito. Fintanto che questo rimarrà all’arbitrio delle banche e la speculazione immobiliare produrrà l’elevarsi immotivato del valore del suolo nelle nostre città, l’emergenza abitativa potrà essere arginata solo con decise iniziative del legislatore. Ma quanti dei legislatori, ovvero quanti parlamentari sono disposti ad essere decisi contro gli interessi delle banche e degli speculatori menzionati?”.

A seguito dei fatti recentemente avvenuti a Casal Bertone, con scontri iniziati da extracomunitari ed esponenti dei centri sociali ai danni di alcuni militanti della Fiamma Tricolore, intenti in operazioni di affissione di manifesti, cosa pensa riguardo a questa apparente ripresa della tensione tra opposti estremismi? A chi giova e da cosa potrebbe essere scaturita?
“Giovare a qualcuno? A chi non ha argomenti per il dibattito politico, a chi anestetizza il disagio sociale di tanta parte della nostra città, a chi predica il disordine sociale e la prepotenza di classe per poi perseguire gli interessi di ristrette elite, tanto imprenditoriali quanto dei loro clientes progressisti comunistardi”.

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lunedì, 29 ottobre 2007

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lunedì, 29 ottobre 2007

 

29 ottobre 1975. Assassinato con un canne mozze a sedici anni da un commando di bestie

NEL SUO NOME LA NOSTRA LOTTA! CAMERATA ZICCHIERI PRESENTE!

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domenica, 28 ottobre 2007

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domenica, 28 ottobre 2007

85 anni fa Mussolini e il fascismo resituirono l'Italia al popolo e alla sua storia

EJA EJA ALALA!!!

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sabato, 27 ottobre 2007

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sabato, 27 ottobre 2007

Rauti al Parco dei Principi quarantadue anni dopo

Sabato 27 ottobre all'hotel Parco dei Principi va in onda l'ennesima prova generale dell'ennesima destra in CdL. Benedice Dell'Utri, coordina l'onorevole Nipote, partecipa l'intera redazione della Destra e del Secolo e c'è Pino Rauti.

Costui torna in pista all'hotel Parco dei Principi quarantadue anni dopo l'incontro con i servizi segreti dell'Istituto Pollio, incontro al quale la vulgata fa risalire la “strategia della tensione” e in cui Rauti, allora dirigente nazionale di Ordine Nuovo, svolse un ruolo di protagonista.

Invero si trattò di una trappola tesa all'estrema destra perché la strategia della tensione si svolgeva in altri ambienti, in altri settori, in altre stanze. Tuttavia il messaggio propagandistico era dato: per il futuro l'estrema destra sarebbe stata inchiodata a quell'immagine. I guai che sono derivati da quella scelta sono incommensurabili e sarebbe stato più opportuno da parte di Rauti farne ammenda che non scegliere di chiudere proprio lì la propria carriera, confondendo l'Omega della parabola individuale con quello in cui scrisse l'Alfa della discesa a precipizio di una destra radicale verso la tormenta.

Peccato.

Gabriele Adinolfi

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sabato, 27 ottobre 2007

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venerdì, 26 ottobre 2007

di Filippo Rossi

Filippo Rossi, giornalista e scrittore (autore, con Luciano Lanna, del saggio-dizionario Fascisti immaginari, Vallecchi 2003), ha cominciato al quotidiano Il Tempo, è stato caporedattore del settimanale l'Italia, direttore delle news di Radio 101 e collaboratore di diverse testate politico-culturali. 


Probabilmente Brad Bird, regista e sceneggiatore dell’ultimo film della Pixar, Ratatouille, non poteva né sapere né immaginare che avrebbe mandato sui teleschermi di tutto il mondo una metafora psicologica che si adegua benissimo anche alla parabola politica ed esistenziale della destra italiana. Perché, aldilà e oltre le intenzioni del regista, la storia di Remy, un topo dotato di un olfatto straordinario e di un talento naturale per la buona cucina, può venire letta come il perfetto romanzo biografico e sentimentale di un’intera generazione di giovani che, avviati alla politica negli anni Settanta, si sono ritrovati protagonisti della storia del loro Paese.

La storia è semplice: Remy non è un topo di fogna come tutti gli altri, lui non ce la fa a rimanere ancorato alle tradizioni della famiglia, non riesce a mangiare solo spazzatura. Guarda altrove, vuole volare altro, oltre gli schemi di chi vuole i topi di fogna ai margini della società. Remy alza la testa, si ribella alle regole che lo vogliono reietto e inascoltato, vuole diventare un cuoco, creare qualcosa di nuovo. Vuole “provarla nuova”. Dopo una serie di rocamboleschi accadimenti, Remy si trova separato dalla sua colonia e finisce a Parigi, sede del ristorante che porta il nome del suo Chef preferito, il famoso Gusteau, dal motto seducente: «Tutti possono diventare grandi cuochi». È qui Remy fa conoscenza con il giovane ed imbranato Linguini, un timido sguattero che, grazie ai consigli del topo-chef, diventa ben presto famoso e celebrato. I due sembrano invincibili ma resta da superare il giudizio del temibile Anton Ego, il più feroce tra i critici culinari francesi... Ha detto Laura Castaldi: «Questa pellicola in fondo è un inno all’amicizia ma soprattutto al coraggio. Quel coraggio che viene ben ripagato se si ha fiducia nelle proprie potenzialità o forse soltanto nel sogno che ciascuno di noi conserva nel proprio cuore. Con la volontà e con il sacrificio ciascuno di noi può diventare un Remy del proprio destino, che insegue il proprio sogno anche in solitudine ma con la determinazione di colui che ha in sé la speranza di raggiungere il proprio obiettivo. Aggiungiamo anche la bontà unita all’amore e al rispetto per gli altri, siano questi tuoi simili o meno, e allora gli ingredienti ci sono tutti per la riuscita di un buon piatto, proprio come il buon vecchio Walt Disney ha predicato per oltre un cinquantennio».

L’intreccio del film scorre via con una sceneggiatura impeccabile anche nella seconda lettura, quella “politica”. Chi raffigura il giovane Remy, infatti, se non quei giovani militanti che nei pieni anni di piombo («Fascisti carogne, tornate nelle fogne») hanno cercato di uscire all’aperto, confrontarsi col mondo, contro le regole della propria famiglia e contro la società che li rifiutava? Il “topo di fogna” Remy è la perfetta metafora di un certo modo di stare a destra senza subire i vincoli della colonia, del partito, del passato. «Non puoi cambiare la natura», dice a Remy il padre, preoccupato per le sue fughe in avanti. «Cambiare fa parte della natura. La puoi influenzare», risponde il topo sognatore. E ancora, il padre: «Dove vai?». La risposta di Remy vale più di tanti lunghi discorsi: «Con un po’ di fortuna, avanti», sussurra, allontanandosi con orgoglio in una Parigi immaginaria ma inconfondibilmente “anni Settanta”.

Già, Parigi... più la pellicola va avanti e più Ratatouille come metafora non mostra lacune. Basta pensare, ad esempio, che il primo numero dell’italiana La Voce della Fogna uscì nel dicembre 1974 come tentativo di riproporre, in termini originali, l’esperienza francese del foglio satirico/ideologico Alternative, animato dal disegnatore e musicista Jack Marchal, inventore di fumetti i cui protagonisti erano proprio... giovani topi(!). In una recente intervista al Secolo Jack Marchal ha ricordato così quell’esperienza: «Avemmo l’idea di puntare sull’immagine. Sulla stampa trotzkista venivamo definiti i topi di fogna, i topi neri? Bene, noi facemmo dei topi il nostro simbolo: diventammo una banda di topi a Parigi». Un modo nuovo di stare a destra, insomma, come ha sottolineato il politologo Marco Revelli. Lo scopo della Voce della Fogna, ha scritto in Italia Marco Tarchi, «era quello di disporre di un veicolo moderno e dotato di linguaggio immediato con cui replicare, in tono ironico, agli intenti di delegittimazione degli avversari e nel contempo proporre un’operazione di stile, cioè, lo svecchiamento della stanca immagine del neofascismo. Verso la metà degli anni ’70 capimmo che non era più il tempo di continuare a sostenere la vecchia destra, che era tempo di uscire dal ghetto». E dalle fogne. Come Remy, insomma, che per tutto il film combatte su due fronti: quello della famiglia retrograda che lo vuole riportare indietro; e quello della società civile che non lo accetta ancora. La battaglia di Remy è tutta qui, in questo doppio fronte psicologico, in questa tenaglia che lo vuole far rimanere quello che è, che vuole interrompere i suoi sogni di gloria. La battaglia, a destra, è sempre questa, ancora oggi. Perché, come ha spiegato Filippo Ceccarelli, il grido “tornate nelle fogne” oltre ad essere incivile era, anche inesatto: «Molto semplicemente, non erano fogne. Si trattava di vere e proprie città sotterranee... fra reticoli di gallerie che di colpo si aprivano in volte affrescate, o si perdevano entro cantine polverose, come pure ai margini di ambulacri anche parecchio frequentati...». È così che Ratatouille diventa soffio attuale di speranza, quando registra il riscatto della colonia dei topi che, tutti insieme, diventano cuochi di un grande ristorante. Un avvertimento a chi è vissuto, anche di traverso, per qualche anno nella famiglia umana della destra italiana. In quella scena si rischia la commozione: i bambini e gli amici di oggi non capiranno, perché i tempi del «Fascisti carogne, tornate nelle fogne» sono, per fortuna, ormai lontani. Ma quei topi di fogna che, tutti insieme, crescono e diventano altro da sé senza tradire se stessi, sono la migliore immagine di questa destra moderna che, partita dalle fogne, è riuscita, con mille contraddizioni e tra mille ostacoli, ad arrivare al governo del paese.

Un consiglio è d’obbligo, allora, a tutti gli operatori culturali, i giornalisti, gli intellettuali che, a diverso titolo, si occupano di questa famiglia politica. Se volete capire nel profondo quello che è successo in questi ultimi decenni, se volete capire lo sdoganamento e le svolte culturali, le paure e i tic intellettuali, andate di corsa a vedere Ratatouille. Capirete molto più in quest’ora e mezza di poesia animata che leggendo cento libri. Dove va la destra italiana? A rispondere c’ha pensato Remy, un topo di fogna che entrerà di prepotenza nel nostro immaginario: «Con un po’ di fortuna, avanti».


Filippo Rossi

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categoria:kulturkampf
venerdì, 26 ottobre 2007

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categoria:immagini, politica, militanza
venerdì, 26 ottobre 2007

Abbiamo ricevuto questo appello:

Anche se mancano solo pochi giorni, lottare fino all'ultimo istante, dimostrerà il nostro coraggio di voler vivere in un mondo migliore(...). Sbrighiamoci che il tempo stringe, l'asta é fissata per la fine di ottobre 2007!

Buongiorno a tutti, mi chiamo Andrea e volevo informare quante più persone su ciò che sta avvenendo a due passi da Roma. Tra poco più di un mese la Selva di Paliano, l'ex parco a due passi da Roma, per trenta anni oasi naturale dove osservare libere decine di specie di uccelli,luogo visitato da circa nove milioni di persone, bosco che ha ospitato il set di "Non ci resta che piangere", verrà venduta all'asta in 31 lotti. Sto dando una mano agli amici dell'associazione "Il Grillo Parlante", organizzando una raccolta di firmecartacee da presentare al Ministro dell'Ambiente, visto che nella più totale illegalità (e indifferenza delle istituzioni e degli enti) si sta già procedendo alla spartizione di alcune aree.

Il filmato da me girato pochi giorni fa lo testimonia: http://www.youtube.com/watch?v=E_hWGEgVH7c

E' necessario preservare il Parco dallo smembramento che porterebbe i soliti palazzinari ignoti a farne quello che vogliono. Sul sito anche la possibilità, con un semplice click, di inviare una mail di protesta, da sottoscrivere, al Ministro Pecoraro Scanio. Da oggi chi vuole può sottoscrivere la petizione on line:

http://www.petitiononline.com/SELVA/petition.html

NON STARE IMPALATO: FIRMA E CONTRASTA I PALAZZINARI!

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categoria:militanza
venerdì, 26 ottobre 2007

Azione Sociale, La Destra, il MIS e la Fiamma Tricolore hanno, autonomamente, ognuno per conto proprio, ufficialmente deciso di aderire alla Federazione delle Libertà proposta da Silvio Berlusconi, per rafforzare ulteriormente la Casa delle Libertà, attraverso un coordinamento permanete delle varie forze politiche della coalizione di centro-destra, sia a livello locale che nazionale.
Alessandra Mussolini e Francesco Storace, entrambi storici alleati ed amici personali di Silvio Berlusconi, sono ancora divisi da vecchie ruggini politiche e personali, ed essendo caratterialmente molto simili, sanguigni ed esuberanti, non riescono a rappacificarsi, impedendo, di fatto, la riunificazione della destra “alternativa ad AN”. Il vecchio Pino Rauti, oltre a non avere un partito alle spalle, è nuovamente coinvolto nella vergognosa farsa giudiziaria di “Piazza Fontana” e, quindi, il suo nome è tornato “politicamente inspendibile” come quelli degli “impresentabili” Adriano Tilgher e Roberto Fiore alle scorse elezioni politiche.
Badate bene, Berlusconi non condivide affatto i giudizi negativi sui tre sopraccitati personaggi, anzi, non ne fa una questione morale ma semplicemente di opportunità politica, elettorale e numerica. Insomma il gioco non vale la candela: porterebbero pochi voti mentre scatenerebbero tutta una serie di pretestuose polemiche della sinistra contro la presenza dei “pericolosi fascisti”. Stesso discorso vale per il numero delle liste “nere”, la cui presenza visiva e numerica sarebbe direttamente proporzionale agli attacchi politici degli avversari. Quindi, il geniale Cavaliere, ha deciso di riunificare la destra “alternativa ad AN” in una sola lista nazionale, incaricando di questa operazione direttamente, colui che ritiene più spendibile ed affidabile, l’On. Prof. Luca Romagnoli, Segretario Nazionale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore.
Il raggiungimento della riunificazione della destra “radicale” servirebbe al furbo Cavaliere anche per ridimensionare Alleanza Nazionale e le esagerate ambizioni personali dell’avido Gianfranco Fini. E’ chiaro che per AN un conto è avere alla propria destra 2-3 partitini litigiosi dello zero virgola, magari senza rappresentanti, ed un altro la presenza di una forza del 3-4% con suoi rappresentanti eletti in tutte le istituzioni.
Quindi Berlusconi ha delegato Romagnoli alla difficile operazione, dandogli fiducia e forza, infatti chi non accetterà la riunificazione a destra, con tutta probabilità, verrà emarginato dalla Casa delle Libertà e non entrerà più a far parte della futura Federazione: amico avvisato, amico salvato!
Di tutto ciò, quanto sopra, non ho semplicemente letto sui giornali e su internet ma ne ho avuto conferma, anche e soprattutto, in una amichevole quanto riservata chiacchierata personale con un noto esponente nazionale di Forza Italia (già sottosegretario nel precedente Governo Berlusconi) che mi ha anche raccontato della sincera simpatia del Cavaliere per i giovani della Fiamma, “per il loro ardore e la loro vivace e provocatoria azione politica”, che lo ha molto colpito in occasione della grande manifestazione nazionale dell’anno scorso a Roma.
Per mettere d’accordo i galli del nostro pollaio ci voleva proprio il fattore Berlusconi!

Roberto Jonghi Lavarini

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categoria:politica