giovedì, 31 maggio 2007

Su Repubblica di ieri è stato pubblicato un dialogo tra Umberto Veronesi e Carlo Rubbia. Tema: energia e ambiente. Veronesi: «Non dobbiamo entrare nella spirale d’ansia da inquinamento. Basta con il panico da primitivi spaventati dal fuoco: l’Italia ha bisogno di 10 centrali nucleari entro i prossimi 10 anni». Rubbia: «Il vero incubo del pianeta è il cambiamento climatico. L’Ue chiede una riduzione delle emissioni di CO2 del 20% entro il 2020, cosa che non può farsi col nucleare».

Veronesi è uno scienziato ed un cittadino responsabile: è stato ministro del centrosinistra, ma non ha venduto la sua anima di scienziato alla politica, visto che le sue affermazioni sono l’opposto esatto di ciò che sta scritto nel programma dell’Unione. Come ogni scienziato, egli è perfettamente consapevole che la politica non può comandare alla scienza; la quale non può essere riscritta né a Roma né a Bruxelles. E da cittadino responsabile non intende scendere a compromessi su questo punto: sa che ogni debolezza in merito rischia di portare il Paese al collasso.

A differenza di Veronesi, Rubbia ha invece scelto di accondiscendere alle stravaganti teorie di Pecoraro Scanio e costui lo ha così nominato proprio consulente. Rubbia ha tre volte torto. Una volta quando assume che un problema del pianeta sia quello dei cambiamenti climatici indotti dalle attività umane; un’altra quando, senza battere ciglio, ritiene che la scienza e la tecnologia possano essere comandate dai politici dell’Ue; la terza quando, senza neanche provare a sviluppare l’aritmetica, nega che il nucleare possa essere una risposta a quegli stravaganti comandi. Esploriamo solo l’ultima che ho detto e facciamo noi l’aritmetica. Se l’Italia volesse ridurre le proprie emissioni di CO2 del 20% rispetto ai livelli del 1990, potrebbe farlo solo se azzerasse tutta la produzione di energia elettrica da combustibili fossili (26 GW-anno, oggi). Volesse far ciò col nucleare, dovrebbe disporre di 20 reattori nucleari uguali a quelli che sono attualmente in costruzione in Finlandia o in Francia: cosa molto difficile che possa realizzarsi, visto che non c’è alcuna volontà politica che si realizzi, ma certamente non tecnicamente impossibile, visto che, come anche Veronesi ricorda, di reattori nucleari ce ne sono oggi 5 in Svizzera, 9 in Spagna, 11 in Svezia, 17 in Germania, 27 in Gran Bretagna, 51 in Giappone, 57 in Francia. Può l’Italia eseguire gli stravaganti comandi dell’Ue utilizzando l’energia dal sole? Impossibile. Anzi, fatemelo scrivere meglio: i-m-p-o-s-s-i-b-i-l-e. Capisco che ogni scarafone è bello agli occhi di mamma e che Rubbia faccia il tifo per il suo Progetto Archimede, ma diciamolo forte e chiaro: il Progetto Archimede sarà un tanto colossale quanto annunciato fallimento. Non a caso è stato subito sposato da Pecoraro Scanio.

Fonte: Il Giornale

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mercoledì, 30 maggio 2007

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mercoledì, 30 maggio 2007

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mercoledì, 30 maggio 2007

“L’Europa? L’hanno inventata gli USA”. Così parlò il nostro Presidente del Consiglio

NETTUNO, ROMA (Reuters) - L'amicizia fra l'Italia e gli Stati Uniti non si è mai spenta e il legame transatlantico è irrinunciabile.

Lo ha detto il presidente del Consiglio Romano Prodi in un discorso tenuto al cimitero americano di Nettuno in occasione del Memorial Day che si celebra oggi in tutto il mondo per ricordare i soldati americani caduti in guerra.

"L'amicizia transatlantica è un punto di riferimento essenziale e irrinunciabile ancora oggi . Un punto di riferimento del rispetto e dei valori condivisi e della consapevolezza che Italia e Stati Uniti hanno le stesse radici e la stessa civiltà", ha detto Prodi.

"Quella fra Italia e Stati Uniti è un'amicizia che non si è mai spenta, fondata su valori comuni ed esperienze che insieme abbiamo condiviso tante volte nella vita", ha aggiunto Prodi ricordando il sacrificio dei soldati americani morti in Italia durante la seconda guerra mondiale.

Prodi incontrerà per la prima volta dalla nascita del suo governo il presidente degli Stati Uniti George W. Bush a Roma il 9 giugno prossimo, dopo che l'Italia ha ritirato sotto il suo esecutivo le proprie truppe dall'Iraq e ha deciso di non modificare i caveat per le truppe presenti in Afghanistan nonostante le richieste Usa agli alleati di maggiore impegno.

"Le sfide sono cambiate ma non è cambiato lo spirito di solidarietà atlantica e di amicizia tra Italia e Usa che continueranno a percorrere insieme la strada della libertà".

Infine Prodi ha fatto un riferimento all'Europa affermando che
"l'Unione europea non è nata nelle aule parlamentari, ma dai posti come la Normandia dove sono sbarcati soldati e dai combattimenti dei partigiani. Questi ci hanno dato la libertà e non lo dimenticheremo mai". 
 

[fonte]

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mercoledì, 30 maggio 2007

Le prospettive per l’acqua sono sempre: sprechi, siccità e speculazione delle multinazionali..

Gli esperti sono concordi: i problemi legati alla fornitura di acqua nei prossimi anni si potranno risolvere solo attraverso una impiego efficiente e una modernizzazione degli acquedotti. Ciò significa più investimenti di cui beneficeranno le aziende del settore, ma anche i risparmiatori, grazie ai nuovi certificati lanciati dalle grandi banche nelle borse internazionali. Secondo quanto segnalato dall’Unicef, oggi più di un miliardo di esseri umani nel mondo non ha accesso o ha un accesso limitato all’acqua potabile. E nei Paesi in via di sviluppo muoiono ogni anno a causa della penuria di acqua 1,5 milioni di bambini sotto i cinque anni. Il problema è via via più grave in virtù di quei cambiamenti climatici, sotto gli occhi di tutti, che colpiscono anche i Paesi del Sud Europa: Italia, Spagna, Portogallo e Grecia, che tra qualche anno faranno i conti con una siccità sempre più estesa legata ai cambiamenti climatici. La soluzione – dicono gli esperti – è lasciata alla sensibilità di ciascuno di noi per un uso dell’acqua che non sia uno spreco. Ma soprattutto all’ottimizzazione degli acquedotti, che oggi fanno davvero acqua da tutte le parti. In una megalapoli come Londra si perde circa la metà dell’acqua che passa attraverso le tubature. E in alcune città italiane il problema è ancora più grave. Le grandi banche d’affari hanno fiutato il nuovo business. E in vista dell’impennata degli utili di cui saranno protagoniste le società attive nel settore, hanno introdotto sul mercato certificati ad hoc. Dal Wowax di Société Générale al Global Water Utilities TR Index della svizzera Ubs. La gestione delle risorse idriche e della depurazione delle acque usate è ormai diventata prioritaria a livello globale, con notevoli sforzi per minimizzare l’impatto ambientale e per preservare le nostre risorse naturali. Il solo mercato mondiale per la filtrazione dell’acqua potabile – secondo le stime delle maggiori banche d’affari – si aggira attorno ai 30 miliardi di dollari all’anno . Basti pensare che in futuro le aziende municipalizzate dovranno essere attrezzate con sistemi di depurazione di grande dimensione. E che la maggiore richiesta, per i prossimi anni, verrà da comunità rurali che non possono disporre di sistemi adeguati alle loro esigenze. In testa i Paesi in via di sviluppo, soprattutto nel Medio Oriente, nell’Europa orientale e in Africa.

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mercoledì, 30 maggio 2007

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martedì, 29 maggio 2007

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martedì, 29 maggio 2007
Fiamma Tricolore si conferma una realtà sempre più radicata e forte nell’ area della destra italiana

“Il vento del cambiamento spira forte, e non solo in Europa. Dallo spoglio delle schede emerge una verità assai amara per il centro sinistra italiano.
Se gli attuali governanti avessero la dignità che dovrebbe derivare loro dal ruolo che rivestono, non potrebbero che dimettersi.
Il centro destra invece speriamo abbia preso coscienza del fatto che, laddove è andato in accordo, con la Fiamma Tricolore, è riuscito a portare a casa il risultato, vincendo quasi ovunque.
Questo la dice lunga sull’ottimo risultato ottenuto dal partito alla prova delle urne. D’ora in avanti la CDL non potrà più fare a meno della presenza della Fiamma Tricolore.
La nostra soddisfazione è tanto maggiore perché questa è la prima volta che il partito partecipa ufficialmente in coalizione con il centro destra, da Domodossola a Reggio Calabria.
Mi auguro, infine, che i vertici della CDL notino anche le numerose candidature presentate e i notevoli risultati ottenuti dalla Fiamma Tricolore e magari le confrontino con le altre realtà che si collocano alla destra di Alleanza Nazionale”.

On. Luca Romagnoli
Segretario Nazionale MS Fiamma Tricolore
Gruppo ITS

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lunedì, 28 maggio 2007

Il leader di lotta Continua manda messaggi cifrati, su servizi segreti e omicidi. Cogliamo l'occasione per un ripensamento serio

Adriano Sofri ha confessato al Foglio di Ferrara (vecchio “compagno” che aveva a sua volta rivelato di aver lavorato per la Cia) di avere avuto rapporti con la dirigenza dell' Ufficio Affari Riservati dei servizi segreti italiani che avrebbero proposto al leader di Lotta Continua di creare un commando misto omicida di compagni e agenti. Potremmo chiederci se questa rivelazione enigmatica sia un avvertimento di Sofri a chi di dovere (forse i mandanti dell'uccisione di Calabresi) o se sia invece il frutto di un gigionismo da rivoluzionario blasé, ma quel che più importa è comprenderne il significato storico/ideologico: essa dimostra che tutto quanto ci hanno abituato a credere della strategia della tensione e dei ruoli svolti nel suo interno, È FALSATO SE NON COMPLETAMENTE FALSO. Andiamo con ordine. Cosa ci dice Sofri? Ci dice che LOTTA CONTINUA AVEVA RAPPORTI CON I SERVIZI. Secondo i teoremi unilaterali imposti dal Pci, e che hanno fatto breccia anche all'estrema destra, Sofri sarebbe stato, allora, né più né meno che un agente (dei nostri lo diremmo senz'altro...) Corretto sostenerlo? Sappiamo che LC annoverava tra i soci della cooperativa editoriale che ne controllava il quotidiano, tal Robert Hugh Cunningham Jr, un cittadino americano che sarebbe stato poi insignito dall'ultraconservatore Presidente Reagan del ruolo di curatore degli interessi del Partito Repubblicano americano in tutta Europa; dunque si trattava di un imperialista e per giunta schierato a destra. Lo stesso Sofri aveva partecipato ai Quaderni Piacentini, un'operazione estremistica alla sinistra del Pci alla quale non fu estranea la Cia. Oggi quasi tutti gli ex di Lc stanno a Forza Italia e in Mediaset. Tutti degli agenti? O, più verosimilmente, dei maghi di serie B che hanno giocato con il fuoco? Comunque sia il teorema abitualmente cucito sull'estrema destra a loro calza a pennello... Noi siamo stati abituati sin dall'operazione editoriale patrocinata a inizi 1970 dal Ministero degli Interni con il titolo “Strage di Stato” a dar per scontato che tutta l'estrema destra, in quanto golpistica, fosse collusa con i servizi e, quindi, sua pedina. Viceversa sono andati pian piano venendo alla luce molti elementi che dimostrano ben altre cose. L'ESTREMA SINISTRA EBBE RAPPORTI CONTINUATIVI CON SERVIZI SEGRETI NAZIONALI E INTERNAZIONALI. E non si tratta, come si semplifica oggi, solo di servizi segreti Usa. Gli americani (probabilmente più americani in conflitto) furono di certo attivi; lo furono però anche sovietici, francesi, britannici, cecoslovacchi, tedeschi dell'est e dell'ovest. Lo furono, in modo organico e significativo, gli israeliani. Gli arabi, vieceversa, contrariamente a quanto cercano di farci credere ultimamente, furono presenti sul nostro territorio in conflitti incrociati con gli israeliani ma ebbero nella strategia della tensione nostrana un ruolo praticamente nullo. Ma come ci spieghiamo quest'indecorosa mazurka? Il fatto è che, L'ITALIA DELL' 8 SETTEMBRE, trasformata in Repubblica dagli invasori, era UN LIBANO ANTE LITTERAM in quanto non sovrana e plurioccupata, nonché divisa in lotti e clientele di ogni genere e natura. Dobbiamo allora comprendere come OGNI SINGOLA PARTE POLITICA lottasse in Italia, nella chimera della PRESA DEL POTERE e, contemporaneamente nella PROSECUZIONE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE. Questo si è protratto fino alla prima metà degli Anni Settanta. A mio avviso non è possibile esprimere un giudizio morale su quelle liasons dangereuses perché oramai siamo del tutto fuori dal tempo e dal contesto. Sono stato tra i primissimi a rompere con la generazione che puntava alla conquista del potere opponendole la logica della CREAZIONE DEL CONTROPOTERE. Quello strappo generazionale lo rivendico e ne sono orgoglioso. Ma fu vera gloria? Non so quanto sia stato un merito e quanto, piuttosto, un segno dei tempi. Perché contemporaneamente anche a sinistra, con l'Autonomia, maturava la medesima tendenza. Che, però, non fu solo uno scatto di reni etico-titanico ma anche il frutto della sconfitta delle generazioni precedenti. Sconfitta non vuol dire necessariamente vergogna. Comprendo che il fatto d'incrociare uomini loschi e uffici bizzarri non sia cosa limpida o che ispira trasparenza e fiducia; la domanda che però dovremmo avere l'onestà di porci, prima di condannare l'ambiguo Sofri e la crème del compagume e di continuare a biasimare senza appello le generazioni a noi precedenti è se comportarsi come uomini di stato e confrontarsi quindi consapevolmente con gli apparati di potere, oltre ad essere velleitario come lo fu e disastroso come si rivelò, comportava davvero una colpa etica in sé (ovvero a prescindere da come veniva fatto). Sinceramente penso che si dovrebbe definire singolarmente, caso per caso, se se ne avesse il tempo e la voglia. Ma sarebbe comunque sbagliato ripetere all'infinito gli schemi che la propaganada comunista ci ha imposto: ovvero condananre la vecchia estrema destra per una prassi, la sua, che fu la stessa della sinistra “rivoluzionaria”. A tempi di LOTTA PER IL POTERE corrisponde quasi per forza quella prassi che, è bene sottolinearlo perché istruttivo, è risultata devastante in modo inversamente proporzionale alla gerarchizzazione del soggetto politico/militare in gioco. Il giudizio, pertanto, dev'essere POLITICO e non MORALE in quanto se vogliamo entrare in questo ambito si dovrebbe scindere caso per caso ché i giudizi sommari appartengono solo alle folle eccitate, acefale, stolide e manipolate. Atteniamoci dunque al giudizio politico che, per bilancio storico, è negativo: Ma, nel criticare, rammentiamoci che manca la controprova: ossia la certezza che altri (noi stessi), altrimenti, avrebbero fatto meno peggio Non dimentichiamo che anche negli anni della CREAZIONE DEL CONTROPOTERE i rapporti con servizi e bande criminali ad essi legate sono stati tenuti da fior di “duri e puri”: diversi brigatisti-Fantomas ma, per restare a lidi più vicini, Calore e Aleandri per fare dei nomi certi. E, addirittura, le relazioni peggiorarono rispetto a quelle della destra golpistica perché furono più spontaneistiche, meno gerarchizzate, più individualistiche, dunque avventuristiche e produssero effetti davvero devastanti. Qualcuno potrà obiettare con sollievo che quell'era è superata e con essa lo sono le sue insidie, ma si sbaglia. Non basta non conoscere o non riconoscere le strutture di controllo e provocazione che agiscono sul territorio perché queste scompaiano; né l'ignorarle ci consente (ubris e imbecillità a parte) di sentirci migliori o meno vulnerabili di chi le conosceva e le riconosceva; i meccanismi attivati dai Grande Fratello, fanno leva sui comportamenti emotivi e sul protagonismo individuale, quindi è facilissimo essere agiti e, al contempo, agenti inconsapevoli. La franchezza, la limpidezza che molti vantano e che, va comunque sottolineato, molti realmente oggi hanno, è insufficiente se mancano la consapevolezza, la coscienza e il senso di gerarchia. È facilissimo essere agenti inconsapevoli il che, funzionalmente parlando, non è affatto meglio dell'esserlo consapevolmente ed è sicuramente peggio del confrontarsi scientemente e gerarchicamente con le strutture di controllo. Oggi che siamo ad una terza fase della nostra storia, oggi che non si compete più per il potere e che non si costruisce, se non in rarissimi casi il contropotere, oggi che SI RECITA E SI RIVENDICA senza perseguire alcun obiettivo concreto (a meno che i rimborsi elettorali per qualcuno non siano divenuti degli obiettivi) nella virtualità spettacolare e ammantati da una mentalità democratica totale, oggi che si è pura nullità, cionondimeno le infiltrazioni sono all'ordine del giorno, le provocazioni altrettanto, la nostra STRUMENTALIZZAZIONE è capillare e, quel che è peggio, non c'è alcuna consapevolezza dei meccanismi avversi e delle manovre nemiche. Fortunatamente non ci sono i presupposti emotivi ma, se ci fossero, la strategia della tensione prenderebbe nella sua ragnatela un numero spropositato di persone, cosa che non accadde in passato. Non era mai accaduto in precedenza, infatti, che un'area affidasse la sua memoria storica e ideale ad agenti del suo nemico, come avviene regolarmente oggi. Non era mai accdauto in passato che ogni tre per quattro l'area si lasciasse portare come un fuscello in operazioni politiche altrui (democristiane o israeliane) come accade regolarmente oggi. Non era mai accaduto che un'area si nutrisse delle ideologie altrui appena appena rimodellate (comuniste o controrivoluzionarie) come accade oggi. Non era mai accaduto prima che un'area si caratterizzasse in tutte le sue individualità come il frutto dell'ideologia avversa (individualistica, dirittodelconsumatoristica, democratica) come accade oggi. Non era mai accaduto che un'area si lasciasse rappresentare sui media, per il tramite di agenti altrui, dai suoi traditori e calunniatori, come accade oggi. Ordunque il caso del Sofri cifrato dovrebbe servirci per una riflessione fredda e per un decondizionamento mentale che ci aiuti a rimettere un po' ordine sul passato, sia quello generale, comune, che quello di parte, che ci consenta di rendere più giusto il giudizio davvero squilibrato che incombe su alcuni protagonisti di ieri e non su altri, che ci permetta il recupero dei criteri elementari e, con essi, dei simboli, delle radici e delle tradizioni da cui veniamo, abbandonando invece il pensiero eterodiretto di cui siamo impregnati. Perché, cari miei, sarebbe ora che ci accorgessimo che noi che crediamo di pensare, in realtà siamo pensati. È Matrix!

Gabriele Adinolfi

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lunedì, 28 maggio 2007

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sabato, 26 maggio 2007

Dobbiamo parlare anche di economia

e non solo di astrazioni!

Una corrente di pensiero, come aveva afferrato Henning Eichberg, per mordere l'opinione pubblica, per influire sul treno della Storia, bisogna che "parli di cose" che coinvolgono le persone e non solo di "idee astratte". Lo spiritualismo è necessario per dare un'anima, ma è insufficiente. Bisogna misurarsi con l'eterno materialismo degli uomini. Penso, come Marx, che la cucina economica fa parte dell'infrastruttura delle preoccupazioni umane. Per ricostituire un corpus ideologico efficace è indispensabile avere una dottrina economica alternativa. Questo significa ritornare ai problemi concreti, alle questioni sociali che toccano la vita delle persone: urbanesimo, trasporti, fiscalità, ecologia, politica energetica, sanità, natalità, immigrazione, criminalità, tecnologia, televisione ecc.

"Archeofuturismo"- Guilaume Faye

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sabato, 26 maggio 2007

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sabato, 26 maggio 2007

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venerdì, 25 maggio 2007

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venerdì, 25 maggio 2007

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