

...chi ha vinto la Coppa d'Asia di calcio: l'Iraq che non esiste! Sarà...
A dire il vero lo avevamo sospettato; ma poi ci dicemmo che non era possibile. Non si poteva far vincere all'Iraq la Coppa d'Asia, lo si poteva al massimo portare un po' avanti, tanto per fornire l'immagine che l'Iraq esiste ancora. Quindici anni fa avevamo malignato che la Danimarca, la quale di recente aveva rifiutato per referendum popolare di aderire alla Ue e che doveva tornare a votare di lì a poco, avrebbe fatto starda all'Europeo, tanto per “europeizzare” la pubblica opinione locale. Lo vinse! Alcuni sostenevano che era stato tutto taroccato da tempo. Non ne siamo mai stati sicuri; anzi abbiamo scartato il tarlo dalla testa. Ma l'Iraq che vince la coppa d'Asia è francamente troppo per non farci ridere. Oddio, saremo paranoici, e di sicuro avete ragione voi che ci dite che il calcio è pulito, che il potere non lo determina, che gli arbitri sono onesti, che i procuratori non formano (e non fanno formare ai loro giocatori) squadre trasversali e non determinano così dei risultati che sono stati decisi a tavolino. Avete ragione voi che dite che Calciopoli è stata gonfiata e, soprattutto, che ne siamo usciti. Avete ragione voi che considerate Zeman un pericoloso allarmista che parla a casaccio. Avete ragione voi che festeggiate l'impresa dell'Iraq campione d'Asia. L'Iraq, ovviamente, indipendente, sovrano, unito e liberato da noi. E di certo i più tecnici ed illuminati tra voi non paranoici ci potranno illustrare la fantatstica abilità che si acquisisce ad apprendere il dribbling fra un'autobomba e l'altra passando tra le pallottole dei posti di blocco. Questa squadra, signori e signore, è davvero una bomba!
Mele: "Dopo sei giorni da solo..."
"Sesso con donnina? Se capita occasione"
Dopo aver ammesso che era lui il politico "beccato" in un hotel di Roma in compagnia di una prostituta, poi ricoverata per un'overdose, Cosimo Mele, ha fornito la sua versione. "Non posso non essere un buon padre, un buon marito solo perché dopo cinque, sei giorni fuori casa capita un'occasione...", ha spiegato l'esponente Udc a La Stampa. E ancora: "Droga? Non mi sono nemmeno accorto che prendeva pasticche o altro".
Ma adesso Mele dimetterà dalla carica parlamentare? ''Io rispondo al mio partito. Al mio segretario ho offerto le mie dimissioni, se saranno necessarie'', ha detto. Con sua moglie ha parlato? ''E' stata la cosa più difficile. Ho parlato e parlerò ancora''. Anche con la polizia: ''Per chiarire. Non mi hanno convocato, non ho nessun obbligo...''.
Che quel che è accaduto sia una vicenda privata, senza nessun risvolto penale, ne è convinto il parlamentare, ma anche gli investigatori, tanto che alla procura non risulta sia nemmeno stata fatta una segnalazione. ''La signora l'ho conosciuta a cena, al ristorante Camponeschi, presentata da amici'', dice Mele nella sua ricostruzione della serata allegra. ''No, non sapevo fosse una prostituta'', ribadisce più volte, poi ammette di averlo capito ''ad un certo punto'' e di averle fatto ''un regalino'' (sulla cifra preferisce sorvolare).
L'ha portata in una suite all'hotel Flora, ''anche se ho casa a Roma, ho preferito''. Hanno passato la serata, sempre secondo il racconto del parlamentare, poi ognuno a nanna in una stanza diversa della suite. Di cocaina l'onorevole dice non solo di non aver fatto uso, ma nemmeno di averla vista. ''Forse ha preso pasticche. Che ne so, io dormivo''. L'onorevole Mele insiste anche sul fatto che lui era in compagnia di una sola ragazza, la seconda, dice, l'ha chiamata l'altra ''a un certo punto'', ''poi se n'è andata''.
Dopo essere stata portata al "San Giacomo", la ragazza ha raccontato di pasticche che qualcuno le avrebbe fatto prendere. Così è partito l'accertamento della polizia ed è venuto fuori il coinvolgimento del parlamentare, la presenza di un'altra ragazza. Quando si è ripresa, agli agenti ha detto che nessuno l'aveva costretta a fare niente e che anzi, ''quel signore'' le aveva anche pagato il dovuto per la prestazione.
"Oggi 29 luglio è per noi una data importante. Lo è per la Nazione e per la storia del nostro movimento politico. Il 29 luglio del 1883 nasceva Benito Mussolini: uno dei più grandi statisti del XX secolo. Io non lo dimentico, io non l'ho mai dimenticato, io mai lo rinnegherò.Noi onoriamo il suo nome, perché nel suo nome aggiorniamo le idee e i progetti. Nutriamo lo stesso suo amore per il popolo italiano e daremo battaglia per il riscatto dell'Italia, la cui dignità è oggi vilmente compromessa da questo governo di politicanti. Chi ricorda questo giorno è un Italiano migliore degli altri".
Luca Romagnoli
2007-07-29 11:18
Squillo finisce in ospedale per un malore
(ANSA) - ROMA, 29 LUG - Un parlamentare, due squillo, coca e alcol in un hotel di via Veneto. Una delle ragazze sta male, va in ospedale, ma tutto finisce li'. Lo scenario e' stato ricostruito dalla polizia dopo l'arrivo al pronto soccorso della giovane, che diceva di essere stata costretta a prendere qualcosa. Poi, pero', ha cambiato versione. 'Non c'e' reato, nessuna denuncia', dicono gli investigatori. Non risulta che l'altra ragazza sia stata sentita, ne' che sia stato interpellato il parlamentare
Naturalmente non sapremo mai chi è il parlamentare.
...e naturalmente...tu continuerai a votarlo! 
"Stiamo tutti vivendo in America - L'America è meravigliosa
Stiamo tutti vivendo in America - America, America"
"Questa non è una canzone d’amore - Questa non è una canzone d’amore
Non canto nella mia lingua madre - No, questa non è una canzone d’amore"
Di Gabriele Adinolfi.
Ricordate l’eskimo di Guccini? “Scoppiava finalmente la rivolta ma io, in qualche modo m’ero già rotto…” A furia di anticipare le cose si perde il (dis)piacere di gustarsele. Ho già detto tutto quello che c’era da dire sul fenomeno storaciano tanto che ora non ho più voglia di ripetermi. Al massimo riassumo. La Destra sarà un pendant del probabile partito unico. Sarà meglio o peggio di questo? Non è dato sapere e probabilmente non ha alcuna importanza chiederselo visto che prima o poi (direi più prima che poi) si ricongiungeranno.
Le domande hanno davvero un senso?
Come comportarsi allora verso la Destra? Cosa temere dalla Destra? Cosa sperare dalla Destra? Queste domande avrebbero un senso se a porsele fosse un soggetto politico e non un coacervo di comitive fascio-consumanti. Se ciò fosse e se a questa caratteristica non corrispondesse si e no il 3% di quanto s’agita – non senza merito antropologico – ai margini del villaggio democratico, le risposte potrebbero essere significative.
Ci si potrebbe allora chiedere se la nascita di questa costola di AN consentirà di far sponda istituzionale da parte dell’attivismo radicale più di quanto finora gli sia stato concesso.
O, meglio ancora, se esistesse un’avanguardia strutturata e plurigenerazionale, ci sarebbe da puntare molto sull’attuale cambiamento della situazione che, immancabilmente, apre spazi vuoti, e si potrebbe allora identificare in zona d’ombra, in terra di confine tra le vari componenti alleanzine, miracolosi referenti potenziali in coloro che hanno il piede in due o tre scarpe.
Per ragionare così si dovrebbe aver imparato qualcosa dal leninismo e dal gramscismo. Non che siano chissà quali dottrine strategiche, ché sono a mio avviso sopravvalutatissime, ma almeno indicano un metodo che, in qualche modo, funziona.
Prospettive elettorali
In mancanza di queste qualità, non si può liquidare il fenomeno Storace diversamente da un “nulla di nuovo sotto il sole”. Ovviamente ciò vale dal punto di vista politico e non elettorale, perché va da sé che il binomio Storace-Buontempo più la fiaccola del FdG andrà a far razzia di voti presso la Destra Radicale che non ha i mezzi, e in gran misura neppure la testa, per riuscire a imporre un’immagine credibile di sé all’elettorato.
Sicché, per coloro che ritengono indispensabile una propria rappresentanza diretta nel parlamentarismo, c’è da pensare seriamente a come fare quadrato ma sarebbe buona cosa se, intanto, anticipando i tempi, pensassero anche al ritorno alla politica autonoma, non rappresentativa, perché c’è la possibilità che entro un paio d’anni sarà una scelta obbligata. Non è detto, dipende da una serie di interventi esterni (si farà permanere la Nipotini nell’agone? Si cambierà la legge elettorale e soprattutto si modificheranno le clausole sul finanziamento dei partiti? Ci sarà ancora Berlusconi al timone?). Chi però non desse per scontato che il post/parlamentarismo sarà una tappa molto probabile se non proprio obbligata non sarebbe uno stratego avveduto.
Le discriminanti
Intanto la Destra Radicale come si pone verso il partito Storace-Buontempo?
Ovviamente da antagonista; è normale che sia così anche perché la rivalità oggi diviene particolarmente stretta.
L’importante però è non perdere il senso del reale. Ha ragione Gianluca Iannone quando sottolinea tutti gli elementi sociali che alla Destra di sicuro non appartengono e rivendica, quindi, l’autonomia della tradizione squadrista. Ha ragione Roberto Fiore quando fa notare che l’adesione incondizionata del partito di Storace alla linea atlantica e al partito israeliano sono degli spartiacque abissali. Hanno ragione entrambi e con loro Giuliano Castellino a far notare che la pregiudiziale di Fiuggi resta in piedi.
Sono, questi, argomenti politici e valoriali (valore = interpretazione contingente del Principio) che devono restare significativi e qualificanti. Argomenti sui quali, tutti, non è concesso flettere. Giustizia sociale, interventismo sociale, guerra all’usura, sovranità nazionale e popolare, opposizione all’imperialismo globale, difesa della dignità dei popoli aggrediti dai vincitori della Seconda Guerra Mondiale.
A parte il latte in polvere
Su questi dati, tutti, nessuno escluso, io metterei l’accento e li continuerei a ripetere fino alla nausea. Non vorrei infatti che si tornasse a intonare la triste litania già sentita nei confronti di AN. Per tanto tempo la rivalità diretta e l’animosità da parte della Destra Radicale sono state così marcate da porre in secondo piano il “perché” di tali sentimenti. E quando poi, alla prima occasione possibile, si sono ritrovati alleati con AN, i suoi principali denigratori hanno fatto finta di niente, hanno fischiettato, si sono allineati con una naturalezza che definire imbarazzante sarebbe un eufemismo. E al momento di dover definire le differenze politiche con AN queste si erano oramai tutte dimenticate; tant’è che a definirle sono state quasi esclusivamente le componenti nuove, quelle che nella polemica non c’erano mai entrate (come le Osa). Per il resto non ricordo grandi differenze programmatiche, a parte il latte in polvere gratuito per i bambini.
Prima di tutto l’essenziale
Io non so come evolverà esattamente la quadriglia in atto nel panorama italiano; ma visti i precedenti, non mi sento di escludere che i partiti che oggi prendono le distanze da Storace non si ritroveranno ad allearsi in futuro con lui, così come hanno recentemente fatto con AN. E allora, poiché per me non è una questione di comitive né di individui né di scuderie ma quel che è in gioco è qualcosa che ci trascende tutti, quello che auspico, qualsiasi sia il rapporto politico futuro con Storace e Buontempo (ma anche con Fassino e Veltroni) è che l’identità politica sia sempre chiara, lo sia in modo paranoico, al fine di rappresentare uno spartiacque non traversabile nelle evoluzioni future, qualunque esse siano e ovunque portino.
Perché troppa importanza si sta dando ai nomi, alle sigle, agli atteggiamenti, agli scenari, ai dibattiti da forum e troppo poca all’essenziale che è essere nocciolo.
Gabriele Adinolfi
27th Luglio 2007


“Sull’inchiesta per la scalata alla BNL troppi sono i punti oscuri che si vorrebbero insabbiare”. E’ quanto afferma il Segretario Nazionale dell’MS-Fiamma Tricolore Luca Romagnoli.
“Da quanto trapelato finora sembrerebbe che i dirigenti DS, primo tra tutti Massimo D’Alema, siano stati più che dei semplici tifosi, dei veri e propri ‘partecipanti’. Emerge quindi uno strano intreccio tra politica e mondo della finanza”. Ha sottolineato Luca Romagnoli.
“I politici della sinistra di fronte a simili pesanti accuse pronunciate, fuori dai denti, da un magistrato milanese come si comportano? – si è interrogato Romagnoli – Invece di fugare ogni dubbio sulla loro rettitudine, chiedendo la massima chiarezza, vorrebbero mettere sotto accusa, attraverso provvedimenti di natura disciplinare, lo stesso gip titolare dell’inchiesta, Clementina Forleo”.
“La serietà e la trasparenza – ha consigliato il Segretario della Fiamma Tricolore –, cui dovrebbe rifarsi ogni politico onesto, imporrebbero la pubblicazione immediata di tutte le telefonate, da loro fatte e ricevute, inerenti il caso BNL”.
“I politici coinvolti nell’indagine – ha poi aggiunto – hanno il dovere etico e morale di permettere ai giudici di completare il proprio lavoro serenamente, senza interferenze e senza pressioni”.
“D’altronde anche il solo sospetto avrebbe dovuto indurli alle dimissioni. Ma se sono innocenti – ha infine concluso Luca Romagnoli –, come tutti loro si affannano a dichiarare, cosa hanno da temere da questa inchiesta?”
Roma, 23 luglio 2007
Recensione Insedia
Sedetevi va, se siete abituati solo a lamentarvi!
QUANDO C’ERA LUI!
Esce per i tipi della Rupe Tarpea l’ ultima fatica degli INSEDIA. Dieci pezzi in tutto. Dieci belle sciabole taglienti e affilate che liberano il fascismo dalla tristezza e della monotonia in cui qualcuno, che ha confuso i suoi fallimenti personali con la nostra Idea, vorrebbe recluderlo. Si respira aria pura in QUANDO C’ ERA LUI (dove Lui non è chiaramente Lui, ma è Benito Mussolini, perché così è più chiaro a tutti!). Si respira chiarezza e sincerità, con suoni schietti e arcaici. Nel CD non c’è un ricorso a paroloni, gli INSEDIA non vogliono dimostrare niente a nessuno, basta loro tenersi fedeli a sé stessi. Nel bene e nel male. Nel bene, quando INSEDIA urla addosso ai palazzinari che si comprano le nostre città e la nostra vita per trenta-quaranta-cinquanta anni. Nel male, quando si pensa a chi lascia le battaglie di una vita per un pelo di fica…ma poi i conti si debbono pur fare con sé stessi. E se ti scoraggi per questi schiavi “de na mignotta”, INSEDIA ti ricorda la tua origine: Roma imperiale, che prima di tutto è visione, Idea, slancio, è l’urlo con cui giovani che volevano restare giovani si avventurarono nell’ impresa fiumana. Lì eravamo noi, e INSEDIA te lo ricorda bene!!!
Quanta differenza, con chi nasce ora e ha la sua vita già bella e confezionata. Latte in polvere e videogiochi oggi, la carriera e lavoro inutile domani. Fieri e spavaldi non siamo come voi, che vi lamentate della crisi standovene al bar e indebitandovi per puttanate. Manco con le donne ci sapete fare…
“IL FASCISMO E’ BELLEZZA!”
Avamposto di Civiltà
www.avampostodicivilta.com

ZETAZEROALFA DIVISIONE RUMORE RECA POTASSIO A CLORURI
ZETAZEROALFA DIVISIONE RUMORE INNESCA IL MANROVESCIO
ZETAZEROALFA DIVISIONE RUMORE RECA ALLORO FRENOLOGO ALLA FORGIA